Lomond Campbell - 2021

Pubblicato il 06/11/2021 da lorenzobecciani

L’intervista con Lomond Campbell è iniziata in modo molto divertente. Infatti il musicista scozzese si è collegato tramite Zoom dal suo studio, anche se sarebbe meglio definirlo laboratorio, apparendo letteralmente sommerso da sintetizzatori modulari, strane macchine e cavi elettrici. Tanto da esordire..
Questo è il mio studio. Come vedi tutto è molto incasinato oggi.. 

Adoro i synth modulari e molta della mia passione è nata qualche anno fa a Iceland Airwaves grazie ad un workshop tenuto da Josh Wilkinson (JFDR) che me ne ha fatti provare un paio. È davvero un mondo incredibile…
Io sono caduto in questo mondo circa sette anni fa. Stavo cercando di espandermi dal punto di vista sonoro e sono entrato in un negozio di Londra. Ho comprato un paio di cose, poi altre le ho acquistate a New York. È una passione molto costosa. Il mio primo set up è stato davvero semplice. Consisteva di un quattro tracce Fostex XR7 4 track, Boss SP-202 e Boss DD03, un sampler Vestax DSG-05 ed un registratore minidisc della Sharp.

Qual è il tuo background musicale?
Ho iniziato a suonare tanto tempo fa, in maniera molto semplice ovvero solo chitarra e voce. Con il passare del tempo ho subito il fascino dell’elettronica ma soprattutto ne ho colto le potenzialità a livello di produzione e performance dal vivo. A quel punto ho iniziato a costruire oggetti o veri e propri strumenti musicali, cercando di combinare tutte le conoscenze che avevo e portando avanti un approccio molto interattivo. 

Com'è stata la transizione tra 'Black River Promise' e il Lomond Campbell di oggi?
‘Black River Promise’ è uscito nel 2016 anche se poi è stato ristampato l’anno successivo. È un album nato per chitarra con uno stile piuttosto primitivo e basato sul fingerpicking o le atmosfere acustiche. Mi sono trasferito nelle Highlands e ho costruito questo studio, denominato The Lenghts, in cui ho seguito modalità di lavoro più meditative. Per far crescere l’album dal vivo ho registrato delle parti con un ensemble di archi ma è stato complicato trovare buoni musicisti ed in generale presentarlo al pubblico come avrei voluto. Nella mia testa c’era qualcosa di diverso e infatti ho cominciato a nutrire interesse per altri aspetti. Cinque anni più tardi è nato ‘LUP’, un album totalmente differente. Anche se entrambi sono lenti e atmosferici, in questo caso non ho suonato la chitarra e non ho cantato. 

Hai costruito il laboratorio per trovare nuovi modi di promuovere la tua arte dal vivo o per un mero impulso da produttore?  
Un po’ entrambe le cose. Un amico mi ha chiesto di costruirgli un tape loop e quindi ho iniziato a studiare le loop machine e tutto quello che le riguarda. Quando c’è stato il lockdown mi sono trovato tanto tempo per potere sperimentare con il tape loop che avevo costruito e con synth modulari di vario tipo. Non c’era l’intenzione di scrivere un album ma poi, dopo vari test, mi sono reso conto di quanto era eccitante suonare questo strumento e ho registrato quello che veniva fuori con un MPC recorder portatile. 
 
Ti ritieni maggiormente uno scienziato, uno sperimentatore o un musicista?
Assolutamente non uno scienziato. Direi più uno sperimentatore. Ora per esempio sto usando un controller ESP che avevo comprato dieci anni fa. Ovviamente un album basato su tape loop di dieci secondi rischiava di essere molto ripetitivo e quindi ho aggiunto dettagli con Makenoise Morphagene e Strymon Magneto. ‘Swam’ è il pezzo che mi piace di più perché non ha avuto quasi bisogno di niente. Tre minuti di loop che trasmettono una grande sensazione di apertura mentale. 

In passato hai costruito pure un harmonograph synth. Cosa significa costruire strumenti? Crei un piano come un ingegnere prima di iniziare a fare delle prove?
Sì certo, servono tante prove per arrivare ad un buon risultato. Devi commettere degli errori per trovare la soluzione a tutte le esigenze. L’harmonograph è stato molto più semplice da costruire di quello che si possa credere mentre per terminare il tape looper ho passato tanti giorni chiuso in studio. 

Puoi usare qualsiasi tipo di cassetta o bobina?
Per questo tape looper ho usato delle normali audiocassette Philips che sono abbastanza economiche. Avrei voluto usare degli Orange tapes ma sono troppo costosi. Il tempo di provare comunque c’è perché tanti musicisti mi stanno chiedendo di realizzare altri tape looper per loro. 
 
Anche Björk ti ha chiamato?
No, non ancora ricevuto la sua chiamata. Attualmente sto collaborando con un musicista tedesco che si chiama Heinbach. Sto pensando a come trovare un modo più pratico per suonare dal vivo perché con questo tipo di tape looper dovrei costruirne uno per ogni gig. Penso che col prossimo album combinerò tape looper, synth e tastiere in maniera da rendere il processo più trasportabile in sede live. Ho fatto qualche tentativo e l’ho ripreso in video ma non è semplice. 

 

Lomond Campbell (2021)  https://www.lomondcampbell.com

Discografia

Black River Promise - 2016
LUP - 2021