Interview - Sleeping Romance : Italia

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Sleeping RomanceItalia

Sleeping Romance - Italia

Pubblicato il 09/11/2017 da lorenzo becciani
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Prima di tutto direi di presentarvi con una breve biografia, sottolineando quelli che erano gli obiettivi al momento della formazione della band e l’evoluzione che c’è stata dalle prime registrazioni fino ad oggi..
Lorenzo: La band è nata a Roma qualche anno fa su iniziativa di Federico che stava studiando nella capitale. Una volta terminati gli studi e tornato a Modena, Federico ha deciso di continuare il progetto con altri membri, quindi ha chiesto disponibilità a me e a Francesco, da tempo colleghi di Federico in una band chiamata Synthphonia Suprema. Dopo qualche tempo Federica è entrata in formazione, in ultimo Nicholas. Alcune vicissitudini hanno portato all’attuale quintetto. Diciamo che questa band si affiancava ad altri progetti che tutti avevamo, piano piano è diventato il progetto prioritario per tutti perché ha portato ai risultati più soddisfacenti, sicuramente non avremmo mai pensato di arrivare a Napalm Records quando siamo partiti tanti anni fa. Credo che la grossa evoluzione possa sintetizzarsi nella crescente abilità compositiva di Federico e nella forte motivazione che, come musicisti, siamo riusciti a darci a vicenda suonando tanto insieme e condividendo anche parecchie difficoltà.

Nel vostro background di influenze ci sono più band estere o italiane? Quali nello specifico?
Lorenzo: Sicuramente il nostro background vede svariate influenze, tantissime, e tutti quanti abbiamo ampliato il nostro bagaglio musicale ascoltando e riascoltando band come Therion, Anathema, Rhapsody, Laibach, giusto per citare qualche band che apprezziamo parecchio. Insomma, attingiamo sicuramente da tutto il mondo musicale, poi ognuno della band ha i suoi gusti (Francesco per esempio adora le band hard rock anni 70/80) e il fatto di essere 5 cervelli musicali diversi è davvero d’aiuto.

Cosa volevate cambiare o migliorare dopo ‘Enlighten’?
Lorenzo: prima di tutto c’è stata una ricerca di una tematica che collegasse tutti i brani, infatti 'Alba' è un concept mentre 'Enlighten' non lo era. Poi c’è stata una forte ricerca musicale da parte di Federico per poter ampliare e migliorare il nostro linguaggio musicale: i brani ora rispecchiano maggiormente quanto cercavamo. In ultimo, siamo davvero orgogliosi della produzione che caratterizza Alba: un grande passo avanti rispetto ad 'Enlighten'.

Quando avete cominciato a scrivere i brani per il secondo album? Avete registrato solo questi oppure c’è stata un’opera di selezione a margine delle registrazioni?
Federico: Ho iniziato a pensare ad 'Alba' dopo non troppo tempo che era uscito 'Enlighten'. Cercavo un’ispirazione e un tema forte su cui iniziare a lavorare e dopo un confronto con la band, abbiamo trovato la strada giusta. Siamo partiti da questa mia vecchia storia che scrissi alcuni anni fa e l’ho sviluppata e arrangiata fino ad arrivare al tema finale. Quindi ho fatto una divisione tematica delle canzoni e ho scelto quelli che sarebbero stati giusti da sviluppare e infine ho iniziato a scrivere la musica basandomi sul concetto definito in precedenza. Abbiamo registrato solamente questi brani perché sono stati scritti e pensati con una logica molto precisa e molto forte, c’è un legame e una specie di dipendenza tra ogni brano.

Dove avete registrato?
Federico: Io ho un piccolo studio di registrazione dove abbiamo registrato chitarre, bassi, voci, archi, brass e woods. Le batterie sono state fatte in uno studio vicino della zona mentre i pianoforti in un altro studio sempre qui in zona, in entrambi gli studi esterni al mio spesso lavoro come produttore. Il coro è stato registrato in una chiesa di Reggio Emilia, “sala prove” del coro Cappella Musicale San Francesco da Paola diretto da Silvia Perucchetti. Vorrei sottolineare l’importanza di Dino Gervasoni in tutto questo: è stato un aiuto fondamentale per la produzione, la registrazione e il mix del disco. Sempre un orecchio esterno e una capacità enorme a farmi guardare le cose fuori dagli schemi. 

Vi siete ispirati a qualche album in particolare in termini di produzione e miraggio?
Federico: E’ una bella domanda, nel senso che chiaramente abbiamo cercato di tenerci vicini agli standard del genere ma il brano di riferimento che abbiamo usato per il mix era qualcosa di veramente lontano dal metal. Questo perché io e Dino abbiamo cercato di ottenere qualcosa che ci portasse un pelo lontano da quello che il tipico sound metal ma che comunque rimasse di qualità internazionale. Per la cronaca il brano usato come reference era 'Hello' di Adele.

Il pregio migliore dell’album a mio parere sta nell’equilibrio che avete saputo trovare tra la potenza degli arrangiamenti e la bellezza delle linee melodiche. Quanto lavoro c’è dietro allo sviluppo degli arrangiamenti? Seguite delle regole precise oppure vi lasciate trascinare dal pezzo?
Federico: Sono veramente molto contento che tu abbia apprezzato anche questo lato del nostro lavoro. Io quando scrivo penso al brano nella sua completezza e ragiono sempre partendo dalla melodia principale per poi costruire tutti i layers intorno. Io lavoro molto come compositore per colonne sonore e sono abituato a lavorare con le orchestre e con le varie voci che si muovono, quindi il lavoro che viene fatto sugli arrangiamenti è sempre molto di dettaglio e tutte le voci lavorano per dar spazio e energia alla melodia principale, che essa sia la voce o che sia una chitarra o un violino. 

La voce di Federica è straordinaria e assolutamente unica. Come costruite le parti vocali? I testi nascono a pezzo completato?
Federico: Il lavoro che abbiamo fatto con Federica è stato veramente molto dettagliato e ha richiesto tantissimo tempo. Anche in questo caso Dino è stato fondamentale: insieme abbiamo pensato e lavorato affinché la voce di Federica uscisse nel modo più coerente con quanto stava cantando possibile. Abbiamo sperimentato e perso giorni e notti a fare diverse takes, cambiando parole, modi di cantare e interpretazioni diverse. Federica è stata molto brava a reggere a tutto questo.. dopotutto la voce è uno strumento che si stanca molto più velocemente rispetto alla chitarra per dire, quindi bisogna avere molta pazienza e voglia di mettersi in gioco. Le linee vocali vengono scritte durante la composizione del brano perché tutto l’arrangiamento gira intorno a loro, quindi già definisco cosa Federica dovrà cantare prima ancora che il testo venga scritto. Il testo viene scritto quando tutto è stato completato, ma già sappiamo di cosa tratterà, sappiamo la sua divisione e le tematiche.

La componente gothic a mio parere è cresciuta rispetto al passato. O almeno appare più evidente in certi momenti dell’album. A quale delle sottoculture gothic siete più legati? Ponete attenzione anche al vestiario ed al look e cercate di avere un’immagine dark?
Federica: sicuramente il nostro sound e il nostro look sono fortemente influenzati dal movimento romantico. Non potrebbe essere altrimenti, la nostra musica ha una importante componente “visiva” che cerchiamo di non lasciare al caso. Riguardo alla componente gothic e alla “immagine dark” della band diciamo che sono direttamente proporzionali: “Alba” è un disco molto più oscuro di “Enligthen”; è il racconto di un viaggio nelle tenebre, quindi tutti i toni si sono dovuti fare più cupi, cattivi e l’immagine della band si è adeguata a questa necessità. 


‘Where The Light Is Bleeding’ è un grande singolo. Quali sono gli altri passaggi chiave della release a vostro parere?
Federica: “Where the light is bleeding” è il brano che dopo l’overture segna l’inizio di questa “discesa negli inferi” della protagonista. Da lì ogni brano ha la sua importanza sia individualmente che inserito nel disegno più ampio. Credo che ci siano dei pezzi molto forti in questo nuovo album. “My Temptation” a mio parere a livello stilistico è un brano stupendo, “Lost in my eyes” di prossima uscita è un brano più mainstream che dà un po’ di respiro in mezzo a brani impegnativi come “Forgiveness” e “Alba”. “Alba” sicuramente è un altro pezzo chiave dell’album. Rappresenta l’epilogo di tutto il concept, lo scontro finale. E’ il primo brano in cui abbiamo avuto occasione di lavorare con un coro vero e in italiano. E’ un pezzo potente e viscerale.

Com’è stata l’esperienza dello shooting del video? Qualche storia divertente a riguardo?
Lorenzo: L’esperienza è stata molto positiva, abbiamo lavorato con un team serio e professionale che ha saputo, con pazienza e intelligenza, tenerci sull’attenti per parecchie ore. Inoltre le due ragazze che hanno recitato sono state davvero eccezionali, meritano davvero i complimenti di noi tutti. L’episodio più divertente? Camminare per quasi un’ora alla ricerca di un bar per fare colazione e, una volta trovato, scoprire che non aveva quasi nulla da mangiare, più una storia triste in verità!

Come siete entrati in contatto con Napalm Records? Quali sono le band che preferite nel loro roster?
Federica: avevamo appena iniziato a parlare del nuovo album quando ci è arrivata la proposta della Napalm. Ricordo ancora quando Federico di rientro da una data ci fece sentire le prime bozze di “Alba”. Non sapevamo ancora cosa ci riservava il futuro la Napalm ci ha voluti fortemente e questo fin da subito ci ha fatto ben sperare. Firmare con una etichetta così grossa voleva dire ovviamente essere disposti a mettersi molto in gioco, ma abbiamo deciso di buttarci e speriamo che i fatti ci diano ragione. Molte della band sotto Napalm Records sono band che noi conoscevamo già e essere sotto Napalm assieme a gruppi come i Kamelot, i Draconian e agli Alterbridge è un motivo di orgoglio incredibile. 

Volete illustrarci il concept che c’è dietro alle liriche?
Federica: "Alba" nasce e si sviluppa, da una idea di Federico, come un vero e proprio concept album anche se i brani hanno anche una loro individualità. Il percorso che intraprende la nostra protagonista (Alba appunto) è un viaggio nell'oscurità, pieno di ostacoli e prove da superare, che la condurranno a uno scontro finale con la Notte per riuscire a riportare la luce del sole all'umanità. Questa bella storia, di cui il singolo "Fire & Ice" costituisce il prologo, ci ha ovviamente dato il pretesto, da un punto di vista compositivo di abbracciare sonorità più "pesanti" e gotiche, e da un punto di vista tematico ci ha permesso di affrontare temi molto complessi legati all'inconscio e alla lotta con i propri mostri interiori. Alcuni brani sono più oscuri,altri più "solari", ma prevalgono le tinte scure sicuramente. C'è stato un importante lavoro di composizione e di lavoro sui testi che fanno di "Alba", a mio parere, un disco molto "completo".

Quanto è difficile imporsi o comunque distinguersi in un movimento oberato di uscite come quello symphonic metal?
Federica: credo che fare musica di qualità sia l’unica risposta possibile. Siamo sicuramente in un mercato saturo di proposte; dobbiamo ringraziare anche il team di persone che in questi anni ci ha sostenuto e aiutato con tutte le proprie risorse, il nostro manager, la nostra agenzia olandese, lo staff dei festival, i nostri fan; credo che sia raro trovare uno staff così meraviglioso con cui condividere questo percorso. L’affetto e le soddisfazioni sono stati un motore importante per non esaurire le energie e la voglia di migliorarci.

Prossimi piani dal vivo?
Lorenzo: faremo una piccola tournee in Olanda ad inizio novembre, dopo di che fino a febbraio saremo fermi per poi ripartire alla grande in un tour che ci porterà in giro per l’Europa per un paio di settimane: le occasioni per venirci a sentire non mancheranno dunque!

 

Sleeping Romance
From: Italia
http:www.sleeping-romance.com

Discografia

Enlighten (2013)
Alba (2017)