Lingua Ignota : Caligula

Passare dalla California al Rhode Island non è proprio uno scherzo e ciò si è riflesso pesantemen ... Passare dalla California al Rhode Island non è proprio uno scherzo e ciò si è riflesso pesantemente nell’evoluzione sono ... thumbnail 1 summary

Lingua IgnotaCaligula

Lingua Ignota - Caligula

Profound Lore
Pubblicato il 08/09/2019 da lorenzobecciani
Lingua Ignota - Caligula

Passare dalla California al Rhode Island non è proprio uno scherzo e ciò si è riflesso pesantemente nell’evoluzione sonora di Kristin Hayter, capelli biondi, sguardo languido e corpo fatale. Il suo terzo album segna la sua consacrazione internazionale e si rivela una gemma preziosa nel panorama neoclassical, industrial e neo folk. Sottolineo neo folk perché la base di partenza è spesso il folk, una ruralità compositiva che però viene disturbata da flussi noise, rumori di fabbrica e synth leggiadri, ma non per questo angelici. Al contrario ‘Caligula’ pare il verbo di lucifero, le confessioni di una ragazza che non appartiene a questo mondo ed è cresciuta in termini di linguaggio e varietà compositiva, dopo le esperienze di ‘Let The Evil Of His Own Lips Cover Him’ e ‘All Bitches Die’. Per certi versi la componente elettronica è diminuita ma semplicemente perché Lingua Ignota è un concept che va oltre le definizioni di stile. Le sue influenze vanno da Ornette Coleman ai Nine Inch Nails, da Diamanda Galàs agli Einstürzende Neubauten passando inevitabilmente per Chelsea Wolfe. I nove minuti di ‘Do You Doubt Me Traitor’ sono imperdibili ma tutto l’album, introdotto dalla “pacifica” ‘Faithful Servant Friend Of Christ’ e costruito su continui saliscendi emotivi e viaggi all’inferno (‘If The Poison Won't Take You My Dogs Will’ e ‘Day Of Tears And Mourning’), merita di essere analizzato a fondo per scoprire una miriade di sfumature ed ombre. Profound Lore ci aveva abituato a release fuori dai soliti canoni del metal estremo, basti pensare a ‘Mirror Reaper’ dei Bell Witch e ‘Rainbow Mirror’ di Prurient, ma stavolta siamo al cospetto di qualcosa di totalmente unico e peculiare. Un album che vi si attaccehrà addosso in maniera morbosa. Se il veleno non riuscirà a fermarvi, ci penseranno i cani della Hayter (‘Butcher Of The World’ e ‘I Am The Beast’) e il suo sguardo non muterà orizzonte, non smarrirà freddezza. Così tanto da attendersi un’esperienza live senza precedenti a confermare quanto di buono è stato espresso tra le quattro mura di uno studio di registrazione.

Tracks

1. Faithful Servant Friend Of Christ
2. Do You Doubt Me Traitor
3. Butcher Of The World
4. May Failure Be Your Noose
5. Fragrant Is My Many Flowered Crown
6. If The Poison Won’t Take You My Dogs Will
7. Day Of Tears and Mourning
8. Sorrow! Sorrow! Sorrow!
9. Spite Alone Holds Me Aloft
10. Fucking Deathdealer
11. I Am The Beast
Lingua Ignota
From: USA

Discografia

Let the Evil of His Own Lips Cover Him (2017)
All Bitches Die (2017)
Caligula (2019)