Temperance : Italia

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Temperance - Italia

Pubblicato il 28/02/2020 da lorenzobecciani

La novità principale mi sembra l’integrazione maggiore di te ed Alessia nel processo di realizzazione dell’album..
Ormai io ed Alessia siamo nella band dal gennaio di due anni fa. Marco ci chiamò quando il disco era già pronto e l’uscita era fissata per aprile. I tempi erano strettissimi ma riuscimmo a portare a termine un lavoro di cui siamo comunque soddisfatti. È chiaro che quelle canzoni non erano state tessute per noi; Marco le aveva scritte pensando ad un’altra line-up e senza avere in testa le tre armonie vocali. Con ‘Viridian’ invece tutto è stato elaborato perché funzionasse con questa formazione e di conseguenza siamo stati coinvolti fin dal principio. Inoltre, dall’uscita di ‘Of Jupiter And Moons’, abbiamo fatto quasi settanta concerti insieme e quindi l’affiatamento tra di noi è aumentato in maniera considerevole. Adesso ci conosciamo musicalmente molto di più. Il fatto di avere tre cantanti ci dà maggiore eterogeneità sotto il punto di vista lirico.

Quanto avete influito sulla costruzione delle linee vocali?
Poco perché la maggior parte dei pezzi li ha composti Marco. I primi due di ‘Viridian’ li ho composti io e un altro lo abbiamo composto assieme. La nostra idea di songwriting è di portare i brani completi quindi ci siamo trovati in studio con Marco quando avevamo parecchio materiale pronto. Io avevo portato qualcosa come otto pezzi e lui una quindicina. Li abbiamo arrangiati insieme e poi abbiamo scelto i quattordici che avrebbero dovuto finire sull’album. A quel punto Napalm ha scremato la scaletta togliendone un paio e lasciandone un altro come bonus. Per quanto concerne il rapporto tra Marco e Alessia è una cosa che va avanti da tanti anni. Alessia è sempre stata una fan della scena heavy e viveva a Savona, Marco suonava in una cover band dei Dream Theater. Io invece l’ho conosciuto nel 2013 quando suonavo negli Overtures. Facemmo da supporto ai Secret Sphere e così è iniziata una bella amicizia. L’idea di suonare insieme è nata molto dopo. I Temperance erano ancora con Chiara Tricarico quando facemmo un altro tour nel 2017. Dopo quel tour sono nate delle divergenze tra Marco e Chiara e così è nata l’idea di una line-up con tre cantanti, sulla falsa riga delle metal opera.

I Temperance mi hanno subito dato l’impressione di essere un progetto pensato per l’estero e non a caso siete finiti sotto Napalm Records. Quali sono i mercati su cui puntate di più?
Se guardiamo le statistiche di Spotify, le nazioni dove andiamo meglio sono Germania, Stati Uniti e Scandinavia. Questo rispecchia a grandi linee l’andamento del mercato internazionale. Se Napalm ha deciso di investire su di noi è perché ha visto dei margini di crescita e un’età e un’immagine su cui potere lavorare. Noi siamo consapevoli di aver fatto un buon lavoro e adesso aspettiamo il responso del tour di supporto a Tarja. Speriamo ci apri altre porte.

Il nuovo album non è certo commerciale anche se è costituito di pezzi aggressivi e power ed altri molto melodici.
In generale lavoriamo con impulsività e non ci poniamo il problema di inserire in scaletta tutti pezzi heavy o melodici. Al contrario crediamo nella vita del pezzo, nel momentum creativo. Di sicuro ‘Gaia’ o il gospel di ‘Catch The Dream’ esprimono caratteristiche diverse rispetto a ‘Nanook’ o ‘Viridian’, un pezzo estremamente power ed epico.

Cosa avete chiesto a Jacob Hansen in fase di missaggio?
In realtà quando decidiamo di lavorare con personaggi del genere lasciamo carta bianca. Eravamo rimasti soddisfatti del suo lavoro con ‘Of Jupiter And Moons’ e abbiamo fatto la stessa cosa per ‘Viridian’. Ci siamo comportati nello stesso modo anche per l’artwork ed i videoclip. Sicuramente ha messo le mani sulla title track che aveva una gestione dei cori differente. Nel complesso è riuscito a dare una marcia in più all’album.

Cosa puoi dirci di ‘My Demons Can’t Sleep’?
É uno dei pezzi che ci rappresenta di più. Marco canta la prima sezione, io la seconda e Alessia lo special. Dal lato sonoro è un pezzo che ricorda certe cose del passato. Un po' come ‘I Am The Fire’, uno dei pezzi più scanzonati dell’album con un ritornello che attacca subito. Per questo è stato scelto come singolo.

‘Nanook’ invece vi ha visto sperimentare in ambito folk metal..
É un pezzo che amo molto perché ci sono tanti strumenti versi: cornamusa, arpa, pianoforte, quartetto d’archi, flauti, un coro di bambini, un assolo di chitarra e uno di basso.

Quali sono i vostri piani dopo aprile?
Molto dipenderà da come andrà il tour con Tarja. Fino adesso siamo stati abituati a suonare tantissimo ma, d’accordo con chi ci gestisce adesso, abbiamo pensato di dosare i concerti per valorizzare di più la tipologia degli eventi. Per ora abbiamo confermato solo la partecipazione a qualche festival estivo.

Il momento per i gruppi metal italiani sembra davvero buono con voi e Wind Rose con Napalm, Fleshgod Apocalypse su Nuclear Blast, Destrage su Metal Blade e naturalmente Lacuna Coil su Century Media.
Secondo me la scena era ottima anche qualche anno fa con formazioni come Vision Divine, Labyrinth, Secret Sphere e Rhapsody. Ai tempi si vendevano ancora di dischi ma forse mancava un po' di mentalità. Per esempio, non riesco a spiegarmi come un gruppo strepitoso come i Labyrinth non sia riuscito ad imporsi all’estero.

(parole di Michele Guaitoli)

Temperance
From: Italia

Discografia

Temperance 2014
Limitless 2015
The Earth Embraces Us All 2016
Of Jupiter and Moons 2018
Viridian 2020