Tool : Fear Inoculum

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ToolFear Inoculum

Tool - Fear Inoculum

RCA
Pubblicato il 29/08/2019 da lorenzobecciani
Tool - Fear Inoculum

Abbiamo atteso così tanto il successore di ‘10,000 Days’ che probabilmente già soltanto il fatto di potere riascoltare il progressive metal da invasati dei californiani rappresenta un evento. Questo perché in circolazione non esiste nessun’altra band in grado di ripercorrere il medesimo tracciato tecnico-filosofico e trasmettere lo stesso senso di impotenza nella materia cerebrale dell’ascoltatore. Ammirati di recente a Firenze Rocks, i Tool hanno impressionato ancora una volta per la loro miscela sciamanica, ossessiva e disturbante tra metal, prog, melodie arcane e visioni fantascientifiche. L’edizione limitata che include un libretto di trentasei pagine, uno schermo HD da 4? con riprese video esclusive, un cavo di ricarica USB ed un altoparlante da 2 watt ha già destato stupore ma, dopo tutto questo tempo, ciò che ci aspettavamo destasse stupore era naturalmente la musica. La title track introduce, tra spasmi ritmici e crescendo spettrali, l’ascoltatore nelle atmosfere che da sempre rendono speciali i Tool e ‘Pneuma’ entra di diritto tra i cinque pezzi più belli di tutti i tempi della loro carriera. Un alternarsi cosmico di retaggi anni ‘70 e anni ‘80 esalta un approccio che non è mutato da quando, agli albori degli anni ‘90 i quattro – ai tempi c’era ancora Paul D’Amour poi sostituito dall’ex Peach Justin Chancellor – si presero la briga di sconvolgere la scena heavy contemporanea. ‘Invincible’ e ‘Chocolate Chip Trip’ inoculano sul serio un’idea di invincibilità, le linee di chitarra di Adam Jones sono pazzesche e la sezione ritmica è morbosa come non mai. In una recente intervista, la band ha dichiarato che “soffre davvero per la propria arte” e questo concetto si ripercuote per l’intero ascolto. Non si tratta dell’urgenza dei Korn o dei Deftones e nemmeno della stravagante fusione di stili dei Faith No More. I Tool sono qualcosa di totalmente elitario e canzoni come ‘Descending’ e ‘7empest’ lo confermano in maniera cinica e subdola. Non solo la materia strumentale è clamorosa ma Maynard James Keenan sembra viaggiare per conto suo, a tratti si esula dal resto dei membri (come sul palco) ed in altri frangenti prendo possesso del microfono e regala momenti di solenne dispotismo. Il concept ruota attorno al numero sette e la produzione è stata affidata a Joe Barresi, che ricordiamo a servizio di Isis e Bad Religion. Per esprimere un giudizio completo dovremo attendere i video e qualche settimana in più per assimilare tutto il materiale ma di sicuro ‘Fear Inoculum’ è un album che non sfigura al cospetto dei precedenti capolavori e che sfida a più riprese, e su dimensioni altre, gli appassionati di musica. In un periodo storico nel quale le release sono sempre più asettiche e fredde, i Tool immettono sul mercato un’opera alla vecchia maniera, dallo stile unico e inconfondibile, destinata a fare discutere per un lasso temporale indefinito. Qualcuno indicherà ‘Fear Inoculum’ tra le uscite dell’anno, altri aspetteranno di leggere le recensioni dei magazine più influenti per scegliere con chi stare, altri ancora non ci capiranno nulla. Se l’obiettivo era infiltrare terrore nella gente, ci sono riusciti benissimo. Chi poi sarà in grado di scovare tutte le sfumature del loro messaggio audio-visivo, partirà di testa.

Tracks

01. Fear Inoculum
02. Pneuma
03. Invincible
04. Descending
05. Culling Voices
06. Chocolate Chip Trip
07. 7empest
Tool
From: USA

Discografia

Undertow (1993)
Ænima (1996)
Lateralus (2001)
10,000 Days (2006)
Fear Inoculum (2019)