Platonick Dive - Overflow

Black Candy
Pubblicato il 05/02/2015 da lorenzobecciani

Un'onda che sale e scende, continua, ribelle e determinata. Come ho già avuto modo di sottolineare in qualche altra recensione o commento sparso in rete la bellezza di 'Therapeutic Portrait' ai miei occhi si era manifestata ancora più potente dopo avere ammirato i livornesi in sede live. Questo perchè in ogni loro movenza, in ogni singolo istante della loro esibizione era percepibile un “nervosismo” che appare del tutto scomparso tra le band di oggi. Quella frenesia elettrica ha saputo confessarmi tutti i segreti dell'esordio e non nego che c'era molta attesa di capire in quale direzione si sarebbe mossa la band. Al primo impatto l'album si rivela più magnetico e liquido del suo predecessore. L'elettronica ha assunto un ruolo fondamentale tra i risvolti della terapia. La raccolta di remix, scaricabile gratuitamente in rete, che aveva visto i Platonick Dive collaborare con artisti del settore è servita quindi a personalizzare il proprio approccio ed allargare di conseguenza lo spettro di azione. A lasciare esterefatti non è solamente la fluidità ritmica delle tracce di 'Overflow' ma la capacità di Jonathan Nelli, un batterista estremamente fisico e spettacolare, di interconnettersi con i suoni provenienti dai synth e dal laptop mantenendo intatta l'organicità del flusso. A differenza del precedente lavoro le tracce risultano più brevi e dirette, con l'utilizzo di campionamenti e di voci. Questa è la seconda sorpresa in casa dei Platonick Dive. Forse attesa da qualcuno. Quello che avviene in 'Mirror' è talmente superbo che viene davvero da chiedersi cosa succederà in futuro. Gabriele Centelli si supera, emoziona, travolge l'ascoltatore con la delicatezza di chi possiede un talento incomparabile e soprattutto permette anche a chi non ha mai usufruito della terapia di accomodarsi e goderne liberamente. In tale contesto, appunto più ritmico ed elettronico, si inserisce Marco Figliè regalando spessore ai vari passaggi strumentali. Come suggerisce la presentazione “riff di chitarra e synth che si intrecciano, suoni affogati nei riverberi, voci e loop analogici sempre in prima linea e una batteria che fa da colonna portante”. Un senso del movimento che si traduce in dodici episodi dotati di una personalità unica ed intellegibile. I naturali rimandi ad entità affermate come 65daysofstatic e Maybeshewill servono solo per orientarsi nei meandri delle uscite moderne. Il resto conferma la totale elitarietà di questo progetto che per fortuna non ha preso nessuna delle caratteristiche negative che si portano dietro comunemente le formazioni di casa nostra. E' sufficiente dedicare pochi minuti a 'Spoken Noise' e 'Please Dance Slowly' per venire ammaliati da una musica che non sembra appartenere a questa terra eppure è concreta e viscerale come un concerto che finisce in un bagno di sudore. 'From Seattle To Berlin' e 'Geometric Lace' coincidono con altri apici assoluti della release mentre 'Underground Connections' e 'Reverb Overdose' tratteggiano il profilo dei ragazzi agli occhi di non ha avuto ancora la possibilità di saggiarli dal vivo. “Una colonna sonora per una lenta danza astratta”.  

Tracks

1. Spoken Noise
2. Please Dance Slowly
3. Above You
4. From Seattle To Berlin
5. Underground Connections
6. High Tide
7. Mirror
8. Geometric Lace
9. Reverb Overdose
10. Backing Home Boulevard
11. The Best Is Yet To Come
12. Jet-Lag


Platonick Dive

Platonick Dive (Italia)  http://www.platonickdive.com

Discografia

Therapeutic Portrait (2013)
Overflow (2015)
Social Habits (2018)