-Core
Go Ahead And Die
USA
Pubblicato il 31/10/2023 da Lorenzo Becciani

Ciao Igor, dove ti trovi adesso?
Siamo in tour con Max e Igorr per la promozione delle ristampe di ‘Morbid Visions’ e ‘Bestial Devastation’. Non mi sono mai divertito tanto. È un materiale davvero grezzo ma allo stesso tempo molto tecnico ed intricato. Non posso distrarmi mezzo secondo. Tra qualche mese cominceremo a portare in giro le nuove canzoni dei Go Ahead And Die e sarà uno sballo.

Quali sono le differenze principali tra il vostro debutto e ‘Unhealty Mechanisms’.
La visione era già chiara ai tempi del debutto e non è mutata affatto. Diciamo che stavolta è più definita. Questo è il materiale più heavy che abbia mai scritto. Ho iniziato a scriverlo da solo quando mio padre era in tour con i Soulfly ed il riff di ‘Desert Carnage’ è uno dei primi che mi sono venuti in mente. Credo che sia perfetto come apertura del disco perché in quel pezzo ci sono tutti gli elementi che fanno parte del nostro sound. É un album molto duro, quasi grindcore, caratterizzato da ritmi veloci e senza compromessi. Il cantato è grezzo e ci sono pezzi davvero intensi e brutali.

I nuovi pezzi sono stati scritti con la dimensione live in testa?
Sicuramente sì e non abbiamo pensato ai festival o alle grandi arene, ma ai piccoli club. A quei locali dove l’impianto non è il massimo e devi alzare il volume al massimo per farti sentire. ‘Unhealty Mechanisms’ è maledettamente punk ed è costruito su pezzi che dal vivo prenderanno a pugni la gente.

In effetti siete una delle poche vere punk band rimaste in circolazione?
Come ti dicevo non pensavamo a migliaia di persone in uno stadio che cantavano un ritornello a squarciagola, ma ad un centinaio di persone arrabbiate in un locale piccolo e buio. La produzione è superba ma non eccessiva e nient’affatto pulita. É semplicemente quello che ci serviva per rendere i pezzi ancora più pericolosi. Non ci siamo posti nemmeno limiti in termini di stile. A volte sfociamo nel death, altre nell’industrial o nell’hardcore. 

Qual è il pezzo chiave in scaletta?
‘Desert Carnage’ è probabilmente il migliore che abbiamo scritto, ma sono molto legato anche a ‘Cyber Slavery’, un pezzo che dimostra come siamo schiavi dei social newtork e dei nostri telefoni. Ognuno di noi cerca solamente di impressionarsi a vicenda. Ci sono filtri per far sembrare che la nostra giornata sia migliore di quella degli altri. É uno schifo.

Cosa è cambiato in termini di produzione?
Col primo disco volevamo una produzione alla Scott Burns. Per intenderci con una batteria molto anni ‘80. Stavolta l’abbiamo pulita un po’, mantenendo le chitarre  e le voci sporche. Arthur Rizk si è occupato del mixaggio ed è grandioso.

C’è un gruppo di oggi che vi ispira come i classici?
Non ascolto molti gruppi moderni, se non quelli con cui ci esibiamo dal vivo. Alcuni sono davvero bravi. Se devo però citare una formazione che mi ha influenzato tantissimo in passato e ancora oggi allora direi senza dubbio i Kylesa. Sono usciti dalla scena della Georgia quando è esploso lo sludge metal e mi hanno davvero impressionato con quei due batteristi ed il loro suono enorme.

(parole di Igor Amadeus Cavalera)

Go Ahead And Die
From USA

Discography
Go Ahead And Die - 2021
Unhealthy Mechanisms - 2023