Interview - Zebrahead : Usa

‘Brain Invaders’ è un altro passo in avanti nella vostra carriera. Quanto è stato difficile inizi ... ‘Brain Invaders’ è un altro passo in avanti nella vostra carriera. Quanto è stato difficile iniziare un nuovo processo d ... thumbnail 1 summary

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Zebrahead - Usa

Pubblicato il 15/03/2019 da lorenzobecciani

‘Brain Invaders’ è un altro passo in avanti nella vostra carriera. Quanto è stato difficile iniziare un nuovo processo di scrittura dopo ‘Walk The Plank’?
L’unica difficoltà è stata nel prendersi del tempo libero dal tour per potere dedicarsi alla scrittura dei pezzi. Cerchiamo di accumulare delle idee parziali quando siamo in tour e appena torniamo a casa le mettiamo insieme. Dopo la pubblicazione di ‘Walk The Plank’ siamo stati parecchio in giro e quindi sono serviti circa tre anni e mezzo per dare alle stampe il nuovo album. Il vantaggio di cui ha goduto ‘Brain Invaders’ è che non scrivevamo e registravamo da tempo e quindi eravamo eccitati di lavorare ai nuovi pezzi.

‘All My Friends Are Nobodies’ è un singolo spettacolare. Di cosa parla il testo?
L’idea dietro al pezzo è che ognuno di noi attraversa dei momenti difficili nella propria vita ed è importante contare sui propri amici per superarli. In generale il songwriting nasce sempre dalle mie esperienze personali o degli amici che mi circondano. Mi piace prendere ispirazione da quello che ho attorno.

Quali sono gli altri pezzi chiave del disco?
Mi piacciono un sacco di pezzi. ‘We’re Not Alright’ e ‘Party On The Dance Floor’ hanno a che vedere col crescere delle divisioni che social network, media, news di sinistra o di destra hanno finito per esasperare. Non c’è più spazio per reali conversazioni sui problemi del mondo.
 
A chi è dedicata ‘Take A Deep Breath (And Go Fuck Yourself)’?
Non è dedicata ad una persona in particolare. Parla dell’esaurimento di risorse e il bisogno che hanno le persone di avere sempre qualcosa di più degli altri.

Che tipologia di sound volevate ottenere stavolta? Com’è stato lavorare con Paul Miner e Kyle Black?
Volevamo provare qualcosa di nuovo e quindi abbiamo sperimentato molto con dei giri di batteria. È stato eccitante dal punto di vista creativo e ha reso i pezzi più freschi. Alcuni pezzi sono davvero heavy sebbene non fosse qualcosa di predefinito. Non ci siamo preoccupati di scrivere per forza dei singoli e lavorare con Paul è stato ancora una volta speciale. Capisce perfettamente quello di cui abbiamo bisogno ed eravamo molto soddisfatti del suo lavoro su ‘Walk The Plank’. Anche Kyle sapeva bene cosa volevamo in fase di missaggio ed è riuscito a migliorare i pezzi.

Hai formato la band nel ‘96, prima dell’avvento del nu metal. Com’era la scena punk rock di Orange County all’epoca?
Al tempo band come No Doubt, The Offspring e Pennywise erano molto popolari. Siamo cresciuti ascoltando punk ma abbiamo sempre voluto metterci qualcosa di personale. Crescere in quella zona ha sicuramente influenzato la nostra attitudine e rappresenta una parte importante del nostro sound.  

Quanto è cambiata adesso? Ci sono delle band interessanti?
Ad essere onesto siamo sempre in tour e quindi non seguiamo troppi show ad Orange County. Credo che il punk sia diventato underground ma una resurrezione è nell’aria. Conosco band come Direct Hit e Pears. Hanno un ottimo sound anche se non sono della zona.

Qual è stato il vostro apice in carriera?
Direi il fatto che possiamo ancora pubblicare album e girare in tour per il mondo. Dopo ventiquattro anni è qualcosa che va oltre le aspettative.

Qual è il consiglio migliore che hai ricevuto in carriera?
B Real dei Cypress Hill una volta mi ha detto che tutto questo è business e va trattato di conseguenza. Mi ha anche detto di fregarmene dei litigi con gli altri membri e di fare in modo che non interferiscano mai con il cuore che metti nella musica.

Ti ricordi dove teneste il vostro primo concerto?
Suonammo una sola canzone ad un release party in un coffee shop di Santa Ana. Si chiamava Koo’s Cafe e fu divertente da morire.
 
Hai fatto qualcosa di “over the top” da teenager? Sei mai stato arrestato?
No, ero abbastanza pacato da ragazzino. Non mi sono mai messo nei guai.

Qual è il party più selvaggio a cui sei stato?
Ai tempi di ‘Playmate Of The Year’ collaborammo con Playboy e quindi andammo ad un paio di party alla Playboy Mansion. Merda se erano selvaggi.

Qual è la cosa più bizzarra che un fan ha fatto in tuo onore?
È sempre bello vedere tatuaggi degli Zebrahead in giro. Un paio di volte mi hanno chiesto di autografare il loro corpo e poi si sono tatuati la mia firma.
 
Ricordi il nome della tua prima groupie?
Certo si chiamava Oprah Winfrey.  
 
Qual è stato il momento più imbarazzante on stage?
Una volta ho suonato con la cerniera aperta e i boxer. La ragazza che avevo di fronte mi guardava in maniera strana quindi capivo che c’era qualcosa di strano ma me ne sono accorto solo alla terza canzone.  

Qual è il primo disco che hai comprato?
‘Thriller’ di Michael Jackson.
 
E il primo che ha cambiato la tua vita?
‘Straight Out Of Compton’ dei N.W.A. perché mi ha introdotto all’hip hop.  

(parole di Ali Tabatabaee)

Zebrahead
From: Usa
http:www.zebrahead.com

Discografia

Zebrahead (1998)
Waste of Mind (1998)
Playmate of the Year (2000)
MFZB (2003)
Waste of MFZB (2004)
Broadcast to the World (2006)
Phoenix (2008)
Panty Raid (2009)
Get Nice! (2011)
Call Your Friends (2013)
Walk the Plank (2015)
Brain Invaders (2019)