Interview - Deleted Soul : Italia

Strane maschere e bende davanti agli occhi. Dietro al progetto sembra celarsi un certo mistero. C ... Strane maschere e bende davanti agli occhi. Dietro al progetto sembra celarsi un certo mistero. Chi sono i musicisti coi ... thumbnail 1 summary

Deleted SoulItalia

Deleted Soul - Italia

Pubblicato il 05/10/2018 da lorenzo becciani
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Strane maschere e bende davanti agli occhi. Dietro al progetto sembra celarsi un certo mistero. Chi sono i musicisti coinvolti?
Ci sono molti musicisti dietro al progetto ma è il concetto che trasuda contenuto. L’idea è nata con Mario Tucci, in un rimbalzarsi di idee e suggestioni tra Oregon e Toscana poi negli ultimi anni ci siamo incontrati e abbiamo cominciato a mettere in musica le sue idee visionarie. A quel punto la produzione musicale ha preso forma e ho cominciato a coinvolgere musicisti, in primo luogo per sperimentare e condividere il significato del progetto. Marco Zampoli, cantante dei Flame Parade è diventato il vero protagonista e interprete dei testi e ha preso sotto braccio la produzione.

Quanto tempo hai avuto bisogno per completare l’album?
Stranamente, rispetto al mio modo di produrre, su questo progetto ho speso molto tempo. Direi  almeno quattro anni di sperimentazione alla ricerca del suono giusto. In questo frangente ho testato il sound producendo molti remix tra cui ‘Black Athena’ degli Almamegretta. Poi ci sono stati tanti confronti, ho voluto condividere l’idea con le persone a me vicine, sia nella vita che musicalmente parlando, e quindi il suono si è modificato e affinato.

È stato un work in progress oppure ogni ruolo era chiaro fin dall’inizio?
Siamo partiti da delle storie scritte da Mario Tucci, leggendole si è aperto un mondo, e piano piano le abbiamo trasferite in musica. Ho cominciato a coinvolgere musicisti come Tashi di Wom Gong con il quale ho fatto per un anno intero sperimentazioni sulle vibrazioni del suono facendo bagni di gong e riuscendo a capire come tali vibrazioni vanno a risuonare con il nostro corpo. Poi Antonio Bacchiddu, ottimo cantante, e Maya Williams, giovane cantante di cui sentirete tanto parlare. E infine Donald Renda, ormai mio fedele collaboratore per sperimentare le sonorità.

A livello di influenze quali sono gli album che hanno mosso la ricerca sonora che accompagna l’uscita di questo debutto?
Mentre componevo, la mia attenzione si è rivolta verso suoni di altre generazioni, con precisione del mio passato, perché non volevo scimmiottare oppure essere influenzato da suoni contemporanei. Volevo essere investito dal suono della mia formazione giovanile quindi tanti Pink Floyd, Steve Miller Band, Brian Eno e tanto blues. Chiaro che poi mi sono ascoltato a fondo Nicolas Jaar e Chet Faker per comprendere come pure loro avessero interpretato il suono nella contemporaneità.

Che legame c’è tra Antiplastic e Deleted Soul?
Sono i due progetti di Elastica che seguo personalmente, due piccoli figli e due interpretazioni diverse. Antiplastic è l’energia. Quando produco i brani mi sforzo molto nell’essere sguaiato aggressivo e molesto, per me è uno sfogo che poi metto in mano a Rayna e gli altri componenti della band per gli arrangiamenti finali. Deleted Soul è un altro studio personale, l’eleganza che si addice di più al mio momento presente della vita. Musica per adulti e quindi tutto al suo posto, calibrato  intriso di contenuti e ipnotico. Un viaggio introspettivo del nostro essere.

Il concetto di “destrutturazione” in musica, e nella realtà in genere, è qualcosa che va un po' contro alla tendenza. Molte produzioni preferiscono aggiungere tanti elementi invece che guardare all’essenziale. Nel vostro caso qual era la visione sonora? Che tipo di suono desideravi ottenere?
Hai colto nel segno. Abbiamo utilizzato il metodo del togliere più elementi possibile e con il passare dei mesi ho cercato di avvicinarmi all’idea di un disco che concettualmente potesse essere prodotto con voci e basse frequenze. Questa è la vera essenza del disco. Nessun ego nel fare musica, ogni elemento deve essere al servizio della canzone e del flusso sonoro. I musicisti che partecipano alla produzione di Deleted Soul sono preparati a tale produzione, sanno che tenderò per assurdo a non farli suonare ma preparo loro delle fantastiche cene e cerco di accendere in loro l’energia totalizzante del momento. Poi si compone e si suona ma la composizione la vedo come una semplice conseguenza delle energie e della sensibilità che il momento ha creato.

Quali sono i passaggi chiave della scaletta a tuo parere?
È un flusso, non sono canzoni. Se ascolti questo disco vieni investito da sensazioni. Credo che la musica di oggi trascuri un pò troppo tale attitudine, si punta alla ricerca del singolo e c’è poca ricerca da parte dei produttori o dei cantanti. A mio parere è necessario ricercare l’innovazione nel suono che si propone.

Idealmente ritieni che questo sia più un progetto da live standard o dj set?
Deleted Soul è un progetto camaleontico. Facciamo dj set nei club ma anche live con la band o chitarra e voce. L’esecuzione è un vestito che si da ad un flusso di energia che intrinsecamente parla in modo indipendente.

In che direzione vedi muoversi la bass music? Cosa hai ascoltato di particolarmente interessante negli ultimi mesi?
La bass music è un ottimo genere in questo momento. È fondamentalmente un etichetta che si dà  ad un interpretazione della musica elettronica, tra la house, la techno e il dub e per questo ha colto il mio interesse. Negli ultimi vent’anni ho toccato vari generi raggiungendo ottimi risultati di produzioni e pubblico. Il dub ha un’influenza particolare e questo per me è l’essenza del genere, come la dubstep e il drum’n’bass anche la bass music conquisterà una sua nicchia importante di mercato. Il mainstream è molto attratto da questo suono e consiglio agli amici produttori di preservare le loro idee.

Negli ultimi anni Elastica Records si è distinta per produzioni importanti come Antiplastic, Zion Train, Almamegretta e Numa Crew. Quali sono i vostri prossimi progetti?
Tanto dub. Un nuovo disco degli Almamegretta è in cantiere. Tanti artisti emergenti che Elastica come sempre supporta sperando di fare spiccare loro il volo. Tanti eventi, molti ospiti con cui collaboriamo in un work in progress continuo e instancabile. Crediamo fortemente in quello che facciamo, con la finalità di produrre buona musica e contribuire, nel nostro piccolo, ad alimentare la cultura musicale, a dare ai nuovi artisti, giovani e con idee, un perché in una vita che avvolte tende ad assorbire in pensieri e contenuti inutili e senza senso.

(parole di Tuzzy)

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Discografia

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