Interview - Stillborn : Svezia

Quando è nato il gothic metal per voi?Quando iniziammo negli anni ottanta, facevamo parte della s ... Quando è nato il gothic metal per voi?Quando iniziammo negli anni ottanta, facevamo parte della scena gothic rock, da qu ... thumbnail 1 summary

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Stillborn - Svezia

Pubblicato il 12/10/2017 da lorenzo becciani

Quando è nato il gothic metal per voi?
Quando iniziammo negli anni ottanta, facevamo parte della scena gothic rock, da qualcuno denominata post punk, di Göteborg. Non di quella metal. In ogni caso consideravamo buona parte delle band di quel periodo scarse e noiose. Aggiungemmo suoni heavy e potenti oltre a liriche disturbanti. Eravamo davvero unici allora ma non c’erano etichette in grado di promuovere quel tipo di musica. Poi, nei primi anni novanta, cominciarono ad uscire Paradise Lost e Type O Negative e di conseguenza si iniziò a parlare di gothic metal. Forse siamo stati proprio noi la prima gothic metal band della storia.

Quali erano le vostre maggiori influenze all’inizio della vostra carriera?
Soprattutto Joy Division e Black Sabbath ma anche Sister Of Mercy e Motörhead hanno giocato un ruolo importante nella definizione del nostro suono e anche esteticamente. Un’altra grande influenza venne rappresentata dagli svedesi Leather Nun. Guardavamo un sacco di horror e b-movies in quel periodo ed eravamo fan delle colonne sonore di Ennio Morricone e dei Goblin. Kari seguiva pure il tango finlandese e artisti country come Lee Hazlewood e Johnny Cash. Peter e Henning amavano i Metallica ma in quel periodo non riuscivamo a suonare tutto quello che volevamo. Bevevamo molto e ci comportavamo in modo anti-sociale più che provare.

Cosa ricordate delle recording session del demo ‘Tounge The Thong’?
Adesso, capita di pensare ai semplici prerequisiti di cui avevamo bisogno all’epoca, in paragone alla tecnologia di oggi. Lavoravamo con un registratore a cassetta a quattro canali in una cantina umida e per ogni strumento che attaccavamo il rumore di sottofondo aumentava. Alla fine c’era un gran fruscio ma ci piaceva così! Musicalmente siamo dei ricercatori e cerchiamo ancora il nostro suono ma quelle registrazioni furono seminali.

State ancora ricevendo feedback per le vostre prime release? Considerate ‘Necrospirituals’ il vostro migliore album?
Ci sono dei fan integerrimi che adorano veramente ‘Necrospirituals’. Lo trattano come se fosse una reliquia. Alcuni di loro ci considerano davvero dei santi. Spero per scherzo! In ogni caso siamo molto orgogliosi di quell’album anche se rimane un po' incoerente. Con il nuovo album abbiamo cercato di filtrare le nostre influenze e recuperare l’originale essenza della band. Il focus è soprattutto sulle parti malinconiche e doom piuttosto che sul background rock tradizionale.

Cosa è successo dopo ‘State Of Disconnection’?
Henke e Peter lasciarono la band e Ingemar, Sami e Kim si ritrovarono con Messiah Marcolin nei Colossus. Registrarono qualche demo ma non riuscirono a trovare un contratto discografico.

‘1917’, ‘Dresden’, ‘Fata Morgana’ e ‘Anathema’ sono dei titoli anthemici. C’è un concept particolare dietro all’album?
Quasi tutti i pezzi hanno a che vedere con picchi di tristezza e disperazione, descrivono la malvagità dell’essere umano in diverse modalità e come gli individui vengano condizionati nella loro esistenza. ‘1917’ è una cruda descrizione del primo conflitto mondiale che fu un massacro per un’intera generazione di giovani. ‘Dresden’ è il simbolo del terrore provocato dalle bombe e avrebbe potuto benissimo intitolarsi ‘Guernica’, ‘Rotterdam’ o ‘Aleppo’. Molte canzoni si rifanno ad eventi storici oscuri che narrano il lato peggiore dell’essere umano. Dovremmo avere imparato la lezione.

Quali sono i passaggi chiave dell’album a vostro parere?
C’è una sorta di linea rossa che parte dal pianoforte di ‘1917’ e procede fino all’infausta e bombastica fine di ‘Walking Dead’. Tutto quello che c’è nel mezzo va considerato come un passaggio, un viaggio, un’esplorazione dei lati più oscuri della mente umana e delle conseguenze che le persone comuni hanno avuto in seguito a certi comportamenti. ‘They Forgive Nothing’ gioca senza dubbio un ruolo chiave e si focalizza su tali responsabilità. Non puoi scappare da certe decisioni. Prima o poi ti cattureranno. Letteralmente.

Perchè avete scelto di registrare a Copenhagen?
Erik ha vissuto a Copenhagen per diversi anni. Ha conosciuto Henrik Stendhal e così è nata l’opportunità di registrare nello studio dove lavora. É davvero della vecchia scuola, con una stanza enorme ed un enorme pianoforte.

Vi siete ispirati a qualche album in particolare per la produzione?
Non proprio. Volevamo catturare lo spirito di ‘Necrospirituals’ ed ottenere un suono heavy e super elettrico. Henrik ci ha aiutato molto in questo.

Chi ha creato l’artwork?
Anche la cover è un omaggio a ‘Necrospirituals’. Quando vedi un disco degli Stillborn lo puoi riconoscere immediatamente. Peter ha fatto gran parte del lavoro, Erik ha disegnato la parte della corona e del teschio e Kari e Ingemar hanno contribuito con l’idea geniale di posizionarlo più indietro. È come un’opera araldica oscura; quando gli imperi si battono, non si curano della loro cittadinanza e della perdita di vite umane. Quelle vittime appaiono nell’ombra della corona che brilla, l’ultimo simbolo del potere imperiale.

Peter Asp è una bestia dietro le pelli. Possiamo considerarlo un membro permanente nonostante gli impegni con i Bombus?
Assolutamente sì.

Come avete trovato la scena metal svedese dopo tutti questi anni?
Quando iniziammo non c’erano tutte queste band svedesi in grado di produrre musica internazionale. C’erano i Candlemass e gli Europe se ti piaceva l’hair metal. Adesso ce ne sono tantissime valide come Ghost, Meshuggah, Entombed, Watain, Cult Of Luna, Tribulation e The Haunted.

Stillborn
From: Svezia
http:www.facebook.com/stillbornsweden

Discografia

Necrospirituals 1989
The Permanent Solution 1991
State of Disconnection 1992
Nocturnals 2017