Interview - Lena Hessels : Olanda

Prova a presentarti per chi ancora non ti conosce..Mi chiamo Lena e sono nata il 23 Dicembre 2000 ... Prova a presentarti per chi ancora non ti conosce..Mi chiamo Lena e sono nata il 23 Dicembre 2000 in un piccolo villaggi ... thumbnail 1 summary

Lena HesselsOlanda

Lena Hessels - Olanda

Pubblicato il 10/01/2019 da lorenzobecciani

Prova a presentarti per chi ancora non ti conosce..
Mi chiamo Lena e sono nata il 23 Dicembre 2000 in un piccolo villaggio vicino ad Amsterdam chiamato Wormer. Mio padre è il chitarrista dei The Ex e, insieme con mia madre, manda avanti la label Terp che si concentra soprattutto sulla musica di improvvisazione e africana. Per questo sono cresciuta circondata dalla musica. Le mie influenze maggiori sono ovviamente Han Bennink, The Ex e alcuni musicisti etiopi; vedere questi musicisti creare musica davanti ai miei occhi ha avuto un grande impatto sulla mia vita. Negli anni ho scoperto poi artisti come Sleaford Mods, Nick Cave, Mount Erie, PJ Harvey, J.J. Cale, Warhaus, Wolf Alice, Nico e Patti Smith.
 
Quando hai cominciato a suonare?
Non ricordo il momento esatto ma da piccola cantavo sempre, magari nel mio linguaggio immaginario e seguendo una sorta di melodia, e faccio ancora in questo modo. Ho avuto la mia prima chitarra a otto anni. Era una piccola chitarra elettrica rossa che possiedo sempre. In quel periodo formai una band con la mia migliore amica che suonava il violino. Ci chiamavamo De Piepers. Naturalmente non avevo idea di come si suonasse la chitarra e quindi chiesi a mio padre di insegnarmi e lui mi rispose di fare quello che volevo perché non importava. In seguito ho cantato in un coro del mio villaggio e un giorno sono stata invitata ad un’audizione per un’opera. Avevo dieci anni e venni scelta per la Turandot di Puccini. Completamente l’opposto di quello che facevo per conto proprio.

Sei stata influenzata da qualche vecchio disco in particolare?
Sì certo, vecchi dischi di musica africana ma anche ‘Unknown Pleasures’ dei Joy Division. Fin dal primo ascolto rimasi sbalordita dalla produzione, gli strumenti, la voce e tutti gli effetti del disco. Ricordo che lo ascoltai per oltre due settimane di fila prima di ascoltare qualcos’altro. Un altro dei miei dischi preferiti è ‘The Marble Index’ di Nico.
 
Quando hai cominciato a comporre il materiale per ‘Billow’?
Tutto è nato con l’idea di passare un mese a lavorare soltanto alla scrittura ed alla registrazione. Mi ero appena diplomata e ho trascorso l’intero mese di luglio a lavorare a ‘Billow’. Il songwriting per me è piuttosto strano. Nasce da qualche linea melodica o pezzi di canzoni che registro con la chitarra sul mio iPod. Non possiedo uno smartphone quindi per me è il massimo. Quando mi piace quello che ho registrato scrivo il testo. A volte nasce in maniera spontanea mentre altre volte è frustrante portare a termine una canzone.

Che tipologia di suono volevi ottenere?
Domanda difficile. ‘Billow’ è un esperimento e non mi sono rivolta a nessun produttore. Non è semplice spiegare quello che avevo in testa. Inoltre alcune idee sono cambiate durante il processo. Sapevo che sarebbe venuto fuori qualcosa di non molto prodotto. Volevo le canzoni fossero pure, essenziali e intense. Questo è anche il motivo per cui ho registrato tutto nella mia stanza. Adesso mi piacerebbe collaborare con altre persone ed esplorare la struttura canzone tradizionale. Non so quindi come suonerò in futuro ma di sicuro la mia musica rimarrà intensa.

C’è una traccia che rappresenta meglio delle altre il tuo sound?
No, non credo..  
 
Desideri trasmettere un messaggio particolare con le liriche?
Scrivo di sogni, sensazioni e cose che vedo. I miei testi sono aperti a qualunque interpretazione e questo è molto importante per me. Scrivo in continuazione e tengo una sorta di diario.
 
Vantaggi e svantaggi di essere la figlia del chitarrista dei The Ex..
Naturalmente ci sono tanti vantaggi tra i quali conoscere tanti artisti fantastici, persone e culture diverse. Quando avevo tredici anni ha organizzato un festival al Paradiso di Amsterdam e suonai qualcosa con i The Ex. Alla fine Thurston Moore venne da me a dirmi che era stato figo. Rimasi spiazzata. Avevo appena suonato in un locale fantastico ed il chitarrista dei Sonic Youth mi aveva fatto i complimenti. Lo svantaggio principale è che non è quasi mai a casa per via del tour ma mi ritengo comunque fortunata e privilegiata ad essere cresciuta al suo fianco.

Sei mai stata in Italia?
No ma mi piacerebbe visitarla. Sono amante del vostro cibo e in particolare del formaggio. Non ho ancora dei piani definiti per il tour ma sicuramente voglio portare il disco fuori dall’Olanda.
 
Qual è il tuo peggiore difetto?
Tendo a pensare troppo. A volte la mia mente fa cose strane. È stupido ma succede...

Lena Hessels
From: Olanda
http:www.facebook.com/hesselslena

Discografia

Billow - 2018