End Of Mankind : Francia

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End Of MankindFrancia

End Of Mankind - Francia

Pubblicato il 10/11/2020 da lorenzobecciani

Cos’è il post black metal per voi? Qual è l’essenza del genere?
Per me rappresenta una specie di libertà, un’apertura nei meandri di un genere sclerotico rinchiuso nei suoi cliché. Non abbiamo mai voluto rinchiuderci in un solo genere o seguire codici predefiniti. Per noi è importante esplorare più ambiti possibili. Non siamo assolutamente dei puristi del black metal e, per essere diretti, molta gente che ci etichetta in quel modo ci fa solo ridere. Naturalmente ascoltiamo classici del black, specialmente della seconda ondata, come Mayhem, Gorgoroth o Dissection. Ci piacciono pure gruppi moderni quali Deafheaven, Oathbreaker, Der Weg Einer Freiheit e Alcest. Lo spettro del gruppo è molto vario e si va da Amalia Rodrigues ai Deicide, dai Ramones a Claude Debussy.

Ricordi come si è formata la band? Qual era la vostra visione all’epoca?
Sono stato inizialmente contattato da Thorgon e Sagoth, che sono vecchi amici. Avevano in mente di rimettere in piedi gli Eternal Majesty per qualche show e così mi hanno chiesto di suonare la chitarra ritmica per alcune date. Alla fine non è stato possibile portare al termine il progetto ma sia Thorgon che Sagoth erano motivati a suonare ancora black metal e così abbiamo cominciato a comporre del materiale insieme. Quattro mesi dopo aver scritto il nostro primo EP, abbiamo assunto Anxiferath come cantante ed un mese dopo ‘Faith Recoil’ era registrato! È stato tutto molto veloce e folle. Per completare il team Thorgon e Sagoth hanno consigliato di chiamare Nesh (Azziard, Nydvind, The Negation).

Cosa volevate cambiare o migliorare dopo ‘Faciem Diaboli’? Quali sono le differenze principali tra il debutto e ‘Antérieur à la lumière’?
Una delle evoluzioni maggiori è l’orientamento luminoso e atmosferico del nuovo album. Su ‘Faciem Diaboli’ cercavamo emozioni punk mentre con ‘Antérieur à la lumière’ volevamo invitare l’ascoltatore a contemplare suoni e atmosfere di dimensioni superiore. Da un punto di vista tecnico, le registrazioni di ‘Faciem Diaboli’ sono avvenute in più location e le chitarre sono state registrate nello studio personale di Nesh. Su ‘Antérieur à la lumière’ invece abbiamo scelto di lavorare in un solo studio con Etienne Sarthou, che ha prodotto l’album e ci ha messo alla prova in continuazione.

Quali erano i vostri obiettivi in termini di produzione e mixaggio?
Il nostro obiettivo era naturalmente quello di fare meglio di ‘Faciem Diaboli’ e Etienne Sarthous ci ha aiutato di raggiungere un livello soddisfacente per quest’album.

Il vostro black metal è legato più alla scuola francese o norvegese/svedese?
Non ci avevo mai pensato prima ad essere onesto. L’unica connessione che vedo in realtà è con gli Eternal Majesty. Come ti dicevo prima, ignoriamo mode e cliché di ogni tipo. Quello che conta è mantenere la mente indipendente. Facciamo ciò che vogliamo e basta.

Qual è il significato di ‘La Peste Dansante’ e ‘Golgotha’?
Il tema di ‘La Peste Dansante’ è ispirato dal libro dello scrittore francese Jean Teulé ‘Entrez Dans La Danse’. Ha a che vedere con l’isteria collettiva che crebbe a Strasburgo nel quattordicesimo secolo quando gli abitanti, all’improvviso, cominciarono a ballare senza alcun controllo e irregolarmente. La malattia afflisse centinaia di uomini e donne, anche bambini, che ballarono fino a crollare al suolo dalla fatica e continuarono a contorcersi anche quando finirono per terra. Il loro calvario durò per giorni. Per ‘Golgotha’ invece ci siamo ispirati ad uno dei libri più famosi del mondo, quando viene descritto il percorso di un giovane ebreo munito di croce, sul monte del calvario.

Cosa desiderate creare in generale con le vostre liriche?
L’obiettivo è condividere argomenti che ci affascinano e correlarli al mondo di oggi. Spesso prendiamo spunto dalla letteratura. Per esempio, il concept di ‘Faciem Diaboli’ era ispirato all’opera di Francois Villion, che parlò per primo delle recluse nel Medioevo: donne che venivano sequestrate e rinchiuse in piccole gabbie all’ingresso delle città o dei cimiteri, con l’impossibilità di muoversi finché non diventavano cadaveri. Il loro ruolo era quello di essere in comunione con Dio, al fine di risparmiare la città da tutti i mali (guerre, carestie, epidemie). A quel tempo, la sofferenza era considerata necessaria per ottenere le ricompense celesti. Questa è la pazzia umana.

Avete recentemente cambiato batterista. Dove avete trovato Volodia? Quali sono le qualità che deve possedere un membro degli End Of Mankind?
Volodia si è appena unito a noi, al posto di Thorgon. Si è creata subito una grande osmosi ed è stato attivo fin dai primi giorni nel processo di scrittura. È grazie a lui se abbiamo trovato l’effervescenza per comporre un intero album in pochissimo tempo. Abbiamo anche integrato Gasha al posto di Sagoth al basso ed il suo ingresso è già stato formalizzato con la foto promozionale di ‘ Antérieur à la Lumière’. Sono entrambi musicisti esperti e crediamo completamente in loro. Il cambio di line-up era necessario per permetterci di avere nuova linfa compositiva. Direi che un membro degli End Of Mankind deve essere soprattutto guidato dalla passione. Abbiamo tanti progetti e richiedono duro lavoro, per poi avere un ritorno piuttosto misero.

Quali sono i vostri piani per i prossimi mesi?
Visto il nuovo lockdown in Francia e l’incertezza su tour e festival, abbiamo deciso di concentrarci sulla composizione del terzo album e nel frattempo proseguiamo a promuovere ‘Antérieur à la Lumière’. Stiamo anche lavorando a del nuovo merchandising ed alla release di diversi formati per il nuovo album. Comporre musica è sempre bello per noi ed il fatto di non avere pressioni ci permetterà di non deprimerci.

Quanto è vicina la fine del genere umano?
Siate pazienti, ci siamo quasi..

(parole di Goulax)

End Of Mankind
From: Francia

Discografia

Faciem Diaboli - 2019
Antérieur à la Lumière - 2020