Interview - Hell Obelisco : Italia

Prima di tutto vorrei sapere perché un progetto del genere è nato proprio adesso…È curioso perché ... Prima di tutto vorrei sapere perché un progetto del genere è nato proprio adesso…È curioso perché con Andrea ci vediamo ... thumbnail 1 summary

Hell ObeliscoItalia

Hell Obelisco - Italia

Pubblicato il 28/03/2018 da lorenzo becciani

Prima di tutto vorrei sapere perché un progetto del genere è nato proprio adesso…
È curioso perché con Andrea ci vediamo molto spesso ma solo ora è venuta fuori questa cosa. Dopo l’avventura con gli Addiction avevamo dato vita ad un gruppo che vedeva nella line-up anche Juri Bianchi e si chiamava Bloodline Propaganda. Facevamo roba sullo stile degli Hatebreed ma non siamo mai arrivati a niente di concreto. Io nel frattempo ho suonato parecchio in giro con Tying Tiffany togliendomi numerose soddisfazioni. Addirittura Andrea aveva venduto il basso quindi pareva avere chiuso totalmente con la musica poi una sera mi ha chiamato dicendomi che voleva mettere su un gruppo e cantare. All’inizio non abbiamo parlato di genere ma solo della line-up e subito è stato chiaro che Doc e Fraz degli Evilgroove, di recente autori dell’ottimo ‘Cosmosis’, sarebbero stati perfetti per quello che desideravamo fare. Il primo pezzo che è uscito fuori è stato ‘Dead Moloch Rising’, molto heavy con un pizzico di melodia e quell’attitudine rock n’ roll non forzata che ci ha fatto capire ancora meglio quello che volevamo. Ogni prova andava sempre meglio e quindi ci siamo resi conto che il progetto stava diventando qualcosa di serio. Tutto è venuto in maniera naturale. L’unica regola era quella di non fare nulla che avessimo già fatto in precedenza.

Come tutti i supergruppi c’è il rischio di produrre qualcosa di fine a se stesso o comunque di interrompere l’avventura molto presto..
Non è il nostro caso. Abbiamo intenzione di pubblicare altri album e andare avanti poi logicamente dipenderà da come andrà l’album e da quanto riusciremo a suonare dal vivo. Non siamo più ragazzi e non ci interessa pubblicare del materiale e poi non essere in grado di farlo ascoltare ai concerti. In questo momento siamo molto carichi e soddisfatti di questo prodotto. Su ‘Swamp Wizard Rises’ ci sono cose che piacciono a tutti al cento per cento. Abbiamo scartato una marea di roba.

Quali erano gli obiettivi in termini di registrazione e produzione?
L’anno scorso abbiamo registrato un promo di due pezzi. Sapevamo che andando da Gabry dei Fear Studios sarebbe uscito un ottimo prodotto ma anche che sarebbe stato un po' troppo simile agli album di qualche altro gruppo. Abbiamo quindi cercato di lavorare con altre persone, con alcune è andata bene e con altre meno bene. La batteria l’ho registrata con Marco Paradisi al Boat Studio; con lui mi trovo alla grande come persona e questo è fondamentale al di là dei valori tecnici. Il resto è stato registrato da Paso. Il suono ci piace molto, non è super-originale ma nemmeno stra-sentito, è moderno ma lascia emergere quella sporcizia anni ‘70 che volevamo far risaltare.

Avete utilizzato della strumentazione particolare?
Nell’album c’è il basso ma dal vivo no quindi l’impatto sonoro del live è più strano con chitarre ribassate e una sette corde. In generale i suoni sono un po' vintage, uno dei ragazzi usa una cassa Orange e ama Les Paul e Diavoletto ovvero chitarre in grado di produrre quel suono ciccione e ruvido che andava molto una volta. Per il resto non abbiamo usato artifici particolari.

Il titolo dell’album è ‘Swamp Wizard Rises’ e anche le canzoni hanno tutte un titolo di tre parole..
È stata colpa mia. Ho rotto le palle a Andrea per questa cosa. ‘Death Moloch Rising’ e ‘High Speed Demon’ sono stati i primi due pezzi completati e casualmente erano composti entrambi di tre termini. A quel punto ho pensato di ripetere il gioco e realizzare una specie di concept. Questo anche perché Andrea porta in sala prove dei titoli allucinanti e lunghissimi. Belli per carità ma due righe di roba. Sono insopportabili..

Nel complesso date l’immagine di volervi divertire ma allo stesso tempo alcune liriche sono abbastanza profonde..
Non è un album impegnato però il filo conduttore è l’uomo che paga le puttanate che compie verso la natura, verso gli altri o se stesso. Su questo argomento siamo sensibili e nella copertina di Roberto Toderico puoi vedere un mago che esce dalla palude con quattro elementi che simboleggiano ciascuno di noi. É come se avesse capito che stiamo distruggendo tutto e decide di ribellarsi e fare piazza pulita. Andrea ha definito ‘Swamp Wizard Rises’ come un masso che rotolando porta tutto via e di conseguenza il discorso torna.

Vuoi parlarci delle collaborazioni di quest’album?
Doc conosce bene Tony J.J. e tramite Facebook si sentono spesso. Abbiamo suonato con i Transport League in Svizzera e ci è sembrato normale chiedergli di partecipare. Ha ancora una voce che spacca ed è una persona molto alla mano. Gli abbiamo girato il pezzo senza dargli delle dritte particolari, ha registrato le sue parti e in seguito Andrea si è incastrato con lui. A mio avviso ‘Voodoo Alligator Blood’ è un pezzo fantastico. Forse il migliore dell’album. Carmelo Orlando invece è un grande amico di Andrea e la sua voce è perfetta per ‘Biting Killing Machine’. Erano anni che chiedevo un pezzo sullo squalo e finalmente sono stato accontentato.

Siete tutta gente della vecchia scuola. Fate sempre la differenza voi e quelli nuovi invece…
Potremmo discuterne per ore. Sinceramente ascolto pochissima roba nuova e questo perché mi rendo conto che forse ha ragione chi dice che la tecnologia ha rovinato i gruppi. Ormai nessuno passa molto tempo in sala prove e preferisce stare al computer a cercare il suono perfetto. Non volevamo certo pubblicare del materiale che non saremmo stati in grado di riprodurre dal vivo. Gli album di oggi sono impeccabili dal punto di vista tecnico ma troppo freddi.

Avete fissato qualche data all’estero?
Ovviamente è un nostro obiettivo. Suonando in giro con Tying Tiffany mi sono reso conto della differenza tra l’Italia ed altre nazioni come la Germania. Di sicuro vogliamo andare fuori e suonare. Siamo convinti che ‘Swamp Wizard Rises’ sia un album con del potenziale.

Come è nato il rapporto con Argonauta Records?
Ci è piaciuto come si sono presentati. Fin da subito si sono mostrati sulla nostra lunghezza d’onda, hanno apprezzato il promo e ci hanno proposto un piano lavorativo. Amano il nostro genere, lavorano bene e non a caso il loro catalogo è ricco di buoni gruppi. Tra questi i Supernaughty con cui abbiamo suonato da poco.

Cosa provi ascoltando adesso ‘Doubt The Dosage’?
Mi piace ancora parecchio e secondo me per molti versi non è invecchiato. Al contrario ho smesso di ascoltare molti cd di gruppi dello stesso periodo. Alex si è sposato e vive a Los Angeles. Sia lui che Juri non hanno ancora ascoltato l’album. Aspettano il nostro pacchetto regalo che verrà recapitato al più presto.

Quanto è importante il look per gli Hell Obelisco?
Suoniamo come giriamo di solito. Giubbotti di pelle, stivali, non certo qualcosa di ricercato. Se Andrea si presenta con una maglietta rosa ovviamente gli impongo di togliersela..

(parole di Alessandro Alberani)

Hell Obelisco
From: Italia
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Discografia

Swamp Wizard Rises (2018)