-Core
Vitriol
USA
Pubblicato il 17/01/2024 da Lorenzo Becciani

Cosa volevate cambiare o migliorare con ‘Suffer & Become’?
Cerchiamo sempre di migliorarci ma non ci guardiamo mai alle spalle. Ci sono ovviamente delle similitudini tra gli album perché i pittori sono gli stessi. A volte l’obiettivo può essere rendere i pezzi il più possibile abrasivi e spietati mentre in altri frangenti irrobustire le dinamiche ed ampliare lo spettro di influenze. Anche se dovrei promuovere questo album, non saprei quindi dirti se è migliore o meno del precedente. A mio parere rappresenta sicuramente un passo in avanti. Le parti veloci sono ancora più veloci e abbiamo curato molto le melodie. Per certi versi è meno rifinito ma ugualmente sofisticato. Cerchiamo di creare un’esperienza unica, soprattutto nell’ottica della dimensione live, e siamo convinti di esserci riusciti.

Qual è il vostro stile pittorico?
Questa è davvero una bella domanda. Direi che potremmo collocarci in una sorta di rinascimento irriverente. C’è senza dubbio devozione per un certo mondo. Abbiamo creato il concept diversi anni fa e di album in album aggiungiamo un certo grado di complessità. É uno stile esplosivo, non convenzionale e sicuramente irriverente. Diciamo che ci piace il caos controllato.

Ha ancora senso pubblicare album death metal?
Capisco cosa vuoi intendere. Sono passati più di trent’anni da quando è nato il genere. È certamente una sfida ma qui negli Stati Uniti c’è ancora tanta di quella aggressività genuina. É il motivo principale per cui ho creato la band. Quando penso a quella fiamma penso ai dischi degli Angelcorpse o dei Krisiun. Purtroppo negli ultimi anni si è persa un po’ quella attitudine old school, a favore della tecnica, ma credo sia ancora possibile essere contemporanei e mostrare i giusti valori. I Vitriol hanno sempre cercato di sottolineare l’essenza della musica estrema. Adesso tutti sappiano cosa è un blast beat, ma dovremmo chiederci cosa hanno provato i primi batteristi a suonare in un certo modo e perché lo hanno fatto.  Cerchiamo di isolare questi aspetti e esasperarli.

Te l’ho chiesto perché al giorno d’oggi ci sono ancora thrash metal band ma le formazioni devote al true metal sono praticamente solo underground al contrario di quelle metalcore o deathcore che fanno grandi numeri. Pensi che un disco come ‘Suffer & Become’ possa diventare un classico tra qualche anno?
Sarebbe un onore per me. Ci sono tante variabili che possano decretare il successo di un album. Io avrò sempre negli occhi la performance dei Behemoth all’Ozzfest, ai tempi di ‘Demigod’. Per me quello è il massimo a cui una band death metal possa ambire. Nergal è geniale ed è riuscito ad ottenere un grande successo senza scendere a compromessi. É stato semplicemente spietato e onesto con i propri fan. Spero che un giorno i Vitriol possano ispirare qualche altro musicista come i Behemoth hanno ispirato me.

Qual è la traccia chiave del nuovo disco a tuo parere?
Per me ‘Shame And Its Afterbirth’. É in assoluto la traccia migliore che abbia mai scritto.  Ogni artista o persona creativa ha un’immagine in testa che desidera realizzare prima o poi e per me quell’immagine è ‘Shame and its Afterbirth’. Di solito c’è sempre un piccolo gap tra l’idea iniziale ed il risultato finale, ma stavolta non è accaduto. È un pezzo fluente e armonioso. Un altro pezzo speciale per me è ‘Survivals Careening Inertia’. Volevo pubblicare uno strumentale, ma non volevo che fosse il tipico strumentale dei dischi metal. Non ci sono ripetizioni ed assoli. 

Tante band death parlano di zombie o atrocità nei loro testi. Te invece quale messaggio desideri trasmettere? 
Con questo album ho compiuto un passo indietro in tal senso. Sono tornato alle origini ed all’introspezione del debutto. In tour ho capito quanto impatto possano avere certe canzoni sui fan. Non ho problemi con tematiche di guerra e morte, ma non fanno per me. ‘Suffer & Become’ è un collage di idee. Mi sono guardato dentro, mi sono posto domande difficili, ho cancellato quello che dovevo cancellare e ho cercato di uscirne più forte di prima. Volevo mostrarmi più vulnerabile.

Quando avete pubblicato ‘Antichrist’ avete preso ispirazione dal film di Lars Von Trier?
Assolutamente. Quel film mi ha sconvolto. La descrizione che fa dell’inferno mi fa tremare ancora. Come il regista ha collegato i dogmi della società cristiana, l’egoismo del genere umano e la natura è qualcosa di sconvolgente. Il testo della canzone cerca di disegnare tutto questo. C’è qualcosa di sereno e bellissimo in quella spaventosa descrizione.

Nelle foto promozionali stringi tra le mani una spada. Sei appassionato di giochi di ruolo, dungeon crawler, ecc…?
Sì, mi piace quella roba anche se non ci gioco. Sono sempre stato un fan di Magic The Gathering e di Warcraft. Quegli scatti sono nati perché volevo avvicinarmi spiritualmente al mondo black metal. Il problema è che nella West Coast non ci sono foreste come in Norvegia e quindi non è così semplice fare il tipico servizio fotografico black metal.  

(parole di Kyle Rasmussen)

Vitriol
From USA

Discography
To Bathe from the Throat of Cowardice 2019
Suffer & Become