Review - In Vain : Currents

Ennesimo capolavoro per i norvegesi giunti alla quarta fatica discografica in dieci anni di carri ... Ennesimo capolavoro per i norvegesi giunti alla quarta fatica discografica in dieci anni di carriera e capaci di sondare ... thumbnail 1 summary

In VainCurrents

In Vain - Currents

Indie Recordings
Pubblicato il 08/02/2018 da lorenzo becciani
In Vain - Currents

Ennesimo capolavoro per i norvegesi giunti alla quarta fatica discografica in dieci anni di carriera e capaci di sondare un po' tutti i generi inseriti nel calderone del metal estremo con originalità e professionalità uniche. Rispetto al black degli esordi (citato nella spettrale ‘Origin’) gli In Vain, già col precedente ‘Ænigma’, si sono mossi per un progressive folk dalle micidiali aperture avantgarde ma anche dalle molteplici divagazioni true metal. Oltre alle ovvie referenze ai Solefald (‘The Linear Scaffold’ ma anche i due volumi di ‘An Icelandic Odyssey’), col passare del tempo le influenze di Arcturus, Vintersorg, Ihsahn e Amorphis (soprattutto il lato cupo di ‘Tales From The Thousand Lakes’ e ‘Silent Waters’) hanno arricchito un sound che adesso può permettersi di spaziare in più territori risultando sempre avvincente. Trovare poi Matt Heafy dei Trivium in ‘Soul Adventurer’ fa capire quanto, almeno in un paio di episodi, la band abbia tentato di sviluppare un profilo più melodico. Quando però ci si imbatte in ‘En Forgangen Tid (Times of Yore Pt II)’ si evincono la profondità del concept, ben descritto dalla copertina di Costin Chioreanu, e l’epicità di un approccio compositivo dilaniante, in continua sfida con l’ascoltatore, che pone delle domande importanti e stimola a riflettere su tematiche quali l’immigrazione, la storia dei popoli, la cultura del cambiamento. Rispetto al passato troviamo in scaletta anche alcune influenze gothic e jazz a conferma di come gli In Vain non si pongano alcun limite in fase di scrittura e la lista dei crediti è impressionante per varietà e spessore. Oltre che dalle performance granitiche dei chitarristi Johnar Håland e Kjetil D. Pedersen e del frontman Andreas Frigstad, ‘Currents’ viene difatti impreziosito dalla presenza di Baard Kolstad dei Leprous, Kristian Wikstøl dei From Strenght To Strenght e Simen Høgdal Pedersen. Da brividi l’opener ‘Seekers Of The Truth’, ‘Blood We Shed’ (forse il loro apice assoluto) e ‘As The Black Horde Storms’ ma siamo al cospetto di un album che merita di essere consumato dall’inizio alla fine per godere di tutte le sue sfumature. Fino adesso non ho parlato di tecnica perché il feeling trasmesso dai musicisti in questione è elevatissimo ma i più esperti di voi non si faranno sfuggire certi passaggi da togliere il fiato. Una corrente da seguire con attenzione per non smarrire il contatto con la realtà in periodi difficili.

Tracks

1. Seekers Of The Truth
2. Soul Adventurer
3. Blood We Shed
4. En Forgangen Tid (Times of Yore Pt II)
5. Origin
6. As The Black Horde Storms
7. Standing On The Ground Of Mammoths
In Vain
In Vain
From: Norvegia
http:www.invain.org

Discografia

The Latter Rain (2007)
Mantra (2010)
Ænigma (2013)
Currents (2018)