Dope : No Regrets

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DopeNo Regrets

Dope - No Regrets

Koch Records
Pubblicato il 19/03/2009 da Emanuele Biani
Dope - No Regrets
Magari i Dope sono sempre stati più furbi che bravi, ma obiettivamente non so quanto sia elegante farglielo notare. Un po’ perché questa band non ha mai conseguito il successo che avrebbe meritato, tranne forse due minuti e mezzo di celebrità (il brano ‘Debonaire’) sulle colonne sonore di ‘Scream 3’ e ‘Fast And Furious’. Un po’ perché in un music business come quello statunitense, il cocciuto presenzialismo del gruppo in una scena nu metal ormai quasi dimenticata rimane pericolosamente in bilico tra l’eroico e il patetico. Furbizia e bravura a prescindere dai risultati, si diceva. Uno slogan che farebbe un’ottima figura anche sulla confezione di questo ‘No Regrets’, che giunge a quattro anni di distanza dal suo predecessore con una sezione ritmica nuova di zecca e l’unico membro originario Edsel Dope ancora sulla breccia. Senza troppe pretese, l’album si rivela semplicemente il lavoro più appetibile sotto l’aspetto commerciale e migliore sotto l’aspetto qualitativo mai rilasciato dal gruppo di Chicago. Senza troppe sorprese, si conferma anche un altro fiasco nelle classifiche che contano, con un misero ottantottesimo posto all’esordio su Billboard che presumibilmente scivolerà fuori dalla Top 100 nel giro di una settimana. Peccato, perché in questa occasione l’accattivante miscuglio di metal moderno, elettronica sgraziata ed attitudine rock’n’roll della band raggiunge un equilibrio stilistico perfetto e, al tempo stesso, scatena un’ispirazione tenuta al guinzaglio per troppo tempo. Il primo singolo ‘Addiction’ lascia imbarazzanti graffi sulla schiena mentre scivola tra le piste di cocaina di Marilyn Manson e le bottiglie di whisky dei Mötley Crüe, per concludersi in un orgasmo elettrico letteralmente incendiato dalla chitarra corrosiva di Zakk Wylde. Il secondo estratto ‘6-6-Sick’ sposta le coordinate dall’orecchiabilità alla violenza, tracciando il confine opposto di un disco che vive anche di momenti intimamente melodici (‘My Funeral’) e piacevoli omaggi ai White Zombie che furono (la conclusiva ‘Scorn’). Una produzione ideale per queste sonorità, sospesa tra sporcizia, nitidezza, potenza e lucidità, dimostra il rinnovato controllo dei Dope su una facilità di scrittura rigogliosa, a sua volta testimoniata da ben quattro bonus track tra cui l’immancabile cover (‘Rebel Yell’ di Billy Idol) ed un divertente medley (‘Die Boom…’) che fonde in meno di dieci minuti i brani più rappresentativi della band. Insomma, un modo come un altro per riscoprire un sentiero artistico che con ‘No Regrets’ ha indubbiamente raggiunto il suo apice. Dategli una chance.

Tracks

Flatline
6-6-Sick
Addiction
No Regrets
My Funeral
We Are
Dirty World
Interlude
Violence
Best For Me
Bloodless
Scorn
Rebel Yell
I Don’t Give A…
Die Boom Bang Burn Fuck
Nothing For Me Here
Dope
From: USA

Discografia

1999 – Felons And Revolutionaries
2001 – LIFE
2003 – Group Therapy
2005 – American Apathy
2009 – No Regrets
2016 – Blood Money, Part 1