Review - Vein : Errorzone

Dopo lo strepitoso secondo full lenght dei Lifesick arriva alle mie orecchie un altro disco di ha ... Dopo lo strepitoso secondo full lenght dei Lifesick arriva alle mie orecchie un altro disco di hardcore “metallizzato” d ... thumbnail 1 summary

VeinErrorzone

Vein - Errorzone

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Pubblicato il 28/12/2018 da lorenzobecciani
Vein - Errorzone

Dopo lo strepitoso secondo full lenght dei Lifesick arriva alle mie orecchie un altro disco di hardcore “metallizzato” di assoluto valore. I Vein vengono da Boston, praticamente dove è nato il metalcore, e sono cresciuti alle spalle di Give Up The Ghost, Converge, Have Heart e pure Code Orange, che se li sono portati dietro in Europa. Il loro debutto è un ibrido abrasivo tra vecchia scuola e influenze screamo, math e post-hardcore che mi ha immediatamente fatto pensare ai Burnt By The Sun di ‘Soundtrack To The Personal Revolution’. Dall’uscita di quello straordinario disco sono però trascorsi sedici anni e si sentono tutti; il gruppo guidato da Anthony DiDio infatti sciorina groove moderni, stacchi ritmici mai banali e retaggi nu metal che faranno impazzire chi è cresciuto con Korn e Deftones. ‘Virus://Vibrance’ e ‘Demise Automation’, entrambi promossi con due videoclip malsani a cura di Eric Richter, sono i due pezzi che rappresentano al meglio la loro duttilità e un impatto che ha pochi eguali ma anche ‘Old Data In A Dead Machine’ e ‘End Eternal’ sapranno farvi a pezzettini. Il mixaggio di Will Putney (Pig Destroyer, Thy Art Is Murder) esalta le chitarre di Jeremy Martin e Josh Butts ma ogni strumento ha il suo spazio e quando ‘Quitting Infinity’ sfuma nel silenzio, la violenza tout-court di ‘Errorzone’ continua a riecheggiare nella mente a lungo.

Tracks

1. Virus://Vibrance
2. Old data in a dead machine
3. Rebirth protocol
4. Broken glass complexion
5. Anesthesia
6. Demise automation
7. Doomtech
8. Untitled
9 End eternal
10. Errorzone
11. Quitting infinity
Vein
From: USA

Discografia

Errorzone (2018)