Postcards : The Good Soldier

Nella mia mente, oserei dire purtroppo, associo Beirut ai servizi del telegiornale sulla guerra i ... Nella mia mente, oserei dire purtroppo, associo Beirut ai servizi del telegiornale sulla guerra in Libano ed al magnific ... thumbnail 1 summary

PostcardsThe Good Soldier

Postcards - The Good Soldier

T3
Pubblicato il 29/01/2020 da lorenzobecciani
Postcards - The Good Soldier

Nella mia mente, oserei dire purtroppo, associo Beirut ai servizi del telegiornale sulla guerra in Libano ed al magnifico film ‘Lebanon’, che Samuel Maoz ha girato all’interno di un carro armato. Dal Libano arrivano anche questi tre ragazzi che hanno dato alle stampe il disco shoegaze più bello degli ultimi anni. Un disco che ti cattura fin dai minuti iniziali e riesce a trasportarti in terre lontane, atmosfere cinematiche e scenari dream pop da brividi. ‘The Good Soldier’ è la seconda fatica su lunga distanza per i Postcards, è stato registrato per un’etichetta berlinese e si apre con la chitarra di ‘Dead End’ che imita il suono di una sirena. I primi nomi che mi sono venuti in mente sono Slowdive e Minor Victories, chiaramente per la voce di Julia Sabra che può ricordare quella di Rachel Ann Goswell, ma nello specifico la personalità dei musicisti è imbarazzante. ‘Last Resort’ è impreziosita da synth e organo, ‘Fossilized’ e ‘Hunting Season’ sono tagliate a pezzetti dalla chitarra di Marwan Tohme mentre il tocco di Pascal Semerdjian emerge in ‘Freediving’ e ‘Little Lies’. Oltre ad essere uno splendido esemplare di un genere che ha avuto negli anni ‘90 la sua massima espressione, sia in termini di popolarità sia per quanto riguarda la qualità delle uscite, ‘The Good Soldier’ divaga spesso in territori psichedelici e post-rock, impedendo all’ascoltatore di annoiarsi o di recuperare il contatto con realtà. Da sogno anche la produzione che risente molto dell’influenza della scena tedesca e che mostra un’evoluzione significativa rispetto al precedente ‘I'll Be Here In The Morning’, con riferimenti alle colonne sonore di Trent Reznor e Atticus Ross, vecchi film e serie televisive di David Lynch ma anche Mazzy Star o Japanese Breakfast. Ogni traccia è una piccola gemma incastonata in un monile di grande valore che vi consiglio di regalare al più presto ad una persona cara. Ogni traccia è una cartolina che, sommata alle altre, vi farà vivere esperienze oniriche e viaggi mentali in luoghi che altrimenti difficilmente riuscireste a visitare. Perchè la guerra che più fa paura è quella dentro di noi.

Tracks

Dead End
Fossilized
Spiderwebs
At Home
The Good Soldier
Lights Out
Last Resort
Freediving
Hunting Season
Dawn Chorus
Little Lies
Postcards
From: Libano

Discografia

I'll be here in the morning - 2018
The Good Soldier - 2020