Greta Van Fleet : The Battle At Garden's Gate

Sui Greta Van Fleet si sta scrivendo tanto in questi ultimi anni. Per alcuni sono la nuova ancora ... Sui Greta Van Fleet si sta scrivendo tanto in questi ultimi anni. Per alcuni sono la nuova ancora di salvezza per il tan ... thumbnail 1 summary

Greta Van FleetThe Battle At Garden's Gate

Greta Van Fleet - The Battle At Garden's Gate

Lava/Republic
Pubblicato il 19/04/2021 da Francesco Brunale
Greta Van Fleet - The Battle At Garden's Gate

Sui Greta Van Fleet si sta scrivendo tanto in questi ultimi anni. Per alcuni sono la nuova ancora di salvezza per il tanto criticato e bistrattato panorama del rock attuale che sembra avere tanto bisogno di una band come portavoce delle nuove generazioni, mentre per altri gli americani sono il classico bluff che si nasconde dietro ad una fervida e proficua, sotto tutti i sensi, imitazione dei Led Zeppelin. Dibattiti e processi permettendo, i Greta sono arrivati a questo nuovo lavoro con una pressione pazzesca che si è abbattuta come uno tsunami sulla testa di quattro ragazzi poco più che ventenni che, in barba a dicerie e cattiverie, hanno dato alla luce un album bello e chiaramente molto tradizionale. A scanso di equivoci, l’influenza dei Led Zeppelin si è diradata, anche se in “Broken Bells” le citazioni chitarristiche di “Stairway To Heaven” ci sono e si sentono in modo assolutamente inequivocabile. A part questo episodio, il resto del lavoro è un tuffo negli anni settanta, con un bel gusto per le melodie e per le dimensioni acustiche che sono predominanti come si nota nell’ottima “Tears Of Rain”, dove la voce di Josh Kiszka fa davvero tremare i polsi. Le cavalcate non rispondono presente, ma il singolo “My Way, Soon” è una canzone che ha tutto per essere un classico del quartetto a stelle e strisce. Un capolavoro vero e proprio lo è “Age Of Machine”, suddivisa in due momenti nei quali sono le melodie corali a far andare fuori di giri una canzone perfetta dall’inizio alla fine. “Stardust Chords” è un esempio di classic rock tradizionale che trova nei Free i suoi riferimenti più veri, a differenza di una “Light My Love”, acustica e morbida nei suoi arrangiamenti. Sul moderno/tradizionale ecco che viene fuori “Caravel” con quelle chitarre che ricordano parecchio i Rival Sons, mentre la finale “The Weight Of Dreams” è una di quelle canzoni dove tutto funziona e nella quale si sente la maestria di Jake Kiszka che, nonostante la giovane età, suona la chitarra con la maturità di un quarantenne navigato. Ora non sappiamo cosa ne sarà dei Greta Van Fleet e soprattutto se questo “The Battle At Garden’s Gate” potrà cambiare le sorti del mondo della musica rock. Quello che si può tranquillamente affermare è che i Greta sono una band vera, fatta da ottimi musicisti e che sa scrivere buone canzoni. E ai giorni nostri non mi sembra che questa sia una cattiva notizia.

Greta Van Fleet
From: USA

Discografia

2018 – Anthem of the Peaceful Army
2021 – The Battle at Garden's Gate