Review - Ulver : The Assassination Of Julius Caesar

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UlverThe Assassination Of Julius Caesar

Ulver - The Assassination Of Julius Caesar

House Of Mythology
Pubblicato il 11/05/2017 da lorenzo becciani
Ulver - The Assassination Of Julius Caesar

Ho la netta impressione che a Dicembre sarà veramente dura stilare la consueta playlist di fine anno. Siamo a Maggio ed abbiamo già tre-quattro pesanti candidature per il primo posto e di conseguenza presenze sicure in tale elenco che, pur essendo considerato da qualcuno superato e soggettivo, rappresenta una misura di ciò che il mercato discografico riesce a proporre in un lasso temporale definito. Nel giro di qualche mese, prima con la colonna sonora di ‘Riverhead’ e poi con ‘The Assassination Of Julius Caesar’, i norvegesi hanno inferto una scossa terribile al panorama internazionale e la sensazione è che il loro apice non sia stato ancora raggiunto, vist’anche la considerevole svolta stilistica perpetuata. Ancora ammaliato dal synth pop dei Vök e dal post punk dei Fufanu mi sono approcciato all’ascolto di questo magnifico album quasi si trattasse della colonna sonora di un thriller dei nostri tempi e non solamente del successore di ‘ATGCLVLSSCAP’. Subito la visione oscura e spizzante di Kristoffer Rygg, ma anche di collaboratori come Ole Alexander Halstensgård e Daniel O’Sullivan, mi è apparsa in tutta la sua grandezza e, non scherzo, ho avuto davvero l’impressione di essere trascinato in un contesto come quello del live ‘The Norwegian National Opera’. Nel buio, mi sono accorto di quanto la band abbia dato peso a testi che parlano di storia ed eventi tragici con riferimenti a religione, politica, nascita dell'Impero Romano e del Cristianesimo, satanismo e pop. Tanto pop, con Tore Ylwizaker e Jørn H. Sværen liberi di sperimentare con tastiere, sintetizzatori, laptop e strumenti vari. La voce del leader sembra volere introdurre una processione dei Sunn O))) e le influenze di Depeche Mode, New Order e Nine Inch Nails appaiono sempre più evidenti in un tessuto strumentale che non conosce alcun calo di tensione. Il viaggio inizia con ‘Nemoralia’, festival delle torce legato al culto di Diana e dell’Assunzione illuminato dal tocco di Stian Westerhus dei Jaga Jazzist. Niente di meglio di una Dea per introdurre l’ascoltatore nei meandri di un suono, reso elegante e moderno dal mixaggio di Youth, caleidoscopico e funebre, magistralmente orchestrato e dinamico, col quale gli Ulver potrebbero sul serio allargare la propria sfera di pubblico di riferimento. Anche perché, non solo il cantato di Kristoffer Rygg è quanto di più lontano si possa pensare dal black metal, pur inteso in chiave avanguardistica, ma le partiture registrate ai Subsonic Society di Oslo sono spesso prossime alla dance o comunque alla new wave. ‘Rolling Stone’ e ‘1969’ (impreziosita dal chitarrista Håvard Jørgensen e dalla cantante Sisi Sumbundu) si ispirano alle lezioni impartite dai genitori, 'Angelus Novus' ad un sensazionale quadro di Paul Klee mentre ‘Transverberation’ ricorda l’attentato a Karol Wojtila e cancella qualunque cosa uscita di recente in ambito idm. Da brividi anche ‘So Falls The World’, che incarna alla perfezione la filosofia della mente capace di concepire ‘Perdition City’ e ‘Messe I.X-VI.X’, e ‘Southern Gothic’, decadente inno alla Natura che sa tanto di dominio sul mondo. Chiude le amene danze ‘Coming Home’, trombe e organi celebrano un’estasi irreparabile. Nel cuore ferito e non nell’udito. 

Tracks

1. Nemoralia
2. Rolling Stone
3. So Falls the World
4. Southern Gothic
5. Angelus Novus
6. Transverberation
7. 1969
8. Coming Home
Ulver
From: Norvegia

Discografia

1994 - Bergtatt
1995 - Kveldssanger
1997 - Nattens Madrigal
1998 - Themes from William Blake's The Marriage of Heaven and Hell
2000 - Perdition City
2002 - Lyckantropen Themes
2003 - Svidd Neger
2005 - Blood Inside
2007 - Shadows Of The Sun
2011 - War Of The Roses
2012 - Childhood's End
2013 - Messe I.X - IV.X
2015 - ATGCLVLSSCAP
2016 - Riverhead
2017 - The Assassination Of Julius Caesar