Draconian - Under A Godless Veil

Napalm Records
Pubblicato il 04/11/2020 da lorenzobecciani

L’industria musicale è veramente bizzarra. Tra la seconda metà degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio siamo stati invasi da dischi tutti uguali tra loro, con produzioni identiche nel minimo dettaglio, che proponevano un’alternanza sistematica tra voce maschile e femminile e sonorità in bilico tra death-doom e gothic. Ricordo di avere ascoltato i demo ‘The Closed Eyes Of Paradise’ e ‘Dark Oceans We Cry’, davvero eccellente per l’epoca, e non si staccavano di mezzo centimetro dalla concorrenza. Poi, improvvisamente, sono arrivati il nu metal ed il metalcore e la comunità metal si è un po’ stancata di formazioni come Tristania, Theatre Of Tragedy, The Sins Of Thy Beloved e Sirenia, ma anche dei vari Swallow The Sun, Shape Of Despair e Lake Of Tears – al tributo dei quali i Draconian hanno partecipato con la loro interpretazione di ‘Demon You/Lily Anne’ - che pure non potevano vantare un’avvenente donzella in line-up. Gli stessi Lacuna Coil hanno mutato radicalmente la loro proposta, così come i Paradise Lost si sono distaccati per diverso tempo dalle atmosfere viscerali di ‘Icon’ e anche My Dying Bride, Anathema e Katatonia si sono guardati attorno. Improvvisamente, appunto, di dischi del genere se ne sono sentiti sempre meno ed è forse per questo che ‘Under A Godless Veil’ mi è piaciuto così tanto. Il successore di ‘Sovran’ - un passo avanti ma caratterizzato da un songwriting ancora troppo derivativo - infatti non solo impone la strepitosa Heike Langhans, di origini sudafricane, come una delle migliori cantanti del momento, ma si distingue nel competitivo catalogo di Napalm Records per la purezza del songwriting e l’efficacia della produzione. Non c’è più spazio per i rimpianti e ormai Lisa Johnasson è il passato. Attiva perfino col moniker :LOR3L3I:, la Langhans si incrocia, in maniera volutamente schematica, con Anders Jacobsson per mostrare il lato angelico di una formazione che rischia di mettere in crisi le gerarchie della scena svedese. ‘Sorrow Of Sophia’ ricorda i Trees Of Eternity ma anche certe cose dei Tiamat, ‘ The Sacrificial Flame’ riporta indietro nel tempo alla vorace tristezza di ‘Like Gods Of The Sun’ mentre ‘Sleepwalkers’ e ‘Ascend Into Darkness’ sono due gemme assolute che valgono da sole il denaro speso per acquistare l’album. In un contesto talmente elettrizzante, Johan Ericson non sfigura affatto alla chitarra solista ed il suo sostituto dietro le pelli, Jerry Torstensson, se la cava egregiamente per tutta la durata di un lavoro che saprà trascinarvi negli abissi ma allo stesso modo rispecchiare un’arcaica bellezza di cui sentivamo davvero il bisogno.

 

Tracks

1. Sorrow of Sophia
2. The Sacrificial Flame
3. Lustrous Heart
4. Sleepwalkers
5. Moon Over Sabaoth
6. Burial Fields
7. The Sethian
8. Claw Marks On The Throne
9. Night Visitor
10. Ascend Into Darkness


Draconian (Svezia)  http://www.draconian.se

Discografia

Where Lovers Mourn (2003)
Arcane Rain Fell (2005)
The Burning Halo (2006)
Turning Season Within (2008)
A Rose for the Apocalypse (2011)
Sovran (2015)
Under a Godless Veil (2020)