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ISABELLA SANTACROCELa recensione del nuovo libro

ISABELLA SANTACROCE - La recensione del nuovo libro

Pubblicato il 14/05/2019 da lorenzobecciani

A seguire un fugace pensiero sull'ultimo capolavoro di Isabella Santacroce, intitolato "La Divina" e pubblicato attraverso la sua casa editrice Desdemona Undicesima.

“Tu non mi ascolti, siedi noncurante tra dorate pernici scolpite nei marmi desiderandoti assente, incorporea pupilla votata all’annichilimento di antropiche speranze.” Ancor più del brutale inizio di questo libro (“Quando un uomo si innamora di me vorrei tagliargli la gola, vederlo crepare davanti ai miei occhi, dargli fuoco. Il potere di una donna sta nel disprezzo.”), mi hanno colpito queste parole con le quali forse l’autrice ha voluto confessare il suo timore di non essere più ascoltata. In fondo, tra un cambio di casa editrice e l’altra, il percorso di Isabella Santacroce nella letteratura italiana è sempre stato impervio e Lei, pura e candida come il Cigno che ricerca con ossessione la protagonista di questa storia, grazie a Dio non è mai scesa a compromessi, continuando a deliziarci con un’opera cruda e talentuosa, una prosa che non ha eguali nel nostro panorama e della quale abbiamo un disperato bisogno per sopravvivere. Il flusso di coscienza di Revolver riappare con forza, così come l’odio sprezzante di VM 18 e la capacità di far riaffiorare i peccati per cui non ci siamo mai pentiti di Supernova. Eppure in questo nuovo libro non sussiste autocelebrazione; al contrario Isabella Santacroce procede spietata, affondando la lama appena possibile. “Mi sentivo alla fine di tutto. E adesso mi chiamano la Divina...” apre al futuro oppure no. In quella nuotata nel lago si perde un’anima e se ne ritrova un’altra, più forte o più debole lo scopriremo tra un po' di tempo. Una narrazione che dà dipendenza, come una frusta che provoca dolore e piacere.

(parole di Lorenzo Becciani)