Bonnie Li : Francia

Un vestito attillato, le mosse da attrice burlesque consumata ed uno sguardo letale. Così l’autri ... Un vestito attillato, le mosse da attrice burlesque consumata ed uno sguardo letale. Così l’autrice di ‘Wo Men’ ha conqu ... thumbnail 1 summary

Bonnie LiFrancia

Bonnie Li - Francia

Pubblicato il 18/01/2020 da lorenzobecciani

Un vestito attillato, le mosse da attrice burlesque consumata ed uno sguardo letale. Così l’autrice di ‘Wo Men’ ha conquistato il Circolo Arci Progresso di Firenze, in un’atmosfera caratterizzata da luci rosse e blu molto basse e cupe, qualche sprazzo di genio, suoni trip hop e addirittura un megafono ed un frullatore sul palco. Ringraziando l’Associazione Culturale La Chute, che a poche centinaia di metri dal centro fiorentino porta numerosi artisti di spessore in aperto contrasto con altri locali e promoter soliti a puntare esclusivamente su nomi di primo piano e mainstream. Dopo lo show ho fatto qualche domanda all’artista francese nel camerino.

Sei in Italia per diverse date. Che rapporto hai col nostro Paese?
Prima di tutto amo un uomo italiano. Mia nonna è italiana e faremo un piccolo viaggio a Pozzuoli, da dove proviene mio padre. Lo scorso Gennaio è uscito il mio album ed il feedback dall’Italia è stato eccellente. La prima volta siamo riusciti ad organizzare tre date di cui l’ultima a Livorno. Il promoter di quella data mi ha aiutata a trovare tanti locali per questo inverno. Spero di tornare anche in estate perché ho voglia di mare.

Sei cresciuta tra Honk Kong e la Francia e adesso vivi a Berlino. Cosa ti ha portato nella capitale tedesca?
Sono nata a Marsiglia ma mi sono trasferita a Honk Kong quando avevo otto anni. Mio padre lavorava per una compagnia cinese e sono stata lì fino ai sedici anni. Ciò mi ha permesso di scoprire tante cose e percepire la condizione della donna in una cultura molto lontana dalla nostra. Ho imparato a girare il mondo e vedere le disparità di trattamento ed è per questo che canto in cinese, inglese e francese. Sono tornata a Parigi quasi per caso e da alcuni anni vivo a Berlino dove ho trovato un’atmosfera incredibile. A Parigi non ero felice perché la scena musicale è basata solo sui soldi. Non ho niente contro i soldi ma secondo me devono essere la conseguenza della qualità. A Berlino mi sento sicura come donna, il livello qualitativo della vita è altissimo e tutti i giorni c’è qualcosa di interessante. Sono costantemente nutrita di spunti artistici ed informazioni.

Sei entrata in contatto con la comunità elettronica?
Sì, soprattutto la scena techno che mi piace molto.

Sulla tua pagina Facebook si legge Dark pop, Nu Goth, Cabaret. Vuoi spiegarci cosa suoni esattamente?
Sono parecchio influenzata dal trip hop e da gruppi come Portishead, Massive Attack e Radiohead. Mi ritrovo però in uno stile piu’ aggressivo e cinematico, amo l’intensità e la coreografia. La mia musica è pop ma allo stesso tempo malinconica e dark. Gotica per certi versi. Il termine cabaret invece vuole rappresentare il mio amore per il burlesque che omaggio in modo ironico, prendendomi gioco di me stessa e mettendomi a disposizione del pubblico.

Il video di ‘I Want You To Die’ è bellissimo. Mi ha riportato alla mente le atmosfere di David Lynch e ovviamente Nancy Sinatra..
Il video è nato da un’idea di Kirill Bikov, un fotografo bulgaro che vive a Berlino. È davvero eccezionale e insieme abbiamo deciso di girarlo totalmente in bianco e nero con un certo fare retrò. È burlesque ma non in maniera divertente. Mi ricorda alcuni film noir che amo molto. Sono servite circa cinque ore di riprese.

Stai pensando di girare altri video per promuovere ‘Wo Men’?
Mi piacerebbe ma voglio far uscire nuovi singoli nei prossimi mesi. La mia intenzione è quella di concentrarmi sul tour e non chiudermi in studio quindi farò uscire alcuni singoli e quando ne avrò abbastanza per pubblicare un album, allora sarà il momento di registrare il successore di ‘Wo Men’.

Quali sono le tue maggiori influenze?
Il Bauhaus, la musica jazz e blues, Billie Holiday, Nine Inch Nails, qualche cantante francese. I film noir, Fellini e la danza.

Sul palco hai parlato del significato del titolo ‘Wo Men’. Quanto è importante per te parlare del ruolo delle donne nella musica?
É molto importante e cerco di farlo il piu’ possibile. Come ti dicevo a Berlino mi sento sicura ma ci sono tante nazioni in cui è davvero difficile esprimersi. Ho fatto due date in Turchia e mi sono resa conto di quanto sia complicato per le ragazze anche solamente andare ad un concerto. Non dovrebbero esserci tutte queste polemiche sulle comunità trasgender o le manifestazioni per i diritti personali. Siamo tutti uguali e dovrebbe essere normale per tutti. Sono femminista ma non voglio che le donne abbiano un ruolo superiore a quello degli uomini. Voglio che siano tutti sullo stesso piano.

Sei appena tornata da un tour negli Stati Uniti..
Ho fatto alcune date tra Los Angeles e Seattle con Tolliver. Appena sarò a casa dopo questo tour mi occuperò un po' dei miei cani e poi ci tornerò per due concerti al SXSW.

Qual è la canzone che piu’ ti rappresenta?
Forse ‘We Should Go To Sleep As The Birds Are Singing’. È la mia canzone d’amore e la sento molto mia.

Hai sorpreso tutti chiudendo lo show con una cover accattivante di ‘Shout’ dei Tears For Fears.
Amo la synth wave e gli anni ‘80. Lo considero un inno liberatorio. Invito le persone a fare quello che vogliono e non avere paura.

Bonnie Li
From: Francia

Discografia

Wo Men - 2019