Marc Ysaye : Belgio

Quando hai deciso di pubblicare questo materiale solista?È una storia lunga ma per farla breve po ... Quando hai deciso di pubblicare questo materiale solista?È una storia lunga ma per farla breve posso dirti che dopo quat ... thumbnail 1 summary

Marc YsayeBelgio

Marc Ysaye - Belgio

Pubblicato il 22/12/2021 da lorenzobecciani

Quando hai deciso di pubblicare questo materiale solista?
È una storia lunga ma per farla breve posso dirti che dopo quattordici album con i Machiavel volevo pubblicare un album in totale libertà, con un bassista, un batterista e nient’altro. Ho trovato i musicisti giusti per questa avventura ovvero Christophe Pons, il chitarrista dei Machiavel ed uno dei miei più grandi amici, Loris Tils e Marcus Weymaere. Ci siamo presi una settimana e siamo entrati in studio. Avevo scritto un paio di canzoni e altre due le abbiamo composte in studio, un po’ come succedeva negli anni ‘60 e ‘70 a tante band che entravano in studio senza avere del materiale e registravano dischi grandiosi. Anche Piet Goddaer, che tutti conoscono come Ozark Henry, ha scritto un paio di brani e così abbiamo completato il disco.

Dalle tue parole sembra che sia stato un processo molto veloce?
Sì, esattamente. Eravamo tutti entusiasti del progetto e ci siamo divertiti molto. Sono felice perché il materiale mi rappresenta in modo fedele. 

Perché hai scelto un pezzo come ‘The Night Is Done’ per aprire la scaletta? 
È dedicata a Mario Guccio, il cantante dei Machiavel che è morto quasi quattro anni fa. É un modo di mettersi alle spalle la tristezza perché questa è la vita. A Marzo torneremo nei negozi con un nuovo lavoro in studio dei Machiavel. In questo caso invece non ho voluto suonare la batteria ma canto solamente. Non volevo fare una cosa alla Phil Collins intanto perché non ho il suo talento e poi per non creare confusione. ‘Back To Avalon’ è molto vicino alla musica che ascolta. Non è un disco progressive ed è caratterizzato da influenze blues e classic rock. 
 
Ti piace il poker?
Il regista del video di ‘Rolling Machine’ ha avuto l’idea di un tavolo da poker ma io non so giocare mi dispiace. Credo sia un buon singolo perché è un pezzo molto radiofonico ma allo stesso tempo con una base classic rock. 

Quando hai deciso di cantare?
In realtà quando ero giovanissimo. In molti non sanno che sono stato il primo cantante dei Machiavel a metà anni ‘70. Quando è arrivato Mario Guccio mi sono dedicato alla batteria. ‘What I Deserve’ è il pezzo che rappresenta meglio il mio stile vocale. 
 
Perché hai scelto di riprendere ‘Bitter Creek’?
Perché sarebbe stato ridicolo suonare ‘Hotel California’ come fanno tutti. Poi è un pezzo che adoro e che è stato composto da  Bernie Leadon, poco prima di lasciare la band. 

Hai dei rimpianti su come è andata la carriera con i Machiavel?
Il mio rimpianto più grosso è esserci fermati dopo l’insuccesso commerciale di ‘Breakout’. Sapevamo tutti che era un ottimo album ma fermarci è stato stupido. L’ultimo tour con Alice Cooper era stato un disastro, tra backline rubata e problemi con il gruppo headliner, e l’impatto con la vita da rockstar non ci aveva fatto bene. Poi ci siamo riuniti, ma con ambizioni diverse. 

Quali sono i gruppi progressive che ami di più?
Non ascolto molto musica prog moderna se non i Porcupine Tree. Del passato amo Emerson Lake & Palmer, Yes e Genesis. 

Hai avuto un ruolo importante anche nella radio. Pensi che sia ancora un buon strumento per promuovere la musica?
È difficile rispondere perché i tempi sono cambiati, i dischi non si vendono più e le band fanno soldi andando in tour. ‘Back To Avalon’ è uscito l’anno scorso in Belgio e ha avuto un ottimo riscontro, pur non essendo certo un disco pop. Purtroppo non siamo riusciti a suonare dal vivo a causa dell’emergenza sanitaria ma poi abbiamo avuto la richiesta di stampare l’album in Italia e siamo molto contenti. Mi auguro di poter venire presto a suonare nel vostro Paese. 

Tra l’altro l’Italia è il Paese di Valentino Rossi..
Puoi dirlo forte! Sono uno dei più grandi fan di sempre di Valentino. L’ho incontrato un paio di volte e ho avuto la fortuna di intervistarlo ed è stato gentilissimo con me. Non è stato solo il più grande pilota di moto di tutti i tempi ma è un genio anche fuori da quel campo. È un po’ come David Bowie o Gesù Cristo, una rockstar a tutti gli effetti. Naturalmente ho il suo casco a casa e l’adesivo 46 sulla auto. 
 
 

Marc Ysaye
From: Belgio

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