Interview - Employed To Serve : UK

Prima di tutto vorrei partire dal video di ‘Eternal Forward Motion’…È un video davvero catartico ... Prima di tutto vorrei partire dal video di ‘Eternal Forward Motion’…È un video davvero catartico che affronta, in manier ... thumbnail 1 summary

Employed To ServeUK

Employed To Serve - UK

Pubblicato il 25/05/2019 da lorenzobecciani
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Prima di tutto vorrei partire dal video di ‘Eternal Forward Motion’…
È un video davvero catartico che affronta, in maniera più o meno diretta, quelli che sono gli aspetti positivi e negativi della vita. Il protagonista principale deve relazionarsi con la propria fidanzata ed in seguito con altre persone e tutte le cose brutte che gli accadono sono il riflesso dei suoi incubi. Senza sofferenza non può esserci trionfo. La mente umana riesce a bilanciare entrambi gli opposti, spingerti verso l’auto-distruzione e inficiare la vita quotidiana con una prospettiva amara. Per questo è importante conoscerli tutti e due, andare avanti e non voltarsi indietro. Ho avuto problemi a scuola, odiavo come mi trattavano e per anni ho avuto paura ad affrontare certi aspetti della vita. Per me è fondamentale scrivere di qualcosa che abbia significato. La band rappresenta una terapia e non ne posso fare a meno.

È questo il tuo tema lirico principale?
Sì, questo è sicuramente il principale ma anche Sammy, il nostro chitarrista, scrive qualcosa.

Come è nata la band? Qual era la vostra visione ad inizio carriera?
Quando ci siamo formati non avevamo le idee molto chiare su cosa avremmo voluto fare. Avevamo sentito parlare di un’etichetta tedesca che pubblicava musicassette e dopo avere pubblicato la prima, intitolata ‘Long Time Dead’, ci siamo resi conto che vendeva piuttosto bene e che quindi le persone amavano la nostra musica. A quel punto abbiamo iniziato a fare le cose sul serio ed il problema più grosso è stato organizzare i concerti. La mancanza di locali ed il poco spazio che viene concesso a formazioni come la nostra, almeno nei primi anni, hanno rappresentato una difficoltà. Tra l’altro ho sempre avuto abbastanza paura a salire su un palco e trovarmi davanti al pubblico. Adesso penso che non mi troverà mai davanti alla quantità di persone che c’erano al Download e quindi sto più tranquilla.

Quali erano le vostre principali influenze?
A tredici anni mi sono imbattuta nel metal grazie a band come Trivium, Kilsswitch Engage, Korn, Deftones e Slipknot. Quando è nata la band eravamo orientati su ascolti come Botch e Converge ma abbiamo sempre cercato di scrivere materiale personale. I cambi di line-up ci hanno aiutato a crescere. Avere una band del genere è una sorta di hobby a tempo pieno e non tutti riescono a dare il cento per cento.

Su internet si leggono termini come Nasty Hardcore, Powerviolence e Post-Hardcore associati alla vostra musica. Cosa diavolo suonate?
È difficile perché non abbiamo uno stile preciso. Siamo una metal band con influenze hardcore. È l’attitudine però ciò che conta.

Scrivo da tantissimi anni e fin dagli inizi ho sentito parlare di una scena metal britannica che in realtà non è mai stata reale. Adesso, oltre a voi, pure i Venom Prison si stanno distinguendo in maniera importante. C’è la possibilità di costruire una scena?
I Venom Prison sono grandiosi e siamo quasi cresciuti assieme. Per noi è stato di fondamentale importanza vincere il premio su Kerrang! come migliore album del 2017 con 'The Warmth Of A Dying Sun'. E’ stato il segnale che qualcosa si stava muovendo. Ci sono ottime band che hanno sfruttato il duro lavoro di formazioni come Bullet My Valentine, Architects e Bury Tomorrow, che negli anni passati hanno ottenuto ottimi risultati. Tra le band giovani mi piacciono molto Elizabeth Colour Wheel, Throes, Linn, Have A Nice Life e Judiciary.

Qual è la differenza sostanziale tra ‘The Warmth Of A Dying Sun’ e ‘Eternal Forward Motion’?
La maturità. Quando abbiamo firmato per Holy Roar Records, l’etichetta per cui lavoro, c’era grande entusiasmo ma meno consapevolezza di quello che potevamo fare. ‘The Warmth Of A Dying Sun’ è stato un grosso passo in avanti rispetto al debutto così come ‘Eternal Forward Motion’ è un grosso passo in avanti rispetto a ‘The Warmth Of A Dying Sun’, sia dal punto di vista del songwriting sia da quello della produzione.

Qual è il pezzo chiave del nuovo disco?
Forse ‘Beneath It All’ perché rappresenta bene quello che siamo adesso. Mi fa impazzire il breakdown che anticipa il coro. La stessa cosa vale per ‘Force Fed’ che adoro suonare dal vivo.

E il pezzo più difficile da cantare?
Senza dubbio ‘Dull Ache Behind My Eyes’ durante la quale praticamente non respiro mai.

Quali sono i piani per i prossimi mesi?
Cercheremo di suonare il più possibile ma abbiamo già scritto quattro pezzi nuovi. L’intenzione è di tornare presto in studio.

(parole di Justine Jones)

 

Employed To Serve
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From: UK
http:www.facebook.com/employedtoserve

Discografia

Greyer Than You Remember - 2015
The Warmth Of A Dying Sun - 2017
Eternal Forward Motion - 2019