Two Face Sinner - Peru

Pubblicato il 30/04/2020 da lorenzobecciani

Provate a presentare la band con un breve comment sui due full lenght e l’EP che avete pubblicato prima di ‘Spiritual Nemesis’, sottolineando le differenze principali in termini di songwriting e produzione.
‘Rage Against Gods And Their Prayers’ - un album stimolante a testimonianza di diversi anni trascorsi a scrivere riff. Una volta scelti i migliori, siamo riusciti a creare un primo lavoro in grado di darci un’identità musicale precisa, con un suono contundente che ben riflette le nostre influenze di allora.
‘Buried Alive In Black’ - un lavoro ibrido che ci ha permesso di mascherare lo stile della band che poi è stato definito blackened death. La qualità del suono è più garage e sono quattro canzoni, tra cui la cover di ‘Children Of The Grave’ dei Black Sabbath, diventate poi dei classici.
‘Peccatum Originale’ - la consacrazione del nostro stile, una melodia grezza che colpisce e trasmette un feeling davvero oscuro. Fino a quel momento la nostra produzione più professionale e per questo ne siamo molto orgogliosi.
‘Spiritual Nemesis’ - un lavoro più saggio e epico. Con l’esperienza guadagnata in dieci anni di carriera siamo riusciti a spingerci su un livello superiore. C’è voluto più tempo per registrarlo, abbiamo cambiato ingegnere del suono e abbiamo trovato una persona in grado di catturare le nostre idee e le nostre intenzioni trasformandole in produzione.

Com’è la scena metal peruviana? Altre band che meritano la nostra attenzione?
Non è troppo grossa, soprattutto se facciamo il paragone con l’Europa. Vi raccomandiamo i Goat Semen.

Com’è stata la transizione dagli Anal Vomit ai Two Face Sinner?
Non c’è stata una transizione. Semplicemente condividiamo lo stesso batterista. Joe è entrato nei Two Face Sinner nel 2009 ed è uscito nel 2013, per unirsi agli Anal Vomit. Nel 2018 è tornato a suonare anche con noi quindi attualmente è il batterista di entrambe le band.

Come avete scoperto il satanismo?
È qualcosa che ci ha sempre affascinato: l’oscurità, la ricerca di saggezza e conoscenza e domande di vario tipo. Quando eravamo giovani pensavamo fosse solamente una questione di personalità poi abbiamo scoperto il satanismo laveyano e ci siamo resi conto che parlava proprio noi. Personalmente l’ho abbracciato subito, oltre ad altre filosofie.

Quando eravate adolescenti ascoltavate più death o black?
Per quanto mi riguarda, da piccolo ascoltavo soprattutto rock. Ho sempre avuto una fissazione per le melodie dark. Quando ho ascoltato l’arpeggio di ‘I Want You (She’s So Heavy)’ dei Beatles oppure ‘Another Brick In The Wall’ dei Pink Floyd, ho capito che il mio percorso sarebbe stato oscuro e devo ringraziare mio padre per avermi fatto conoscere certe cose. A quel punto ho scoperto i Black Sabbath.

Provate adesso a recensire ‘Satanic Altar’ e ‘Servants Of Blind Faith’ per i nostri lettori..
‘Satanic Altar’ è probabilmente il pezzo più dark di tutto l’album. Ti prende immediatamente e ti guida grazie al verso “to the gates of Satan”. Alla fine si raggiunge un certo equilibrio con una melodia bizzarra. ‘Servants Of Blind Faith’ è un pezzo che ho amato scrivere; c’è molto dell’identità della band e fa parte dei nostri pezzi più epici e le liriche descrivono in modo sgarbato quello che penso dei credenti.

Quali sono le altre tracce chiave a vostro parere?
‘Invoking Evil’, ‘Triumphant Satan’ e ‘Mother Death’.

Come siete entrati in contatto con Non Serviam Records? Quali sono le vostre band preferite nel loro roster?
Conoscevamo la label per tre band che apprezziamo molto ovvero Rimfrost, Nazghor e Zornheym. Ho contattato Ricardo tramite i social e, dopo aver parlato con lui, gli ho girato il nostro materiale. Ho aspettato due settimane la sua risposta e per fortuna gli sono piaciute le canzoni. A quel punto abbiamo cominciato a provvedere a tutto il necessario.

L’artwork è bellissimo. Cosa avete chiesto a Hans Tasid? C’è un collegamento con il testo di una canzone?
Abbiamo cercato un artista che sapesse catturare il significato delle liriche e quando abbiamo visto i suoi lavori siamo rimasti shockati. Credo che l’immagine parli da sola. Il messaggio è palese.

Quali sono le due facce di un peccatore?
La dolcezza per chi se la merita e la crudeltà per gli ingrati.

Come pensate di promuovere l’album dopo l’emergenza sanitaria? Siete mai stati in Europa?
Venire in Europa è uno dei nostri massimi obiettivi. Non appena finita la crisi ci cominceremo a lavorare. Nel frattempo lavoriamo molto sui social e cerchiamo di creare interesse attorno al disco.

Il Sud America è sempre stato un grande mercato per il metal estremo, pur essendo un territorio povero e con pochi locali. Perché credete che la passione per il metal estremo sia così radicata?
Siamo persone calde e portiamo le nostre passioni a livelli molto profondi. Molti musicisti qui si sacrificano anche solo per avere una sala prove. Spesso dobbiamo affittarle e abbiamo un sacco di limitazioni.

 

Two Face Sinner (Peru)  http://www.twofacesinner.com

Discografia

Rage Against Gods and Their Prayers 2010
Peccatum Originale 2015
Spiritual Nemesis 2020