Jeanette Lindström - Svezia

Pubblicato il 08/03/2021 da lorenzobecciani

Perché hai impiegato così tanto tempo per pubblicare un nuovo album?
Purtroppo mi sono ammalata. 'Queen On The Hillside' è stato registrato nel 2012, ma poi inaspettatamente mi sono ammalata seriamente e ho avuto bisogno di tornare a stare bene per essere in grado di pubblicarlo. Dopo l'uscita di 'Attitude & Orbic Control', nel 2009, ho fatto tanti concerti, scritto nuovo materiale e provato le canzoni come di consueto. Una volta registrato il nuovo album, in primavera, aspettavo che venisse pubblicato nell'autunno 2012 ma poi ho avuto questo problema di salute e sono dovuta sparire dalla scena per tanto tempo. È stato devastante per me, anche perché  ero molto ispirata dopo 'Attitude & Orbit Control' e mi ero divertita un sacco a lavorare al nuovo materiale. Quindi l'album era pronto e aspettava che stessi meglio. La label ha capito e finalmente, dopo sette anni, sono riuscita a pubblicarlo. Sono molto felice che sia uscito e la risposta è stata fantastica. Nel frattempo sono stata meglio, ma vivo ancora di alti e bassi, quindi non sono del tutto tornata. Ci sto lavorando, ma almeno l'album è uscito. 

Quando hai composto le canzoni? Dove le hai registrate? 
Ho iniziato appena dopo aver registrato 'Attitude & Orbit Control'. Compongo in continuazione e solo in tour sono meno produttiva. Inoltre alcune canzoni sono nate da vecchi idee. Le abbiamo registrate agli Atlantis Studio di Stoccolma come per i cinque dischi precedenti. Amo quello studio e l'ingegnere del suono, Janne Hansson, è speciale. È stato divertente ma anche complicato perché si tratta in assoluto della produzione più importante della mia carriera. Ho coinvolto tanti musicisti, scritto musica e testi, provato, arrangiato, cantato e prodotto e quindi c'era tanto da fare. Lavorare con così tante persone di talento però è bellissimo.  Göran Petersson mi ha assistito nella produzione e non avrei potuto farlo senza di lui. Classe Persson invece si è occupato della masterizzazione. La malattia stava cominciando a colpirmi ed infatti mi sentivo molto stanca. Se mi guardo indietro, non mi rendo conto di come sia stata possibile portare a termine l'album ma ci sono riuscita e ne sono molto felice. 

Cosa volevi cambiare o migliorare dopo 'Attitude & Orbit Control'?
Scrivo solo quello che sento e cerco di dare alle canzoni il vestito che ho in mente. Ogni album per certi versi è una sorta di continuazione e questo è il nuovo capitolo della mia carriera. Sapevo fin dall'inizio che 'Queen On The Hillside' avrebbe avuto un sound più acustico e una maggiore presenza di archi. È stato Jonas Sjöström, il capo di Diesel Music/Playground, a suggerirmi di produrlo per conto proprio. 

Che tipologia di sound volevi ottenere? 
Ogni canzone è una sorta di piccola storia o film per conto suo e ho lasciato che decidesse come essere arrangiata e prodotta, cercando di ricreare il sound che avevo ascoltato nella mia testa. Le costellazioni sono state quindi molto varie: da pezzi per solo pianoforte o archi ad altre con la mia band. Le fondamenta però sono state sempre le stesse. La band è la solita dell'album precedente, lo studio è stato il solito e così il team con cui ho lavorato. Questo ha reso il materiale omogeneo ed i musicisti che ho ospitato durante le sessioni hanno dato colore all'album. 

Possiamo individuare una traccia chiave?
Sicuramente la title track. Non è stata la prima che ho scritto ma parla di mia nonna e dopo aver scritto altro materiale è stato chiaro che parlassi di lei e dei miei antenati, delle loro vite e delle loro esperienze. Tutto questo ha avuto un'influenza importante sulla mia vita e su come ero al momento in cui ho composto l'album. Questo è il legame tra tutte le canzoni e per questo la dedica va a loro. La regina di cui parlo è proprio mia nonna. Il pezzo è dedicato ad entrambe le mie nonne, ma in maniera specifica parlo di Gull-Britt. Ha avuto una vita molto difficile, crescendo in povertà nelle montagne del Nord della Svezia. Si ammalò presto di tubercolosi, di cui morirono sia sua madre che suo fratello. Anche se tornò a stare bene la malattia le lasciò segni per tutta la vita e quindi ho voluto elevarla, chiamandola la regina delle montagne della sua infanzia. 

Prova a recensire 'Fragments' e 'Breathe' per i nostri lettori.. 
'Fragments' è diventata una specia di canzone confortevole per me. Mi dà speranza, mi incoraggia. È divertente pensare a come è diventata. Ero molto stanca il giorno in cui l'ho composta, mi stavo già ammalando senza saperlo. Ho scritto di getto e poi ho ci ho lavorato in seguito. Erano davvero frammenti ma poi suonandoli al piano mi sono resa conto che era una canzone. 'Breathe' è la sarcastica caricatura di una persona che si sacrifica per gli altri. Che cerca di aiutare un'altra persona anche se non le è stato chiesto. Come se vivesse da sola una relazione. Credo sia facile per molti riconoscersi nel testo e si può applicare il significato a tutte le relazioni, non per forza quelle romantiche. L'ho lasciata molto lunga, soprattutto nel finale. È stata divertente e faticosa da mixare perché piena di elementi. É un pezzo molto denso. 

Cosa cerchi di trasmettere con le liriche? 
Di solito scrivo in maniera molto intuitiva. Non decido quasi mai di parlare di un argomento specifico. Succede mentre la canzone prende forma. Mi auguro che ogni canzone lasci ampia libertà di interpretazione all'ascoltatore. Mi piace creare qualcosa che abbia significato, che raggiunga e tocchi chi si pone all'ascolto. 

Qual è il ricordo più bello della collaborazione con Robert Wyatt?
Oh, ce ne sono tanti. Il feeling che mi ha trasmesso che nella musica è tutto possibile. La sua generosità e quella di Alfie. Un sacco di risate, ci siamo divertiti molto. É stato un momento davvero magico quando abbiamo registrato 'River' nel suo studio. Non c'era nemmeno un occhio asciutto dopo averlo sentito cantare. 

Quali sono gli album più belli che hai ascoltato di recente?
'Tender Extinction' di Steve Jansen, 'Night Dreamer' di Wayne Shorter – un classico che tendo ad ascoltare parecchio in certi momenti della mia vita – e 'Season High' dei Little Dragon. 

Sembri davvero perfetta. Sei bellissima e piena di talento. Hai anche qualche difetto?
No. Completamente senza difetti ah ah ah... 

 

 

Jeanette Lindström

Jeanette Lindström (Svezia)  http://www.jeanettelindstrom.com

Discografia

Another Country (1995)
I Saw You (1997)
Sinatra/Weill (1999)
Feathers (2000)
Walk (2003)
In the Middle of This Riddle (2005)
Whistling Away the Dark (2006)
Attitude & Orbit Control (2009)
Queen On The Hillside (2019)