Code Orange - Underneath

Roadrunner Records
Pubblicato il 24/03/2020 da lorenzobecciani

Le recensioni che parlano solo di produzione, come se tutti si improvvisassero di colpo tecnici del suono, mi annoiano da morire eppure questo disco potrebbe essere veramente utilizzato per rispondere ai detrattori di Nick Raskulinecz, a tutti coloro che lo avevano decretato come spacciato dopo un paio di dischi più mosci dei Foo Fighters e le collaborazioni con Evanescence e Ghost. La risposta era probabilmente già arrivata con gli ultimi due lavori dei Korn ma ‘Underneath’, peraltro modellato anche da Will Yip e Chris Vrenna che non sono certo gli ultimi arrivati, è una botta dalla quale è difficile riprendersi. Chi conosce il gruppo della Pennsylvania pensi ad una forma evoluta di ‘Forever’ con retaggi hardcore punk di ‘Love Is Love/Return To Dust’ e riferimenti “specifici” agli anni ‘90. Ai Ministry di ‘Psalm 69’ ed ai Korn dei primi due album, col programming che ha un ruolo determinante nel cullare atmosfere da società in abuso di digitalizzazione e governata da misteriose e spietate entità tecnologiche. ‘Underneath’ ruota attorno al dualismo che risiede in ognuno di noi, quel dualismo che gli Slipknot avevano saputo descrivere tanto bene ai tempi di ‘Vol. 3: (The Subliminal Verses)’. Il nuovo batterista, l’ex Thirty Nights Of Violence Ethan Young, va a nozze con un tessuto strumentale del genere ed il guitar work di Eric “Shade” Balderose e Dominic Landolina è il migliore da quando è nata la band. ‘Swallowing The Rabbit Whole’ e ‘You And You Alone’ investono l’ascoltatore con Jami Morgan e Reba Meyers assolutamente incontenibili e ritmiche malsane e dark, tremendamente dark, di contorno. L’impalcatura sonora è maestosa, in apparenza indistruttibile e impostata su un’attitudine live rara da trovare in circolazione. Non mancano nemmeno melodie accattivanti (‘Sulfur Surrounding’ e ‘Autumn And Carbine’) ed una collaborazione ad effetto come quella con Nicole Dollanganger, ragazza problematica entrata nelle grazie di Grimes, che riesce a spingere ‘Cold.Metal.Place’ su un livello superiore. Non solo l’album più completo, psicotico ed incisivo dei Code Orange, un dito medio alzato alla comunità metalcore, ma un album che rischia sul serio di finire nelle playlist di fine anno ed un motivo di orgoglio per Deathwish Inc. che li ha portati a questo punto.

 

 

Tracks

1. (deeperthanbefore)
2. Swallowing the Rabbit Whole
3. In Fear
4. You and You Alone
5. Who I Am
6. Cold.Metal.Place
7. Sulfur Surrounding
8. The Easy Way
9. Erasure Scan
10. Last Ones Left
11. Autumn and Carbine
12. Back Inside the Glass
13. A Sliver
14. Underneath


Code Orange (USA)  http://www.facebook.com/codeorangekids

Discografia

Love Is Love/Return to Dust (2012)[14]
I Am King (2014)[2]
Forever (2017)
Underneath (2020)