Alter Bridge : AB III

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Alter BridgeAB III

Alter Bridge - AB III

Roadrunner Records
Pubblicato il 18/10/2010 da pozz
Alter Bridge - AB III
Ormai possiamo dirlo tranquillamente, senza alcuna paura di essere criticati né smentiti. Il rock mondiale può contare su una band enorme sotto tutti i punti di vista. Talento, immediatezza, precisione e quella capacità, che non è da tutti, di comporre canzoni semplicemente ‘belle’. Questi sono gli Alter Bridge. Le domande classiche che fanno i soloni su quale sia la miglior band del mondo o il miglior disco di quel gruppo piuttosto che un altro lasciano il tempo che trovano. Il dato di fatto è che mettere in discussione quattro ragazzi che, su tre album, non hanno ancora sbagliato un colpo ed, anzi, continuano ad aggiungere carne sul fuoco, è obiettivamente un compito arduo. Questo anche per testimoniare il fatto che l’attesa per questo AB III fosse alle stelle, e dopo diversi ascolti si può affermare che sia stata ampiamente ripagata. Ogni ingranaggio funziona alla perfezione per lo scopo finale: Myles Kennedy è in uno stato di grazia che dura ormai dall’uscita di ‘Blackbird’ e lo si può considerare uno dei cantanti maggiormente versatili in circolazione. Riesce a cambiare registro con estrema facilità, adattandosi alla perfezione sia ai ritmi più compassati delle ballad in grado di valorizzare l’ampio raggio della sua ugola, sia a quelli più duri, che sono in crescita rispetto al passato. Mark Tremonti è l’altra grande individualità degli Alter Bridge, una macchina in grado di macinare riff e assoli in quantità industriale. Marshall e Phillips poi non sono dei meri comprimari, anzi: la sezione ritmica è la base portante del successo di questa band. Cosa poter dire, poi, di un’accoppiata iniziale come quella rappresentata da ‘Slip To The Void’ e ‘Isolation’? L’opener è una traccia fantastica col suo crescendo che lascia tramortiti, mentre la seconda è il singolo che si stampa nelle orecchie e non se ne va più via, arricchito anche questo da un suono più duro e granitico. In generale, il mood è più oscuro rispetto al passato, e i pezzi più marcatamente rock risentono di influenze metalliche notevoli. Non mancano però aperture che sanno di blues e folk come in ‘All Hope Is Gone’, e le ballads che, ormai, possono essere considerate un vero e proprio marchio di fabbrica della band. Come si può descrivere, ad esempio, ‘Wonderful Life’ se non emozionante? Altri picchi vengono toccati con ‘I Know It Hurts’, diretta e trascinante, destinata probabilmente ad essere il prossimo singolo, e ‘Words Darker Than Their Wings’, che si candida ad essere considerata come una delle loro migliori composizioni al pari degli otto minuti di goduria musicale di ‘Blackbird’. Quattordici tracce, un’ora abbondante di durata senza la vera parvenza di un filler. All’interno del piattume generale che regna sovrano sulla scena musicale, non è poco, anzi. Gli Alter Bridge sono veramente ad un passo dall’essere ricordati per sempre, che piaccia oppure no.

Tracks

01. Slip To The Void
02. Isolation
03. Ghost Of Days Gone By
04. All Hope Is Gone
05. Still Remains
06. Make It Right
07. Wonderful Life
08. I Know It Hurts
09. Show Me a Sign
10. Fallout
11. Breathe Again
12. Coeur D'Alene
13. Life Must Go On
14. Words Darker Than Their Wings
Alter Bridge
Alter Bridge
From: USA

Discografia

2004 – One Day Remains
2007 – Blackbird
2010 – AB III
2013 – Fortress
2016 – The Last Hero
2019 - Walk The Sky