Interview - Heiðrik : Far Øer

Prima di tutto vorrei sapere perché hai deciso di intitolare ‘Funeral’ il tuo nuovo album. È un t ... Prima di tutto vorrei sapere perché hai deciso di intitolare ‘Funeral’ il tuo nuovo album. È un termine così oscuro..Neg ... thumbnail 1 summary

HeiðrikFar Øer

Heiðrik - Far Øer

Pubblicato il 21/11/2018 da lorenzo becciani
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Prima di tutto vorrei sapere perché hai deciso di intitolare ‘Funeral’ il tuo nuovo album. È un termine così oscuro..
Negli standard europei sicuramente ma in Messico viene utilizzato per celebrare qualcosa che è avvenuto nella tua vita, per dire addio ma in un modo positivo. Avevo pensato a ‘Closure’ sarebbe stato troppo semplice. In realtà volevo mettermi alle spalle tante cose del passato e non è necessariamente in un tono oscuro. Significa semplicemente andare avanti ed i fiori, il colore nero e gli arrangiamenti simbolico fanno parte della celebrazione.

Sappiamo della tua carriera parallela come regista ma come mai hai dovuto attendere così tanto prima di tornare nei negozi?
Il feedback ottenuto dal primo album è stato molto buono. Ero giovane e purtroppo ho firmato un contratto sbagliato. Il management voleva trasformarmi in una popstar, ho provato ma non mi sentivo in quel modo e ho detto addio alla musica commerciale. Per questo sono stato fermo e impossibilitato a fare qualunque cosa per diversi anni. Nel frattempo ho scritto tantissimo e infatti ho molte canzoni da parte.

Qual è la traccia chiave del nuovo album a tuo parere?
Direi ‘Remember Me’ perché nata in maniera naturale. L’album è stato registrato e prodotto da Janus Rasmussen (Bloodgroup, Kiasmos) e quando gli ho fatto ascoltare ‘Remember Me’ ha capito quali intenzioni avevo ed è stato il punto di partenza per tutto il resto.

Sul disco c’è anche Sunna che ha collaborato per anni con i Bloodgroup. Com’è la scena musicale delle Fær Øer?
Lei è islandese e anche io ho vissuto parecchio a Reykjavík. La scena musicale delle Fær Øer in ogni caso è ottima. Sono orgoglioso di essere nato lì anche perché abbiamo una storia di grandi cantanti. Essendo difficile importare gli strumenti, tutti cantano e ci sono tante grandi voci.

Perché ti sei trasferito in Islanda?
É una versione ingigantita delle Fær Øer. Ho vissuto tanto qui ma adesso sono andato a vivere a Stoccolma. Sto cercando di vivere con la mia arte e attualmente è la città meno cara in Scandinavia. Spero di tornare presto.

Ti ho scoperto grazie al bellissimo video di ‘Flowers On The Grave’. Come bilanci due forme d’arte così diverse?
In realtà il cinema è correlato con la musica. Quando sono cresciuto guardavo solo videoclip e ho associato fin da subito le due cose. Poi sono arrivati i video di Björk e lì ho capito che volevo utilizzare quel mezzo per raccontare delle storie. Quando sento della musica vedo delle immagini.

Hai già pensato al prossimo videoclip?
Sì certo. Vorrei farne uno per ogni traccia di ‘Funeral’. La mia idea attualmente è di fare un video senza alcun budget. L’esatto contrario dei video di Beyoncè che costano milioni di dollari. Guardo di continuo quello che fanno i ragazzi con i cellulari e cerco di tenermi creativo. In questo momento sto lavorando al mio primo lungometraggio. Sarà un musical diverso dal solito e lo girerò nelle Fær Øer.

Quali sono le tue memorie più belle legate a Iceland Airwaves?
L’anno scorso portai a termine qualcosa come sedici concerti. Credo che sia un record! Alla fine ero senza voce e pensavo davvero di non farcela. La sorpresa più bella fu leggere un articolo su una rivista inglese che parlava di uno di quei concerti in una piccola off-venue. Quest’anno mi sono esibito solo tre volte ma tutte le date sono state molto importanti per me. Del festival amo il fatto che si possa camminare per strada e scoprire artisti nuovi in locali totalmente diversi tra loro.  

Quali band segnaleresti?
Madonna + Child, Ólafur Arnalds, Sóley e Vök.

Quanto è importante per te la componente visuale?
Moltissimo e mi ispiro ai vecchi film di Hollywood, al bianco e nero ed all’immaginario di artiste come Edith Piaf e Marlene Dietrich.

Hai una voce davvero unica. Sei influenzato da qualche cantante in particolare?
Mi piace molto Kate Bush che ho scoperto quando Björk l’ha citata come una delle sue maggiori influenze.  La gente dice che non canto come nessun altro e forse perché ascolto pochi cantanti. I miei preferiti sono Chat Baker e David Bowie ma non assomiglio loro per nulla.  Per me in ogni caso non conta tanto il suono quanto quello che desidero esprimere. La musica mi arriva come la memoria, magari ho vissuto un’altra vita..
 
Come mai la copertina è rosa?
É un colore che amo e la dimostrazione che non si tratta di un album negativo. La copertina è in contrasto col titolo ed i fiori sulla tomba rappresentano un segnale di rinascita. Il mio sguardo è rivolto verso tempi migliori.

Heiðrik
From: Far Øer
http:www.facebook.com/heidrik

Discografia

An Invisble Gun - 2007
Funeral - 2017