Perennial Isolation : Spagna

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Perennial IsolationSpagna

Perennial Isolation - Spagna

Pubblicato il 25/03/2021 da lorenzobecciani

Avete impiegato cinque anni per pubblicare un altro album dopo l'eccellente 'Epiphanies Of The Orphaned Light'. Perché così tanto tempo? 
Considerata la velocità con cui avevamo pubblicato i dischi precedenti, è passato davvero tanto tempo ma avevamo bisogno di qualcosa di fresco e nuovo, di uscire dalla nostra comfort zone e sperimentare con varie opzioni. Non eravamo sicuri di tante cose e quindi c'è voluto tempo per provare e riprovare. Il nuovo album doveva essere perfetto, trasmettere tutto ciò che volevamo. Abbiamo anche deciso di posticipare la seconda parte delle sessioni di registrazioni perché il materiale non piaceva a tutti e quattro. Tra l'album precedente e 'Portraits' c'è stata anche un'intensa attività live. In pratica non ci siamo fermati per cinque anni. 

Qual era la vostra visione quando avete formato la band? Quanto sono cambiati i vostri obiettivi adesso che il vostro quarto album è nei negozi? 
In realtà Perennial Isolation non doveva essere quello che è diventato. Volevo una sorta di progetto da studio per mantenere vivo questo tipo di musica. All'epoca c'erano pochi concerti di atmospheric o depressive black metal e ancora meno band valide. Dopo alcune esperienze passate volevo sparire dalla circolazione e registrare qualcosa di intimo e di introspettivo. Con il passare dei mesi però la nostra proposta ha cominciato ad attrarre l'attenzione della scena spagnola e le richieste di concerti sono aumentate. A quel punto ho dovuto ripensare la situazione e ci siamo trasformati in una band vera e propria. Ai tempi quindi non avevamo degli obiettivi concreti. Tutto era flessibile. Adesso invece la band ha assunto una posizione specifica nella scena e questo ci ha spinto a cercare di avere materiale sempre migliorare, di progredire dal vivo e di trovare un'etichetta più grande. 
  
Dove avete scattato l'immagine della copertina? 
Non è proprio un'immagine. È una tela. L'autore è Mark Thompson, un artista canadese che ha creato alcuni dipinti davvero impressionanti. Siamo in contatto da tempo e ci siamo trovati bene a lavorare insieme. La tela era già esistente e l'abbiamo fatta nostra perché riflette esattamente quello che è Perennial Isolation: una casa nel nulla più completo, dove esiste solo la natura più pura, e la solitudine eterna, non solo una metafora visto i tempi che stiamo vivendo. Questa copertina ha un significato speciale per noi perché mostra quello che cerchiamo e quello che vogliamo creare dal punto di vista sonoro. 

Avete un rifugio speciale? Un posto dove siete in pace e potete comporre lontani dal lavoro o dai rumori della vita quotidiana? 
Ne ho tanti. Quando si tratta di scrivere le linee di basso, ho il mio studio privato o quello della band. Dopo diversi anni siamo riusciti a trovare un luogo ideale. Non è troppo lontano dalla confusione ma è importante per noi avere pace e armonia. Per quanto concerne le liriche, devo recarmi in montagna oppure fuggire in una foresta per diverse ore. Ho bisogno di ascoltare il vento e sentire il suono della Natura, così come il silenzio. Di solito lo faccio domenica mattina. È un modo per resettare la mia ispirazione senza avere contatti con nessuno. Solo io e l'ambiente che mi circonda. 

Quali sono i luoghi più oscuri e malati di Barcelona? Magari qualche posto interessante fuori dal solito giro turistico..
Wow! Non mi avevano mai chiesto niente del genere! Non conosco strane aree nella mia città, sebbene ci viva da tanto tempo. Plaza Felip Neri è un posto che mi trasmette oscurità e storia torbida. Puoi vederlo anche solo dalle facciate dei palazzi. Sono ancora in evidenza i buchi causati dalle bombe della guerra civile. Altri luoghi disturbanti puoi trovarli nella zona medievale, conosciuta come  Barri Gòtic, ma posso assicurarti che è assediata dai turisti!

Quali ritratti avete cercato di dipingere con queste nuove canzoni? 
Grazie per averlo menzionato perché agiamo davvero in questo modo. L'album si intitola 'Portraits' perché è una raccolta di tutti i paesaggi naturali su cui abbiamo camminato, fin dall'inizio della band. Tante memorie rimaste immortali nelle nostre retine che ci hanno ispirato per tutto questo tempo. Buona parte di questi paesaggi sono mutati nel corso degli anni, specialmente con il cambio delle stagioni; quindi non possiamo valutarli come semplici scatti fotografici, ma come ritratti che possiedono un'energia ed una vita tutte loro. L'obiettivo era dipingere il nostro ritratto più ispirato, al confine tra l'autunno e l'inverno, con tutti gli elementi che lo circondano. 

Possiamo affermare che 'Autumn Legacy Underlying The Cold's Caress' rappresenti bene tutto l'album? Quali sono le altre tracce chiave? 
Assolutamente! Quando pubblichi un nuovo album vuoi che una singola traccia mostri in maniera sommaria un po' tutto quello che sei in grado di offrire. 'Autumn Legacy..' è tutto questo. É un pezzo fresco che mostra il nostro nuovo suono e il nostro nuovo di approcciarci al genere che amiamo. Trovo che sia un pezzo piuttosto innovativo e che differisca molto dal materiale che avevamo pubblicato in passato. Altre tracce chiave possono essere 'The Breathless Season Bane' oppure 'The Silence Solace', che abbiamo scelto come secondo singolo, o 'Emanations From The Swallowed Twilight'. Sono tutti ottimi esempi della nuova era della band. 

Cosa volevate cambiare in termini di produzione e mixaggio? 
Non ci sono troppi cambiamenti visto che ci siamo rivolti agli stessi studi di registrazione: chitarra, basso, effetti sono stati curati allo studio di Iván Ferrús mentre voce, batteria, mixaggio e masterizzazione all'Axtudio. In ogni caso volevamo migliorare degli aspetti. Stavolta abbiamo registrato con i nostri amplificatori e pre-amplificatori in modo da ricreare il suono live, poi abbiamo realizzato numerosi layers di melodie e armonie e c'è una grande elaborazione dal punto di vista vocale e dei testi. Il basso è più presente e melodico, visto l'uso della chitarra a otto corde e di accordature basse. Ci sono tanti dettagli in più, anche perché ad un certo punto devi per forza andare avanti e diventi creativamente irrefrenabile. 

Qual è l'essenza del black metal atmosferico? 
Per me è soprattutto l'atmosfera che circonda tutto. Il feeling di essere intrappolati e trascinati dentro. Poi, dipende molto dal tipo di atmosfera. Ci sono tante ramificazioni e al giorno d'oggi “atmospheric” viene spesso scambiato con “ambient”. Penso ai primi lavori degli Arcturus che vennero definiti atmospheric black metal e avevano a che fare con elementi astrologici, certi tipi di letteratura, ecc.. di sicuro erano molto lontani dalla corrente naturale e ecologica di oggi. In ogni caso il genere ha prodotto tante bene in grado di ricreare l'atmosfere delle montagne o di ambientazioni rurali, così come i riferimenti all'autunno ed all'inverno, così comuni nel nostro stile. Potrei aggiungere tante band che mettono al primo posto l'atmosfere. Mi vengono in mente Paysage d'Hiver, Luster, Csejthe..

Siete più per il black metal scandinavo, francese o statunitense?
Mi piacciono tutte e tre le correnti. Il black metal scandinavo ha avuto l'impatto più forte perché è la base di tutto e un genere essenziale per capire tutto il resto. Come cantante ci sono band svedesi e norvegesi che mi hanno influenzato molto: Ragnarok, Setherial, Celestial Bloodshed, Alverg, Throne Of Katarsis. Adoro anche la freddezza ed il medievalismo di band francesi come Nocturnal Depression o Celestia. Negli ultimi anni poi ho apprezzato molto la corrente cascadian black metal americana con gruppi quali Wolves In The Throne Room, Fauna, Addaura, Oubliette, Lake of Blood. 

Come sono nate le collaborazioni con Emily Low e Jan Insomnic?
Per quest'album volevo dei guest vocalist per ottenere un risultato vario e dinamico. Alla fine, invece di averne un paio, ne abbiamo sei e ognuno è stato scelto per il suo specifico timbro in accordo con le varie canzoni. Abbiamo incontrato Jan Insomnic a Brno e abbiamo condiviso il palco con i Somnus Aeternus, un gruppo attivo da molto tempo. Siamo rimasti colpito dal suo cantato gutturale profondo e pulito, sulla falsa riga di Shape Of Despair e Thergotohn, così lo abbiamo invitato per la narrazione principale di 'Autumn Legacy..'. Per quanto riguarda Emily, mi sono letteralmente innamorato della sua voce. Volevo un timbro che contrastasse col mio e ho pensato alla cantante degli Oubliette. Mi sono messo in contatto e lei ha accettato! É stato bello averli entrambi nel nostro primo singolo. 

Com'è la scena spagnola attualmente? Quali sono i gruppi migliori? 
Ci sono tanti gruppi e di tutti i generi. A seconda della regione in cui ti trovi c'è una predominanza di uno stile o meno. Per esempio nei paesi Baschi, ci sono tante formazioni punk e black metal. Barcelona ha tante band thrash e heavy metal ma stiamo sperimentando pure un ritorno del death e del black. Non ci sono tante realtà che riescono a sfondare all'estero quindi a livello nazionale è tutto piuttosto conformista. Abbiamo comunque realtà importanti come Wormed, Angelus Apatrida, Graveyard, Avulsed, Foscor, Altarage ed in termini di black metal Balmog, Marthyrium, Aversio Humanitatis, Atrexial, Cauldron.. 

Come siete entrati in contatto con Non Serviam Records? 
Dopo tanti anni con Darkwoods, era arrivato il momento di andare oltre. Questo album stava diventando troppo speciale. Sono orgoglioso di tutto ciò che abbiamo pubblicato, ma 'Portraits' è davvero importante per noi. Una volta masterizzato, ci siamo messi alla ricerca di etichette e quindi, nel bel mezzo dell'estate con trenta grandi centigradi, mi sono messo a spedire promo. Non Serviam Records è stata la prima label a risponderci. Siamo felici di essere in un team che può vantare band come Two Face Sinner, Devilish Impressions, Zornheym, Myronath, Trident... Stanno facendo un lavoro incredibile e ci stanno spingendo a livelli che non pensavamo possibili. 
 
(parole di A.)  

Perennial Isolation
Perennial Isolation
From: Spagna

Discografia

Conviction Of Voidness – 2014
Astral Dream – 2015
Epiphanies Of The Orphaned Light – 2016
Portraits – 2021