Shame : Drunk Tank Pink

Gli Shame sono probabilmente la migliore punk band del momento. Avevo già apprezzato il loro esor ... Gli Shame sono probabilmente la migliore punk band del momento. Avevo già apprezzato il loro esordio di due anni e mezzo ... thumbnail 1 summary

ShameDrunk Tank Pink

Shame - Drunk Tank Pink

Dead Oceans
Pubblicato il 20/01/2021 da lorenzobecciani
Shame - Drunk Tank Pink

Gli Shame sono probabilmente la migliore punk band del momento. Avevo già apprezzato il loro esordio di due anni e mezzo fa, ma quando me li sono trovati davanti al Gamla Bíó di Reyjavík, durante l’ennesima edizione strepitosa di Iceland Airwaves, ho capito quanto fossero speciali. Più che altro unici, perché se è vero che di band revival punk è pieno il mondo, è altrettanto vero che di band come gli Shame non ce n’è traccia. Questo manipolo di reietti di Dio, guidato dal fenomenale Charlie Steen, incarna tutto ciò di cui ha bisogno il rock inglese per sopravvivere ovvero sporcizia, ritmi frenetici, adrenalina, liriche che pungono, melodie che rimangono in testa e richiami a vecchie glorie quali Sex Pistols, The Fall, The Clash e Talking Heads. Nei mesi scorsi avevo ascoltato ‘Water In The Well’ e già in quelle dissonanze così cupe si nascondeva un’evoluzione significativa rispetto a ‘Songs Of Praise’, poi è stata diffusa ‘Alphabet’ - “Monkey see and monkey do, just like me in front of you..” grida lo scatenato frontman - ed il messaggio da parte dei ragazzi originari di South London e dell’etichetta è stato chiaro. L’entusiasmo che ha accompagnato la pubblicazione del primo album non si è esaurito ma allo stesso tempo gli Shame – in trasferta ai La Frette Studios di Parigi - hanno saputo rendere il loro songwriting più vario ed interessante, prendendo spunto da altre realtà post-punk, moderne o datate, e spingendo per un mixaggio organico e dirompente, in cui sul serio ogni strumento sembra suonato a due metri da chi si pone all’ascolto. A seguire tale processo è stato James Ford, in passato a servizio di Arctic Monkeys e Depeche Mode che riecheggiano nella oscura ‘Human, For a Minute’. Impossibile citare uno o due pezzi forti perché ogni pezzo del disco è spettacolare. ‘Born In Luton’ ("There's never anyone in this house, I've been waiting outside for all of my life and now I've got to the door there's no one inside…”) e ‘Snow Day’ ("They say don't live in the past and I don't, I live deep within myself just like everyone else..") sono forse quelli più legati alle precedenti sessioni di registrazione mentre ‘Nigel Hitter’, ‘March Day’ e ‘Harsh Degrees’ sono proiettati verso un futuro quanto mai incerto e insalubre. Da brividi la chiusura con ‘Station Wagon’ che lancia una sfida a distanza agli Idles, appena tornati con l’ottimo ‘Ultra Mono’, così come ai Fat White Family. Charlie Steen ha dichiarato che ‘Drunk Tank Pink’ è ispirato dalla sospensione dell’attività live (“Diventi consapevole di te stesso quando la musica si ferma e resti in silenzio. Il nuovo disco parla proprio di questo silenzio.”) e non ho il coraggio di pensare a cosa potrebbe succedere sotto palco nel loro prossimo tour.

 

Shame
From: UK

Discografia

Songs Of Praise (2018)
Drunk Tank Pink (2021)