News - Marco Pezza : La recensione di "La danza della paura"

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Marco PezzaLa recensione di "La danza della paura"

Marco Pezza - La recensione di "La danza della paura"

Pubblicato il 09/08/2018 da lorenzo becciani

In un periodo di revival imperante la nuova serie “Ambrosia”, che desidera rimembrare nettari antichi, sembra volere omaggiare le raccolte di letteratura gialla e noir che tanto andavano di moda negli anni '70. Nello specifico siamo al cospetto di un volume che compila l'intera opera di Marco Pezza - autore che ama la musica metal e ha probabilmente abusato delle opere di Edgar Allan Poe e Stephen King durante l'adolescenza – proponendo cinque racconti inediti su un livello superiore ai precedenti. La libertà creativa dell'autore – come suggerito nella prefazione – è totale, la media degli scritti è in ogni caso elevata e, pur trattando argomenti differenti e collocandoli in ambientazioni anche molto lontane tra loro, la qualità complessiva è senza dubbio un punto di forza del libro. Si passa dalla speranza in Atlantide ('Viaggio Nel Passato') a citazioni di film e serie televisive, non tanto nei particolari o nei personaggi quanto nella struttura della narrazione, passando per eventi storici e intrighi metropolitani. A volte i nomi dei malcapitati che vengono presentati in alcuni racconti sono modificati da qualche musicista famoso ma ciò non svilisce gli sforzi di chi ha inteso muovere le proprie dita sulla tastiera del computer per far danzare il lettore tra nervi tesi, spettri ed incubi inconfessabili ('Phobia' e 'Sangue Sulle Alture'). 'La Danza Della Paura' è di conseguenza consigliabile agli appassionati del genere così come a chi desidera trascorrere le ore in spiaggia mantenendo attiva la mente.   

(parole di Lorenzo Becciani)