Mammút : Ride The Fire

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MammútRide The Fire

Mammút - Ride The Fire

Karkari Records/Records Records
Pubblicato il 26/10/2020 da lorenzobecciani
Mammút - Ride The Fire

L’annullamento di Iceland Airwaves, al pari di tutti gli altri eventi culturali degli ultimi sei mesi, causerà nel sottoscritto una profonda depressione. So già che tra qualche settimana comincerò ad accusare la mancanza di quella sensazione di libertà che solo quel festival riesce a trasmettermi. Mi mancherà girare per le strade di Reykjavík, respirando arte e cultura, e mi mancherà assistere ad alcuni concerti che ormai sono diventati parte integrante delle mie annualità. Tra questi sicuramente gli show dei Mammút che sanno sempre regalare emozioni e trasportare in una dimensione onirica, soprattutto grazie alle incredibili doti performative di Katrína Kata Mogensen ed alla presenza statuaria della bassista Vilborg Ása Dýradóttir. Il successore di ‘Kinder Versions’ è arrivato prima del previsto nei negozi, probabilmente proprio a causa della sospensione dell’attività live ed il fatto che la cantante abbia partorito nel frattempo – lo scorso novembre si esibì con il pancione e ciò non inficiò minimamente la sua furia – ha reso le liriche ancora più sognanti e catartiche. Il quinto lavoro in studio degli islandesi è un’altra gemma nella loro discografia e rappresenta l’ennesima evoluzione di un sound davvero magico che ruba il meglio dall’indie, dall’alternative e dal post-rock. Le registrazioni si sono svolte tra Londra e Reykjavík e fin dai primi ascolti appare evidente che i Mammút abbiano voluto pubblicare il loro album più vario, senza lasciare nulla al caso. In scaletta appaiono infatti brani tendenzialmente pop, ma pur sempre sporcati nelle chitarre o nel basso oppure trascinate da una ritmica marziale, al fianco di altri più complessi e che sembrano seguire, come del resto in sede live, l’imprevedibilità di Kata. Così succede di rimanere a bocca aperta al cospetto di ‘Sun And Me’ e ‘Solomon’, ritrovarsi indietro di tre anni con ‘Prince’ o ‘Fire’ e scoprire legami con altre realtà provenienti dalla terra del fuoco e del ghiaccio. ‘Pow Pow’ potrebbe infatti essere un pezzo dei Vök mentre la seguente ‘Birds’ si avvicina alle derive sperimentali degli aYia di Ásta Fanney. Alla produzione ha contribuito Árni Hjörvar dei The Vaccines ed il missaggio è stato eseguito da Sam Slater, che di recente è balzato agli onori della cronaca per avere collaborato con Hildur Guðnadóttir per le colonne sonore di Chernobyl e Joker. L’approccio compositivo stavolta è stato differente con alcuni pezzi composti negli studi personali dei membri e non come sempre in sala prove, ma anche questo aspetto non ha condizionato la resa sonora e la magnificenza di un songwriting che è cresciuto di album in album, smentendo chi pensava che un capolavoro come ‘Komdu Til Mín Svarta Systir’ non avrebbe potuto essere superato. Senza voler stilare classifiche, i Mammút sono riusciti ad evolversi e diventare commerciali pur mantenendo un’originalità che fa spavento. Se volete conoscere un po' più di Islanda e non potete ancora raggiungerla fisicamente, ‘Ride The Fire’ sarà il vostro compagno preferito nei mesi che verranno.

Mammút
Mammút
From: Islanda

Discografia

2006 - Mammút
2008 - Karkari
2013 - Komdu Til Mín Svarta Systir
2017 - Kinder Versions
2020 - Ride The Fire