Birthh : Whoa

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BirthhWhoa

Birthh - Whoa

Carosello Records
Pubblicato il 28/03/2020 da lorenzobecciani
Birthh - Whoa

Innamorato perdutamente di lei e del suo debutto discografico, mi sono avvicinato all’ascolto del nuovo album di Alice Bisi come un bambino piccolo che scarta un regalo e ho scoperto un’altra manciata di gemme melodiche in grado di consacrarla in maniera definitiva a livello internazionale. Sono trascorsi quattro anni e nel frattempo sono cambiate tante cose. Si sono affermate nuove tendenze, la scena si è frammentata e lei stessa ha dato vita ad una transizione che probabilmente la porterà molto lontano ma il suo approccio non è mutato. Un’artista che sta diventando donna ma che continua a scrivere musica sognando ad occhi aperti, mostrando una semplicità ed una fragilità che si trovano sempre più raramente nell’ambiente musicale. La bellezza della musica di Birthh è che la puoi ascoltare nelle giornate di sole eppure è decadente, cupa, capace di far riflettere. La sua voce strepitosa narra di distacco sociale, solitudine, incertezze, paure eppure può illuminarti dentro. Nel corso della scaletta si mette spesso a nudo, è facile immaginarla con lo sguardo basso sugli strumenti come se il mondo fosse troppo pesante da sopportare. Era inevitabile poi che l’attività live la spingesse a porsi delle domande e le regalasse quell’esperienza necessaria per fare le scelte giuste. La transizione di cui parlavo prima emerge limpida in tracce come ‘Supermarkets’ - “People are just people. they don't know what they're after, swimming in supermarkets, looking for answers..” - e ‘Elephants Sing Backwards’ che segnano un’evoluzione importante rispetto a ‘Born In The Woods’. Alice è uscita dalla foresta, si è confrontata con l’industria, è stata apprezzata all’estero e coccolata dalle nostre parti. Ha registrato l’album agli RMF Studios di New York, sotto la supervisione di Lucius Page, dietro la consolle con A$AP Ferg e Boyz II Men, e Robert “LB” Dorsey, in passato a servizio di H.E.R. e The Roots, ottenendo suoni incredibili. Chi la recensiva sbrigativamente come una copia di Daughter dovrà ricredersi al cospetto di tracce come ‘Yello / Concrete’ - “I've always found it hard to work things through, still never felt too bad about leaving school, oh my God I've always found it hard to work things through but maybe, if you have a minute, maybe we can talk a little. Please, take some time of your day..” - e ‘Ultraviolet’, in cui appare Ivy Sole, che svelano uno spettro vocale intriso di soul e r&b. Con tutti gli elogi ricevuti, Birthh avrebbe potuto smarrire la dolcezza dei primi giorni, quell’esigenza psicanalitica di dovere connettersi col proprio pubblico con delle brevi favole di tutti i giorni. Una magia che si ripete e che si chiama ‘Whoa’.

 

Tracks

1 – Supermarkets
2 – Yello / Concrete
3 – Draw
4 – audio 1
5 – Ultraviolet
6 – audio 2
7 – Parakeet
8 – Human Stuff
9 – reprise
10 – Elephants Sing Backwards
11 – Space Dog
Birthh
Birthh
From: Italia

Discografia

Born In The Woods (2016)
Whoa (2020)