Interview - Letters From The Colony : Svezia

Sono abituato a parlare con tante band svedesi ma voi siete in assoluto la più singolare metal ba ... Sono abituato a parlare con tante band svedesi ma voi siete in assoluto la più singolare metal band proveniente dalla Sv ... thumbnail 1 summary

Letters From The ColonySvezia

Letters From The Colony - Svezia

Pubblicato il 07/05/2018 da lorenzo becciani
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Sono abituato a parlare con tante band svedesi ma voi siete in assoluto la più singolare metal band proveniente dalla Svezia negli ultimi anni. Come sono nati i Letters From The Colony?
È stato un lungo processo. Siamo tutti amici e abbiamo sviluppato il nostro stile in maniera naturale. Il nostro chitarrista Sebastian ha scritto tutti i pezzi ed è molto tecnico quindi questi anni sono serviti a trovare i musicisti giusti. Non tutti sono in grado di suonare quel materiale e questo ha reso il processo piuttosto caotico. Siamo stabili da circa tre anni a parte il recente cambio al basso. Fin dall'inizio l'idea è stata quella di comporre musica sperimentale, folle e fottuta dentro. Le nostre influenze vanno dai Pink Floyd ai Meshuggah, dai Cannibal Corpse ai Genesis, abbiamo riff djent, ritmiche jazz, vocals death metal e sassofono.

Io ho sentito anche qualcosa dei Korn nelle vostre canzoni..
Sono una delle mie band preferite. Penso ai Korn soprattutto quando ci impegniamo ad includere le mie parti con le influenze hardcore, post rock e prog della sezione strumentale. La cosa strana è che sono terribile nello scaldare la mia voce e quindi ogni volta non so bene cosa uscirà fuori. Ci piacciono anche band come Opeth e Karnivool.

Chi si è occupato del mixaggio?
Ho seguito direttamente io il mixaggio mentre il mastering è stato eseguito da Jens Bogren che ha sistemato  qualcosa che non andava e spinto il lavoro su un livello superiore.

Vista la lunga gestazione immagino che alcune tracce siano piuttosto datate..
Le prime due tracce dell'album, 'Galax' e 'Erasing Contrast', più 'Sunwise' sono risalenti a tre-quattro anni fa. Per lo meno nelle fondamenta.  

Avete già un'idea precisa di come suonerà il prossimo album?
Prima di tutto mi auguro di non impiegare ancora sei-sette anni per completarlo. Vogliamo decisamente ridurre i tempi e stiamo già lavorando alla pre-produzione di alcune idee. In realtà ci stiamo muovendo in direzioni molteplici. Per il momento il materiale è più orchestrale ma anche molto doom. Abbiamo tutti altre band e quindi riceviamo in continuazione stimoli diversi.

Com'è la scena a Börlange?
Ci sono tante ottime band come Mando Diao e October Tide. Falun è lontana pochi km e lì i Sabaton sono delle superstar ma personalmente li trovo troppo teatrali.

Come è nata l'idea di un cervo in copertina?
É un'immagine che mi è apparsa nella mente quando ho ascoltato una traccia di Sebastian ma non svelerò quale. Nonostante i disastri che stanno minando la stabilità del pianeta non ci accorgiamo che l'ambiente sta lentamente cadendo a pezzi e quando nessuno di noi sarà sopravvissuto ci sarà un'altra creatura che prenderà il nostro posto.

(parole di Alexander Backlund)

Letters From The Colony
Letters From The Colony
From: Svezia
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Discografia

Vignette (2018)