Protest The Hero : Palimpsest

I canadesi avevano bisogno di essere più accessibili. Lo volevano l'etichetta ed il management ma ... I canadesi avevano bisogno di essere più accessibili. Lo volevano l'etichetta ed il management ma soprattutto lo sapevan ... thumbnail 1 summary

Protest The HeroPalimpsest

Protest The Hero - Palimpsest

Spinefarm Records
Pubblicato il 10/06/2020 da lorenzobecciani
Protest The Hero - Palimpsest

I canadesi avevano bisogno di essere più accessibili. Lo volevano l'etichetta ed il management ma soprattutto lo sapevano loro, dopo anni e anni di tour di successo. C'era la necessità di una svolta anche perché 'Volition' aveva rappresentato il culmine di un certo modo di pensare la musica, di un approccio al post-hardcore ed al progressive metal che non si curasse solo della tecnologia ma cercasse realmente di apportare qualcosa di innovativo ai vari generi trattati. Così i quattro, a cui si sono aggiunti in studio il bassista Todd Kowalski e Milen Petzelt-Sorace, che si è occupato delle orchestrazioni come su 'Pacific Myth', hanno impiegato più del previsto per tornare nei negozi. Adesso però che 'Palimpsest' è realtà il problema sarà solo nostro. Provate a toglierlo dallo stereo per credere. Dopo la bizzarra copertina di ‘Volition’, il magnifico dipinto in questione, a metà tra una presa in giro del sogno americano ed una folle rincorsa da freak, non vi chiarirà affatto le idee. Personalmente ho apprezzato i Protest The Hero fin da ‘Kezia’ e ‘Fortress’, pur non essendo un fan sfegatato del metalcore, forse perché, rispetto a buona parte della concorrenza, non si sono accodati a qualche trende (tipo il djent) ed al contrario hanno proseguito per la loro strada irta di difficoltà ma anche di soddisfazioni. Non ho alcun problema ad affermare che ci troviamo al cospetto di uno dei dischi più geniali degli ultimi tempi, un disco che vede Rody Walker spingersi a livelli vocali insani e un disco che vi costringerà a riprendere i vostri ascolti adolescenziali e giudicarli in maniera tutta nuova. Un Rody Walker che non sembra aver sofferto per nulla dei problemi alla gola che invece lo hanno afflitto per almeno due anni. Il guitar work di Luke Hoskin e Tim Millar è micidiale, la produzione pulita e mai ingombrante e sarà sufficiente ascoltare le iniziali 'The Migrant Mother' e 'The Canary' – ispirata al nome del biplano giallo di Amelia Earhart ovvero la prima donna ad aver attraversato da sola l’Oceano Atlantico – per rendervi conto di quanto sia vasta la visione sonora del gruppo. L'ultimo arrivato, il batterista di Mike Ieradi che in ogni caso era già nei ranghi all'epoca del precedente full lenght, è un indemoniato e ogni singola struttura ritmica cita qualche episodio del passato apportando una progressione significativa. ‘From The Sky’ e ‘Reverie’ sono tra gli apici di una tracklist costruita su dinamiche imponenti, capace di citare Glassjaw o Between The Buried And Me e poi subito dopo System Of A Down o August Burns Red. Una tracklist che non vi lascerà in pace, vi tormenterà dal primo all’ultimo istante e che, una volta assorbita totalmente, saprà stimolarvi ad ascoltare tanta altra bella musica.

 

Tracks

01. The Migrant Mother
02. The Canary
03. From the Sky
04. All Hands
05. The Fireside
06. Soliloquy
07. Reverie
08. Little Snakes
09. Gardenias
10. Rivet
Protest The Hero
Protest The Hero
From: Canada

Discografia

2005 Kezia
2008 Fortress
2011 Scurrilous
2013 Volition
2020 Palimpsest