Interview - McKenzie : Italia

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McKenzie - Italia

Pubblicato il 01/07/2019 da lorenzobecciani
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Perché McKenzie?
Bella domanda, e chi se lo ricorda! In ogni caso, è un cognome e dà quel senso di famiglia che sta dietro al progetto, perché è una vita che condividiamo mille cose, belle e brutte, e questa nostra forte unione è percepita tanto anche dall’esterno. E ci piace.

Siete stati voi a scegliere l’hardcore o è stato l’hardcore a scegliere voi?
Nel corso degli anni, dall’adolescenza in poi, siamo passati attraverso mille generi diversi e continuiamo ad ascoltare tanta musica di ogni tipo ma quando accendiamo gli ampli, quello che viene fuori è quello che sentite.  Non sappiamo se sia propriamente hardcore ma sicuramente il core c’è, sia leggendo il termine in inglese che in romano. A proposito di Roma, due di noi (Renato e Francesco) per un po’ di anni hanno militato in un gruppo, Icanidisara, che in qualche modo erano in un certo giro hardcore. Quindi, possiamo dire sia stato l’hardcore ad averci scelto.

Quanto sono cambiati i McKenzie dall’EP a ‘Falena’?
Tantissimo, sia per quanto riguarda la scrittura che nell’impatto live. Ci sentiamo migliorati parecchio, siamo più consapevoli di quanto abbiamo fatto, di quanto stiamo facendo e di cosa vogliamo fare per il futuro. L’EP e ‘Falena’ sono legati dalla vita di questo personaggio che anima i contenuti dei testi. Nell’EP si confronta soltanto con una persona, come se fosse tutto il suo mondo, ma crescendo, in ‘Falena’, inizia a guardare ciò che veramente gli sta attorno, vive esperienze diverse con persone diverse e a livelli diversi, tutte raccontate nel disco.

Quando avete iniziato a comporre i brani per il full lenght? È stato un processo faticoso?
Abbiamo iniziato più o meno ad inizio 2016, subito dopo l’uscita dell’EP. Per alcuni brani è stato semplicissimo, sono usciti praticamente da soli (Sergio, per esempio), per altri siamo letteralmente impazziti perché sentivamo mancasse sempre qualcosa. Tra l’altro, all’epoca non avevamo neanche una nostra sala, quindi facevamo poche prove in una sala ad ore e molto lavoro era fatto a casa, nell’ascolto ossessivo delle registrazioni delle prove per carpire qualcosa che ci potesse colpire veramente. Più che altro, il processo è stato lungo dalla fine delle registrazioni in poi con diversi problemi in mezzo e mal di stomaco che per fortuna si sono risolti grazie anche a Black Candy Records che ci teneva d’occhio da tempo.

Dove avete registrato? Chi ha prodotto il disco? Vi siete ispirati a qualche band in particolare per i suoni di chitarra e batteria?
Abbiamo registrato al Monopattino Recording Studio dallo straordinario Peppe De Angelis, affiancati dal nostro fonico dell’epoca, Vladimir Costabile, e a capo dell’etichetta con cui uscì l’EP. Il disco è stato prodotto da noi e Vladimir, sostanzialmente, anche se in fase di registrazione Peppe è stato fondamentale: è una grande mente e un tecnico molto preparato. Diciamo che Vladimir si ispirò un po’ al Teatro degli Orrori per alcuni aspetti mentre noi non avevamo un’idea precisa in testa, anche se Jesus Lizard, Shellac, Fugazi e un po’ di hardcore italiano vario lì dentro sono entrati.

Il testo di ‘Negli Occhi Il Gesto’ è bellissimo. A cosa è ispirato?
Intanto grazie per i complimenti, siamo molto legati a quel brano. Parte tutto dalla consapevolezza che gli occhi non sempre sono lo specchio dell’anima, come si suole dire, ma sono il filtro migliore per nascondere il proprio essere. È ispirato al rapporto tra due persone, in cui una è completamente accecata da questi occhi misteriosi che nascondono un mondo inizialmente affascinante, traditi però da comportamenti, azioni che alla fine rivelano una personalità meno complessa di quanto potesse sembrare all’inizio, molto banale, derivativa e meschina.

Chi ha girato il video di ‘Sergio’? Dove si sono svolte le riprese?
Il video di ‘Sergio’ - come quelli di ‘Lupus in Fabula’ e del nuovo brano uscito il 24 giugno, la cover di ‘È Aria’ rifatta insieme proprio ad Umberto Palazzo - l’ha girato un nostro grande amico che ci segue dall’inizio di questa avventura, in una spiaggia vicino al nostro mare e in una casa. Lui ha un grande occhio e una bellissima visione d’insieme delle cose, oltre ad essere  un bravissimo fotografo, anche se fa tutto quanto per puro hobby; Sergio è stato il suo primo vero videoclip. Potete trovarlo su Facebook o Instagram come Jianapaja: rimarrete incantati dai suoi scatti.

Personalmente ho trovato alcuni riferimenti ai Disciplinatha nella vostra musica. Ci sono altre band italiane che vi hanno influenzato direttamente o indirettamente?
Assolutamente sì, c’è molto dell’underground italiano dentro le nostre cose. Per non fare un torto a nessuno, possiamo farti i nomi di  alcune etichette di riferimento per quanto riguarda la musica nostrana: Wallace Records, To Lose La Track, Escape From Today, Bar La Muerte, AK Records, Black Candy Records… ma tanto, anche in questo caso, qualcuna la stiamo dimenticando.

Sono già trascorsi diversi mesi dall’uscita del disco. State già lavorando a nuovi pezzi? Quando pensate di tornare nei negozi? Sempre per Black Candy?
Come dicevamo prima, sì, stiamo lavorando al nuovo disco che sarà quasi un concept album per quanto riguarda i suoi contenuti e siamo già a metà della stesura. Sarà diverso da ‘Falena’ perché ancora più a fuoco (così come lo è stato con ‘Falena’ per l’EP), anche più pestone e per certi versi più esplicito nel raccontare determinati argomenti. La visione d’insieme del personaggio che è nato con l’EP aumenta sempre di più e ciò comporta la necessità di descrivere ciò che di sbagliato c’è nel mondo e combatterlo con tutte le armi possibili, anche con la conoscenza e coscienza critica. Saremo sempre con Black Candy e contiamo di pubblicare il nuovo disco ad inizio 2020, non vogliamo aspettare altri due anni!

Perché non si vedono gli occhi della gentile signora nel retro copertina?
Questa è una domanda che bisognerebbe fare a Pasquale De Sensi, colui che ha ideato il logo dei tre zeri e il retro di copertina. Anche lui è un grande amico e un artista formidabile e visionario, conosciuto sempre di più in Italia. Gli abbiamo lasciato carta bianca e questo è il meraviglioso risultato; anche Kim Thayil (Soundgarden) è impazzito quando ha visto il retro di copertina. Noi ci vediamo un significato e ci piace non spiegare il nostro punto di vista perché preferiamo raccogliere le impressioni degli altri e non mettere definizioni che possano limitarne l’immaginazione.

McKenzie
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From: Italia
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Discografia

Falena (2018)