Voyager : Australia

Come avete formato la band?Tutto è nato perché non c’erano band di metal melodico nella nostra ci ... Come avete formato la band?Tutto è nato perché non c’erano band di metal melodico nella nostra città ovvero Perth, Weste ... thumbnail 1 summary

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Voyager - Australia

Pubblicato il 29/10/2019 da lorenzobecciani

Come avete formato la band?
Tutto è nato perché non c’erano band di metal melodico nella nostra città ovvero Perth, Western Australia. Credici o meno, ho iniziato a suonare la chitarra con i Voyager. Ero terribile e quindi sono passato alle tastiere. All’epoca c’erano solo band death o black e avere un tastierista era considerato fuori moda. Siamo andati avanti ugualmente e con la release di ‘Element V’ siamo diventati abbastanza popolari. Il contratto con l’olandese DVS Records è stato molto importante per noi.

Quali sono le migliori band attualmente a Perth?
La scena australiana è ottima. C’è tanto talento sparso su diversi generi e un sacco di gruppi che meritano esposizione internazionale. Siamo legati a molti di loro e li seguiamo dal vivo, in maniera genuina, con orgoglio e rispetto. I Karnivool ed i Tame Impala sono forse i migliori. Perth è come una bolla a volte ma la sfida geografica è uno stimolo importante e spesso europei e americani sono intrigati dal fatto di ascoltare buona musica proveniente dal nostro continente. Il nostro obiettivo infatti è quello di organizzare più concerti possibili e portare le canzoni in giro per il mondo.

Quali sono le vostre influenze principali?
Andiamo dal vecchio thrash e dal black metal al nuovo progressive rock ed al pop o all’elettronica. Questo è il bello della band. Potete dire quello che volete dei Voyager ma nessuno suona come noi!

Quanto si è evoluto il vostro suono negli anni?
In maniera enorme. Abbiamo iniziato come band power-prog e poi ci siamo evoluti in una sorta di synthwave-prog. Cambiare nel corso di sette album è inevitabile. Non vorremmo mai pubblicare la stessa cosa per così tante volte!

Quando avete cominciato a comporre il materiale di ‘Colours In The Sun’?
Subito dopo ‘Ghost Mile’, c’erano già un sacco di idee e le abbiamo definite nel corso di due anni, fino a quando siamo entrati in studio di registrazione. Non ci siamo posti alcun cambiamento specifico se non per il fatto che, di album in album, siamo migliorati dal punto di vista della produzione e della tecnica individuale. Cerchiamo solo di fare le cose sempre al meglio.

Vi siete posti degli obiettivi in termini di produzione e mixaggio?
Da tre album a questa parte usiamo lo stesso team. Volevamo un suono più rock e crudo ma ci siamo presto resi conto che la nostra musica non suona bene con i Marshall così siamo tornati indietro. A breve pubblicheremo un video dallo studio con tutti i dettagli sulla strumentazione che abbiamo utilizzato.

Come è nata la collaborazione con Einar Solberg?
In tour con i Leprous, tra Europa e Australia, siamo diventati ottimi amici. Sono tutti ragazzi e musicisti fantastici. Il suo stile è unico e perfetto per le melodie vocali prog che intendiamo noi. Gli abbiamo dato carta bianca, un rischio con chiunque altro ma non Mr. Solberg.

Provate a recensire ‘Colours’ e ‘Entropy’ per i nostri lettori..
‘Colours’ è un pezzo pop-synthwave tra i più trascendenti, sofisticati e effervescenti della nostra storia. È pop ma allo stesso tempo costruito su riff granitici. È un sincero riflesso dei Voyager, cinque individui con diversi background che hanno ricercato un suono unico sotto il sole australiano. ‘Entropy’ invece è più dark e metal. Sempre molto catchy con grandi groove e melodie vocali orecchiabili. Avere Einar nel coro l’ha resa speciale.

Di cosa parlano le vostre liriche?
Di un sacco di questioni esistenziali. Molti messaggi del nuovo album sono positivi. Siamo il prodotto di diversi background linguistici e culturali. Cerco sempre di rendere omaggio ad ognuno di loro e rifletterlo nella musica.

Quali sono i vostri maggiori mercati oltre all’Australia?
Il Regno Unito ci ha accolto in maniera fantastica così come Belgio e Olanda. Anche negli Stati Uniti siamo stati bene ma la risposta che abbiamo avuto a Città del Messico è stata qualcosa di veramente incredibile. Ci piacerebbe esplorare di più il Sud America ed il Centro America e, naturalmente, tornare in Italia.

Conoscete qualche prog band italiana?
Siamo stati in tour con I Rhapsody Of Fire sette anni fa. Personalmente conosco Stramonio, Eldritch e Thy Majestie.

(parole di Daniel Estrin)

 

Voyager
Voyager
From: Australia

Discografia

Element V (2004)
uniVers (2007)
I Am the Revolution (2009)
The Meaning of I (2011)
V (2014)
Ghost Mile (2017)
Colours in the Sun (2019)