Idles - Crawler

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Pubblicato il 12/11/2021 da lorenzobecciani

Quanto sono belli gli Idles. Estetici e incasinati da morire, come erano, per definizione, le band punk rock di una volta. Adesso tutto è diventato di plastica, i dischi non si consumano più dall’inizio alla fine e conta più un video al momento giusto del sapere tenere in pugno il pubblico durante uno show. Gli Idles però non ci stanno e fin dal principio della loro fulgida carriera hanno improntato la loro catartica proposta su una trasportabilità live micidiale e testi in grado di far riflettere. Anche nel successore di ‘Ultra Mono’ si parla di demoni, di droga e di abusi, di violenza allo stato brado e degrado sociale e Joe Talbot è cresciuto talmente tanto come frontman da non dovere più timore confronti con nessuno. Al suo fianco troviamo sempre il geniale chitarrista e produttore Mark Bowen ed il mastodontico bassista Adam Devonshire, che contribuiscono a caratterizzare l’immagine del gruppo. Jon Beavis non è certo da meno e spacca tutto dietro le pelli, consapevole che lo spettacolo andrà comunque avanti col frontman intrappolato tra i fili del microfono e qualche strumento volato per aria. Per fare meglio di Fat White Family, Shame, Fontaines D.C. e Black Midi, gli Idles hanno puntato sulla solita euforia punk e sulle derive rumoriste che hanno scatenato le folle ai loro concerti, ma anche su ritmiche più subliminali e passaggi rallentati e ossessivi, in grado di accendere un lume di oscurità nell’atmosfera generale del disco. ‘The Wheel’ e ‘Car Crash’ sono due pezzi strepitosi posti ad inizio scaletta, ‘When The Lights Come On’ un post-punk capace di attrarre i più giovani mentre ‘The Beachland Ballroom’ una ballata dark che avrebbe potuto scrivere Nick Cave. ‘The New Sensation’ e ‘Meds’, tagliata in due addirittura da un sax, sono altri due passaggi in cui gli Idles sperimentano e giocano con le loro influenze ma poi, improvvisamente, nella loro testa si riaffaccia lo spettro dell’ultima esibizione davanti ad una folla squartata dalle grida disperate di Talbot e dalle rasoiate di Bowen e Kiernan ed ecco che spuntano ‘Crawl!’ e ‘King Snake’, pronte a diventare momenti topici delle prossime setlist. In ogni caso, piaccia o meno, gli Idles sono puri e incontaminati. Se ne fregano di tutto e tutti e continuano a pubblicare dischi grandiosi che non aspettano altro di essere ascoltati a volumi improponibili.

Tracks

1. MTT 420 RR
2. The Wheel
3. When the Lights Come On
4. Car Crash
5. The New Sensation
6. Stockholm Syndrome
7. The Beachland Ballroom
8. Crawl!
9. Meds
10. Kelechi
11. Progress
12. Wizz
13. King Snake
14. The End


Idles

Idles (UK)  http://www.idlesband.com

Discografia

2017 Brutalism
2018 Joy As An Act Of Resistance
2020 Ultra Mono
2021 Crawler