Lamb Of God - Lamb Of God

Nuclear Blast Warner Music Group
Pubblicato il 11/06/2020 da lorenzobecciani

Nei mesi scorsi ho avuto modo di intervistare D. Randall Blythe e, nonostante il lockdown e lo spostamento della data di uscita dell’album, l’ho trovato sereno e determinato, critico come sempre nei confronti della società e della politica. Nelle sue parole ho riscontrato una convinzione feroce sul valore di questo materiale e, dopo tanti anni di carriera e vicissitudini niente male, credo che questo sia un aspetto non trascurabile. Per riprendersi dallo shock e dalle notevoli perdite economiche derivate dall’arresto e dalla detenzione del frontman in Repubblica Ceca, gli autori di ‘Ashes Of The Wake’ hanno impiegato diversi anni e ‘Sturm Und Drang’ li ha visti tornare nei negozi con un rancore ed un nervosismo senza precedenti. Dietro l’angolo c’erano però altri problemi; dopo una parentesi nei Megadeth ed un brutto incidente in moto, il batterista Chris Adler ha lasciato la band e ciò ha comportato un altro periodo nero. Ciò non ha però influito minimamente sul processo di ‘Lamb Of God’ che è stato sostanzialmente caratterizzato da due fasi perché le lavorazioni si sono svolte prima e dopo il tour di addio degli Slayer. Dietro le pelli è stato assunto Art Cruz, in passato attivo con Winds Of Plague e Prong, ed i chitarristi Mark Morton e Willie Adler si sono presi il tempo necessario per scrivere una montagna di riff ed omaggiare masterpiece quali ‘As The Palaces Burn’ e ‘Ashes Of The Wake’ senza smarrire quanto ottenuto col precedente ‘VII: Sturm und Drang’. Un bell’orologio in copertina segna l’inizio di una nuova era per il gruppo groove metal statunitense che di recente ha riportato in vita i Burn The Priest, con l’intrigante ‘Legion: XX’. Un impianto sonoro imponente, ricco di influenze thrash-death ed ammiccamenti metalcore, che D. Randall Blythe può ancora una volta sfruttare al meglio per scaraventare sull’ascoltatore liriche politiche, odio e rancore in quantità esagerata. Tra gli ospiti troviamo due nomi illustri come Jamey Jasta degli Hatebreed (‘Poison Dream’) e Chuck Billy dei Testament (capo tribù in ‘Routes’) ma i Lamb Of God sono ormai una band classica, anche grazie al filo conduttore con i Pantera, che non ha necessità di grandi proclami e si permette di denunciare lo schifo che c’è nel mondo con il materiale più vario di sempre e dinamiche curate nei dettagli. ‘Mememto Mori’ e ‘Reality Bath’ sono le tracce che ho ascoltato di più ma l’album cresce di ascolto in ascolto ed i fan non potranno che apprezzare anche le più prevedibili ‘Checkmate’ e ‘New Colossal Hate’. La speranza è quella di vederli dal vivo il prima possibile perché questo materiale merita di essere espanso e consumato sui palchi di tutto il mondo.

 

 

Tracks

Memento Mori
Checkmate
Gears
Reality Bath
New Colossal Hate
Resurrection Man
Poison Dream
Routes
Bloodshot Eyes
On The Hook


Lamb Of God

Lamb Of God (USA)  http://www.lamb-of-god.com

Discografia

Burn The Priest (1999)
New American Gospel (2000)
As the Palaces Burn (2003)
Ashes of the Wake (2004)
Sacrament (2006)
Wrath (2009)
Resolution (2012)
VII: Sturm Und Drang (2015)
Lamb Of God (2020)