Black Royal - Firebride

Suicide Records
Pubblicato il 05/06/2020 da lorenzobecciani

Una portentosa intro, più da disco power che doom in verità, dà il via ad una delle esperienza sonore più intense degli ultimi anni. Quando il promo dei finlandesi, giunti alla seconda fatica su lunga distanza, è stato recapitato in redazione sono rimasto immediatamente colpito dal loro suono grezzissimo ma soprattutto potentissimo; roba da ribaltare le gerarchie heavy/doom in un solo attimo. Una botta che non può lasciare indifferenti ma quello che è scaturito in seguito, analizzando a poco a poco testi e arrangiamenti, è sul serio difficile da descrivere a parole. La bellezza del metal underground è proprio questa; da un momento all’altro può sorprenderti, lasciarti senza fiato o capacità di reagire. La carriera dei Black Royal, originari della fredda Tampere, è iniziata nel 2015 con l’EP ‘The Summoning Pt. 1’, seguito pochi mesi dopo dalla seconda parte, e fin da subito la voce di Riku, attivo anche nei Days Of Disgrace e negli Steep, li ha distinti nel ricco panorama underground della terra dei laghi. Con il passare del tempo il loro sound ha assunto caratteristiche sempre più personali, assorbendo influenze stoner e retaggi pagani, che il presente ‘Firebride’ esibisce con onestà e violenza inaudita. I quattro possiedono poi una carica rock n’ roll che solo gli Entombed di ‘Wolverine Blues’ potevano vantare quando il metal estremo stava costruendo la sua fama internazionale (“I won’t submit to your laws, they’re built on the wrong cause. I will never see the light, I am the firebride” grida il frontman nella ossessiva title track). ‘Coven’ è furia cieca, a metà tra Black Sabbath e primi Katatonia, con il drummin’ selvaggio di Jukka in evidenza. ‘Pagan Saviours’ è uno degli inni satanici più belli che abbia ascoltato (“Pagan saviours, bringer of the ancient legacy. Usurper, succubus, bow to the Queen of heresy..”), a tratti le atmosfere ricordano quelle degli Heilung ma ci pensa il basso di Pete a riportarci sulla terra! Altri passaggi come ‘313’ e ‘The Reverend’ mi hanno invece ricordato i Chapel Of Disease ma è nel complesso che il successore di ‘Lightbringer’ produce danni su danni. Mi auguro che Suicide Records – etichetta di Göteborg che in catalogo conta pure Nur, Kvalm e Blodskam - si renda conto del potenziale crack che ha nelle proprie fila e non oso pensare dove possano arrivare con un budget superiore a disposizione.

 

Tracks

1. Coven
2. Hail Yourself
3. Pagan Saviour
4. All Them Witches
5. 313
6. Gods Of War
7. The Reverend
8. Firebride
9. For Dead Travel Fast


Black Royal (Finlandia)  http://www.facebook.com/blackroyalmusic

Discografia

Lightbringer - 2018
Firebride - 2020