Mammoth WVH : Mammoth WVH

Non deve essere facile per Wolfgang Van Halen portare sulle spalle un cognome così pesante ed ess ... Non deve essere facile per Wolfgang Van Halen portare sulle spalle un cognome così pesante ed essere figlio dell’immenso ... thumbnail 1 summary

Mammoth WVHMammoth WVH

Mammoth WVH - Mammoth WVH

EX1 Records/ Explorer1 Music Group
Pubblicato il 12/06/2021 da Francesco Brunale
Mammoth WVH - Mammoth WVH

Non deve essere facile per Wolfgang Van Halen portare sulle spalle un cognome così pesante ed essere figlio dell’immenso Eddie, passato da qualche mese a miglior vita. Questo ragazzone, nel corso degli anni, oltre a sorbirsi paragoni ed accostamenti di ogni genere, ha dovuto anche sostituire nella band di famiglia un mito come Micheal Anthony, cavandosela, dobbiamo essere onesti, in maniera più che soddisfacente, soprattutto nella versione della doppia voce, sopperendo alle mancanze croniche di una rockstar in declino come David Lee Roth. Tutto questo bagaglio di esperienze sarà sicuramente servito al nipote di Alex per portare a termine il suo primo lavoro da solista che il grande Eddie non ha potuto vedere uscire in tempo. Wolfgang ha subito capito che riproporre musica simile a quella di famiglia non avrebbe avuto senso, soprattutto in considerazione del fatto che certe alchimie non si possono riprodurre dall’oggi al domani. Di conseguenza, ha voluto seguire la propria strada, cercando di andare incontro a quelli che sono i suoi gusti personali, ovvero quelli tipici di una persona che si è formata con la musica del padre, ma che ha poi allargato giustamente gli orizzonti venendo influenzato da realtà come Rage Against The Machine, Alter Bridge e via discorrendo. Ed è proprio il chitarrista Mark Tremonti, con cui ha collaborato nell’esordio da solista, ad essere il suo punto di riferimento in questo album. Le sonorità che si riscontrano in questo disco sono proprio quelle che si ritrovano nelle fatiche dell’axe man di origini italiani. Su quattordici pezzi (alcuni dei quali risultano, ad essere sinceri, dei puri riempitivi), ci sono squarci di pura classe. Ad esempio l’opener “Mr. Ed” è una signora canzone, come “Epiphany” che ha delle aperture melodiche in sede di ritornello di ottimo spessore. I Rage Against The Machine fanno capolinea tremendamente in “You’re To Blame” che sembra la continuazione di “People Of The Sun” con il riff iniziale. Decisamente meglio si procede con la titletrack che è piacevole nell’ascolto e nelle soluzioni armoniche. Il fatto di aver suonato tutti gli strumenti e cantato, ha dato a Wolfgang la possibilità di andare a fare quello che più desiderava, coadiuvato in regia dal guru Baskette che, invece, ha voluto dare al tutto una produzione molto tremontiana. Non mancano anche i lenti che, forse, sono la parte zoppicante dell’intero compendio, anche se la finale “Distance”, se unita allo struggente video che l’accompagna, non può che far venire il magone a chi è cresciuto a pane e Van Halen. Insomma un esordio con luci e qualche ombra per Mammoth WVH che ha dalla sua il tempo e la bravura per poter migliorare seguendo quella che sarà la strada a lui più congeniale.

Mammoth WVH
Mammoth WVH
From: USA

Discografia

Mammoth WVH - 2021