Sarah Walk : USA

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Sarah WalkUSA

Sarah Walk - USA

Pubblicato il 21/10/2017 da lorenzobecciani

Perché il tuo primo libro è piccolo e nero?
Inizialmente ho scritto il pezzo ‘Little Black Book’ parlando del mio blocco note dove annoto tutte le idee e le liriche che mi vengono in mente. Nel testo cerco di comparare le mie relazioni fallite con il mio libro nero, entrambi sono ancore per il cuore e le emozioni però quando le relazioni finiscono da parte il mio libro si arricchisce e si evolve. Stavo con qualcuno che paragonava sé stessa al mio amore per la musica e anche questo è finito nel pezzo. Ho realizzato che cattura esattamente il tema dell’intero album e quindi ho scelto ‘Little Black Book’ come titolo.

Sei considerata la nuova stella della One Little Indian. Come sei entrata in contatto con l’etichetta? Quali sono i tuoi album preferiti in catalogo?
Ho lavorato assieme al mio manager Kwame Kwaten a Londra per qualche mese e lui si è messo in contatto con Derek Birkett della One Little Indian. Mi è venuto a vedere suonare e, sapendo che è l’etichetta di artisti come Björk e Ásgeir, non ho esitato un secondo quando ha manifestato interesse nei miei confonti. Ho anche apprezzato il controllo creativo che concede a tutto il roster. È davvero importante per me.

‘Little Black Book’ è poetico, solare ma allo stesso tempo malinconico. Come nascono le tue canzoni?
La scrittura va a ondate per me. Di solito non lavoro troppo per finire un’idea finché la fine non arriva da sé oppure mi trascina. Per me una canzone non è buona se non mi fa provare qualcosa suonarla. Le canzoni dell’album risalgono ad un periodo molto lungo della mia vita e credo siano le più oneste e dirette che abbia scritto.

È stato un processo lungo? Dove si sono svolte le registrazioni?
Ho registrato con Steve Brown a Londra. Steve è il padre del mio bassista ed è così che ci siamo conosciuti. È stato un processo molto rilassato e divertente, ha creduto in me fin dall’inizio e mi ha messo in grado di controllare che le canzoni venissero come volevo. È incredibile nel valutare il risultato complessivo, la grande fotografia, e ci ha aiutato con gli arrangiamenti di archi, sonorità e trame particolari. Alcuni pezzi erano già stati registrati in passato ma lui ha saputo renderli più freschi.

Vi siete ispirati a qualche album in particolare in termini di produzione?
Non abbiamo avuto troppe referenze e questo credo sia positivo. Mi ha fatto ascoltare alcuni pezzi per farmi capire le idee che aveva per la mia musica ma si trattava di dettagli e non certo dell’intero stile della produzione. Ci siamo presi il tempo necessario e abbiamo mantenuto il suono crudo, in relazione ai live show.

Perché hai scelto di riprendere ‘Amy’ di Ryan Adams?
Ricordo che la prima volta che l’ho ascoltato stavo guidando in campagna con un’amica. Non dimenticherò mai quel momento perché fu bellissimo. Sono tornata in studio con Steven la settimana dopo e gli ho suonato il pezzo perché sapevo che l’avrebbe apprezzato. A quel punto mi ha suggerito di registrare una cover. Non ci avevo pensato in realtà ma alla fine ha funzionato.

Com’è vivere a Minneapolis? Quali sono i tuoi locali preferiti?
Sono cresciuta a Minneapolis ma mi sono trasferita a Boston per il college quindi non la considero più da tempo come casa mia. Quando suonavo con la mia band in città ero sempre troppo piccola per rimanere fuori dopo una certa ora. Quello che amo del Midwest è l’influenza che ha avuto sul mio songwriting. Ciò invece mi è mancato a Los Angeles.

Parli anche di droghe? Che rapporto hai con le sostanze additive?
Una delle canzoni riguarda le droghe ma non in maniera diretta. Parlo di un rapporto che era come essere dipendenti da una droga. Suppongo che in tenera età, quando non si conoscere come amare ed essere amati, sia facile finire in certe dinamiche e rimanere intrappolati. ‘Wake Me Up’ parla della mia esperienza.

La tua musica è anche molto cinematica. Hai ricevuto offerte per colonne sonore? Segui le uscite al cinema o le opere teatrali?
Cerco di rendere la musica cinematica semplicemente perché è un’ottima piattaforma e perché aumenta l’efficacia dell’esperienza di ascolto. Non ho ancora avuto nessuna canzone in una colonna sonora ma spero accada presto! Mi piacerebbe scrivere musica per un film.

‘Wake Me Up’ e ‘Still Frames’ sono state importanti per la tua carriera. Quali sono gli altri passaggi chiave dell’album a tuo parere?
Uno degli aspetti che amo di più dell’album riguarda le dinamiche e la varietà dei pezzi in scaletta. Alcuni pezzi hanno spigoli mentre altri sono delicati e melodici, anche se c’è sempre qualcosa che li lega insieme. In tal senso non posso citare solo un pezzo piuttosto che qualcun altro. Mi piace però che l’album tratti diversi livelli di amore e rapporti.

Chi sono i musicisti più brillanti che hai incontrato al Berklee College?
La mia band proviene tutta da Berklee ed è costituita da musicisti incredibili. Hanno dato vita alle mie canzoni e li sono grata per questo. Ho incontrato alcuni dei miei amici più cari al college ed ero circondata da persone che mi hanno spinto a credere in me stessa come songwriter. Questo non ha prezzo.

Meglio Londra o Los Angeles?
Amo entrambe per diversi motivi. Mi c’è voluto un po' per innamorarmi di Los Angeles ma perché è così grande e dispersiva e devi trovare il posto giusto per non sentirti emarginata. Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambe le città ma è bello viaggiare e meraviglioso potere fare diverse cose a seconda di dove ti trovi.

Sarah Walk
Sarah Walk
From: USA

Discografia

Little Black Book (2017)