Paradise Lost : UK

Il periodo non è certo dei migliori. Riesci a mantenerti creativo pur dovendo rimanere a casa?Att ... Il periodo non è certo dei migliori. Riesci a mantenerti creativo pur dovendo rimanere a casa?Attualmente sono molto imp ... thumbnail 1 summary

Paradise LostUK

Paradise Lost - UK

Pubblicato il 09/05/2020 da lorenzobecciani

Il periodo non è certo dei migliori. Riesci a mantenerti creativo pur dovendo rimanere a casa?
Attualmente sono molto impegnato con la promozione dell’album. Faccio interviste da tre settimane e quindi non ho avuto tempo di pensare ad altro. Per certi versi credo sia meglio essere occupato.

Fin dall’inizio della vostra carriera, avete narrato la decadenza dell’uomo e del mondo. Avresti mai pensato di ritrovarti in una situazione del genere?
Sicuramente non lo avremmo mai potuto immaginare, anche se in qualche film era stato previsto. È brutto non potere uscire e non potere relazionarsi con le altre persone ma, almeno per il momento, non c’è una mappa chiara di ciò che è successo e quindi l’unica cosa che possiamo fare è stare attenti e cercare di andare avanti.

Hai definito ‘Obsidian’ come un album eclettico.
Il paragone è con ‘Medusa’, che era un album fortemente legato alla tradizione del death-doom. Stavolta ci sono canzone diverse, ritmi diversi ed un approccio più moderno e vario. Alla fine però è sempre un album dei Paradise Lost. Ci evolviamo costantemente ma in maniera lenta. Per esempio ‘Fall From Grace’ è il primo singolo e anche il primo pezzo scritto per l’album. Di conseguenza è il più vicino al materiale precedente.

Quando avete cominciato a lavorare al successore di ‘Medusa’?
All’inizio dello scorso anno. Ci abbiamo messo un anno circa, tra scrittura, arrangiamenti e registrazione. Ormai sappiamo quello che vogliamo e come ottenerlo, quindi ci prendiamo il tempo necessario per compiere le scelte giuste.

Chi ha scelto il primo singolo?
Ne abbiamo discusso con l’etichette ed alcuni amici. D’altra parte non scriviamo singoli da tempo. Ci siamo resi conto che una pressione del genere non è affatto costruttiva per noi e quindi non ce ne curiamo. Durante il processo ci accorgiamo che due o tre pezzi potrebbero essere scelti come singoli ma al giorno d’oggi non credo possa incidere troppo sul numero di copie vendute da un album. ‘Fall From Grace’ è stato il pezzo più apprezzato nei primi sondaggi e abbiamo pensato che potesse funzionare. Il video è una sorta di cortometraggio. Sicuramente uno dei più belli che abbiamo mai realizzato.

Ritengo che uno dei punti di forza di ‘Obsidian’ sia l’ordine dei pezzi. Ognuno è legato al successivo e le atmosfere si combinano alla perfezione.
Sono d’accordo e poniamo molta attenzione su questo aspetto. Apparteniamo ad una generazione per cui il formato fisico è fondamentale. Amiamo soprattutto i vinili e non possiamo immaginare un ordine differente da quello su cui abbiamo lavorato per diversi mesi. Ci piace che un pezzo entri nell’altro e odiamo lo shuffle. Potrò apparire retrogrado ma per me non ha mai avuto senso uno strumento del genere.

Di cosa parla esattamente ‘Ghosts’?
È un tributo ad una scena gothic rock che ha significato molto per noi quando eravamo adolescenti. Quando abbiamo cominciato a suonare insieme, eravamo affascinati dal death e dal doom, due generi molto estremi, ma la vecchia musica degli anni ‘80 era stata fino a quel momento la colonna sonora della nostra vita. Il testo parla di un rapporto superficiale con la fede. C’è chi pensa che Gesù Cristo possa cancellare i nostri demoni da un momento all’altro ma non è così e continueranno a perseguitarci.

Il pezzo successivo è ‘The Devil Embraced’. Sei affascinato da certi argomenti? Sei stato più vicino ad abbracciare il maligno con i Paradise Lost oppure con i Bloodbath?
In nessuno dei due casi, anche se ho sempre amato certi simboli esoterici negli artwork dei dischi. Ho sempre ritenuto l’esistenza del diavolo come una metafora della debolezza dell’uomo. ‘The Devil Embraced’ parla di quelle persone che alla fine dei loro giorni tendono a pentirsi di tutto ciò che hanno fatto di negativo nella loro vita. È un pezzo molto oscuro ma come del resto tutto l’album.

‘Hopes Die Young’ è invece un pezzo che richiama fortemente le atmosfere dei vostri migliori dischi degli anni ‘90.
Esattamente come ‘Forsaken’ ricorda certe cose che abbiamo fatto nel decennio successivo. Non amiamo guardarci indietro, anche se non rinneghiamo il passato, ma certe influenze sono parte integrante del nostro modo di essere musicisti.

Cosa avete cercato di cambiare o migliorare in termini di produzione?
Niente di particolare. Ogni pezzo chiede un suono specifico e noi cerchiamo di ottenerlo.

‘Tragic Idol’, ‘The Plague Within’ e ‘Medusa’ possono essere considerati una trilogia e di sicuro hanno segnato un’altra era importante per i Paradise Lost. Pensi che ‘Obsidian’ abbia il potenziale di aprirne un’altra?
Me lo auguro veramente ma dipenderà molto da come verrà accolto dai fan.

Anche le due bonus track mi hanno colpito positivamente. Vuoi parlarci di ‘Hear The Night’ e ‘Defiler’?
‘Hear The Night’ mi piace moltissimo. È uno dei miei pezzi preferiti. Questo accade perché non registriamo niente con l’idea che possa essere una bonus track. Se lo facessimo non funzionerebbe mai. Abbiamo semplicemente pensato di registrare gli undici pezzi migliori possibili e poi, d’accordo con l’etichetta, ne abbiamo scelti nove, lasciandone due per l’edizione deluxe. ‘Defiler’ invece è un pezzo rock. Un esperimento che si distacca parecchio dal resto del materiale.

Molte band hanno deciso di posticipare le loro release a causa dell’emergenza sanitaria. Voi invece non lo avete fatto. Come pensate di promuovere l’album finché non potrete tornare in tour?
Abbiamo pensato che sarebbe cambiato poco. Alla fine volevamo partire a Settembre e speriamo di dovere spostare in avanti il tour solo di qualche mese. È ancora presto per dirlo e quindi vedremo cosa succederà. Nel frattempo stiamo cercando di tenerci più informati possibili. Possiamo fare le interviste ed infatti non ho fatto altre nelle ultime tre settimane. Quando l’emergenza finirà mi auguro che le persone abbiamo ancora voglia di ascoltare le nuove canzoni dal vivo. Sarà un po' come a quattordici anni quando non avevamo il permesso per andare ai concerti.

(parole di Nick Holmes)

Paradise Lost
Paradise Lost
From: UK

Discografia

Lost Paradise (1990)
Gothic (1991)
Shades of God (1992)
Icon (1993)
Draconian Times (1995)
One Second (1997)
Host (1999)
Believe in Nothing (2001)
Symbol of Life (2002)
Paradise Lost (2005)
In Requiem (2007)
Faith Divides Us - Death Unites Us (2009)
Tragic Idol (2012)
The Plague Within (2015)
Medusa (2017)
Obsidian (2020)