-Core
SOiL
USA
Pubblicato il 12/02/2024 da Lorenzo Becciani

Ciao Tim, dove ti trovi?
Sono a Chicago. Sono giornate intense perché stiamo lavorando a questo nuovo tour che partirà a marzo. Si chiamerà Back To The 2000’s perché all’inizio del nuovo millennio sia noi che The Union Underground pubblicammo i nostri dischi di maggiore successo, ‘..An Education In Rebellion’ e ‘Scars’, e partecipammo a quell’esperienza leggendaria che fu l’Ozzfest di quel periodo. Sarà una sorta di reunion tra amici e con noi ci saranno pure Flaw e Ra. Volevamo band di quel periodo ed i Flaw sono da poco entrati in Pavement Entertainment.

I Ra invece come li avete contattati?
Hanno il nostro stesso booking agent.

Come vi siete conosciuti con Bryan Scott?
Le date con i The Union Underground furono le prime del periodo di ‘Scars’. Diventammo subito amici e siamo sempre rimasti in contatto. Ti dico una cosa che in pochi sanno. Bryan fu il primo cantante a cui pensammo quando Ryan ci lasciò nel 2004. I The Union Underground però si erano appena sciolti ed era stufo della musica e quindi non accettò la nostra proposta. Più tardi fondammo gli Into The Fire. Lavorammo quasi totalmente in digitale e completammo un paio di pezzi per altrettanti video. Sarebbe divertente tornare a lavorare insieme.

Ho parlato anche con lui e gli ho chiesto quale band tra The Union Underground, Soil, Flaw e Ra sia stata la più sottostimata in assoluto...
I The Union Underground erano davvero incredibili! Era il periodo del nu metal nelle classifiche e loro suonavano come nessun’altro. Pensavo che sarebbero diventati enormi e invece collassarono quando fallì la loro etichetta. Avrebbero dovuto registrare il secondo album e probabilmente parleremo di un’altra storia.

E invece dei Soil cosa puoi dirmi?
‘Scars’ uscì l’11 Settembre 2001, quando le Torri Gemelli furono attaccate dai terroristi e ricevemmo un sacco di critiche a riguardo. Le previsioni dell’etichetta erano di vendere circa due milioni di copie ma non andò così. Anche altre metal band subirono dei danni e anche ai Flaw di ‘Through The Eyes’ accadde più o meno lo stesso. Da quel momento in poi il nu metal, filone nel quale eravamo stati inseriti più o meno forzatamente, cominciò lentamente a calare in popolarità e tante etichette chiusero. Sono ancora orgoglioso di ‘Scars’ e facemmo tutto il possibile per diventare una band di primo livello.

Devo ammettere che non avete mai pubblicato album brutti, a dispetto dei problemi con Ryan McCombs. Qual è stato il vostro apice? E il momento peggiore in carriera?
L’apice è stato assolutamente quando una radio di Orlando cominciò a programmare in continuazione il demo di ‘Halo’. Nel giro di qualche settimana ricevemmo decine di offerte e poco dopo accettammo la proposta della J Records, una divisione della RCA. Così arrivarono i soldi per potere promuovere al meglio ‘Scars’. ‘Halo’ non era a mio parere nemmeno il miglior brano del disco, ma il suo successo fu incredibile. L’anno peggiore fu il 2010 perché AJ Cavalier e Tom Schofeld ci lasciarono nel mezzo del tour di ‘Picture Perfect’. Io e Adam ci trovammo con un tour bus da pagare, date da portare a termine, strumentazione e sala prove da affittare. Purtroppo accaddero cose brutte di cui non amo parlare e senza l’aiuto di un paio di amici non saremmo mai riusciti a superare la cosa. A quel punto parlammo con Ryan per convincerlo a tornare e Jon Wysocki degli Staind ci diede una mano alla batteria per circa un anno. Una volta riuniti con Ryan organizzammo delle date nel Regno Unito, dove ‘Scars’ aveva ottenuto il disco d’argento e lo ristampammo con due bonus track. Il dvd ‘Re-LIVE-ing the Scars’ ebbe poi un grande successo e con quei soldi io e Adam riuscimmo a ripagare i debiti.

Quali sono i tuoi ricordi dell’Ozzfest?
Era come essere ad un summer camp. Mangiavamo e bevevamo insieme, viaggiamo insieme, assistevamo ai nostri rispettivi concerti e ci supportavamo in tutto. Rocksound mi chiese di scrivere un diario del tour e così scattavo foto del tour bus o del backstage. Alcune foto fecero arrabbiare Ozzy che ci tirò una secchiata d’acqua mentre stavamo uscendo dal palco. Ogni sera ci invitava a bere da lui e ci diceva che avrebbe cantato ‘Halo’ con noi. Una di quelle sere Adam perse il cellulare in un vaso e quando infilò la mano per riprenderlo era piena di feci ed una strana colla blu. Ridevamo di continuo.

Nelle prossime date suonerete qualcosa insieme con i The Union Underground?
Stiamo discutendo se fare o meno i pezzi degli Into The Fire. Suoneremo per intero ‘Scars’. Non lo abbiamo mai fatto negli Stati Uniti mentre lo abbiamo fatto in Australia ed è stato grandioso.

State per tornare in studio?
Dopo il tour ci concentreremo sul prossimo album. Non voglio specularci al momento ma abbiamo parecchio materiale da parte. Sono passati dieci anni dall’ultimo lavoro in studio e nel frattempo sono usciti ‘Play It Forward’ e ‘Restoration’. Una cosa posso dirtela ovvero che non pubblicheremo mai un album tanto per farlo. Ryan vive nel Regno Unito, io e Adam a Chicago mentre Tj Taylor nel Kentucky quindi non è sempre facile trovarci, ma faremo il possibile perché non passi un’eternità.

Oltre a Bryan dei The Union Underground quali sono i tuoi migliori amici nel music business?
Ce ne sono tanti. Sono amico dei Flaw, degli Shinedown e dei Disturbed, che sono andato a trovare di recente in tour. Ho un grande rapporto anche con Edsel Dope e Tony Campos, che stanno facendo un grande lavoro nell’omaggiare Wayne Static.

(parole di Tim King)

SOiL
From USA

Discography
Throttle Junkies (1999)
Scars (2001)
Redefine (2004)
True Self (2006)
Picture Perfect (2009)
Whole (2013)
Play It Forward (2022)
Restoration (2023)