Interview - Wicked Expectation : Italia

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Wicked ExpectationItalia

Wicked Expectation - Italia

Pubblicato il 14/06/2017 da lorenzo becciani

‘Folding Parasite’ è stupefacente. Come siete arrivati alla pubblicazione del vostro secondo lavoro? Quanto è durato il processo? Quando avete iniziato a scrivere i nuovi pezzi?
Innanzitutto, grazie!  Fa sempre piacere ricevere complimenti per il proprio lavoro. Dalla fine del tour di ‘Visions’ alla conclusione di ‘Folding Parasite’ sono passati 6 mesi, ma le idee sui nuovi pezzi erano già piuttosto chiare. Quei mesi sono serviti a registrare tutto, mixare ed iniziare a pensare alla nuova attività live, che è la cosa a cui forse teniamo maggiormente.

In termini di produzione e mixaggio cosa volevate ottenere? Vi siete ispirati a qualche album in particolare?
Volevamo ottenere un qualcosa di veramente nostro. Proprio per questo l’unica cosa affidata in esterno è stato il mastering (se ne è occupato Giovanni Ferliga degli Aucan  nel suo Tapewave Studio). Il nostro sogno è quello di avere un sound riconoscibile e per adesso l’unico modo per provarci è sviluppare tutto ‘in casa’. Per far ciò la tecnologia ha aiutato molto.

In generale quali sono le vostre influenze principali? Più rock o elettroniche?
Sostanzialmente si dividono al 50/50. Ovvero, alcuni di noi ascoltano più elettronica ed altri più rock, ma siamo tutti molto aperti nell’ascoltare e lasciarci influenzare da qualcosa di nuovo.

Avevate altre band prima dei Wicked Expectation? Siete coinvolti in altri progetti attualmente?
Andrea è quello che suona da più tempo ed aveva un’altra band già prima dei Wicked Expectation. Lui è anche coinvolto in un altro progetto ancor più sperimentale (si chiamano Mestz). Matteo studia da molto tempo, ma non ha avuto tante altre band precedentemente. Alessandro suonava in una band metalcore quindi il cambiamento per lui è stato radicale, sia per quanto riguarda l’effettistica che per l’introduzione del synth bass. Io sono quello che ha iniziato più tardi ma la voglia di scrivere e suonare mi ha portato a legarmi a dei bravissimi musicisti come loro ed a crescere tantissimo.

Come si è formata la band? Quanto c’è voluto per trovare un certo amalgama? Quali erano le vostre aspettative prima di pubblicare ‘Visions’?
La band si è formata durante la nostra vita universitaria. Io ed Andrea abbiamo frequentato la Facoltà di Economia di Torino e ci siamo conosciuti grazie ad essa. Lui già suonava dai tempi del liceo mentre io ero un novellino che aveva da poco acquistato uno start pack chitarra+amplificatore. Abbiamo iniziato a comporre qualcosa, ma lo stile era davvero diverso da quelli che sarebbero stati i nostri due album pubblicati. Piano piano siamo arrivati a ‘Visions’ e ‘Folding Parasite’ con alcuni cambi di formazione e numerosi upgrade di strumentazione ed esperienza. L’amalgama dei suoni a dire il vero non ha tardato ad arrivare, potremmo quasi affermare di avercela sempre avuta, in maniera naturale. Prima di ‘Visions’ (così come ora) l’idea era quella di fare più concerti possibile e permettere alla nostra musica di essere ascoltata. Sappiamo benissimo di non fare un genere mainstream, ma va bene così. Suoniamo quel che piace a noi e ogni persona che si è avvicinato o si avvicinerà alla nostra musica saprà che è qualcosa di autentico. Come ci piace dire, siamo i primi sostenitori di noi stessi.

Come nascono le vostre canzoni? Lavorate insieme o separatamente? I testi ed il cantato nascono prima o dopo la parte strumentale?
Per necessità lavoriamo separatamente. Andrea vive e lavora a Milano durante la settimana mentre noi a Torino. Quindi intasiamo Google Drive di idee e poi ci lavoriamo bene in sala prove durante il weekend. Solitamente nasce prima la parte strumentale. Crediamo che la voce, sopratutto la sua linea melodica, debba incastrarsi perfettamente nel tessuto armonico/ritmico della canzone e quindi non partiamo mai da essa nella composizione.

La copertina di ‘Folding Parasite’ è stupenda. Chi l’ha realizzata? Ha un significato preciso?
Ha ricevuto quasi più complimenti dell’album, siamo alquanto invidiosi! No, scherzi a parte, il progetto grafico di ‘Folding Parasite’ è stato totalmente curato da Oscar Cauda (Hey Graphic). E’ un’artista della provincia di Torino (Pinerolo, per l’esattezza) con un’immaginazione ed una visione incredibile. Noi gli abbiamo portato delle idee rispetto all’album ed al significato che doveva avere per noi e lui ha tirato fuori questo capolavoro. Per quanto riguarda il significato, vale lo stesso discorso che facciamo per i nostri brani. E’ bello che ognuno interpreti a suo modo ciò che vede/sente. Noi però abbiamo pensato che questo sia un parassita immaginario, praticamente metafisico. Ti entra in testa e ti condiziona, si moltiplica e non sei più te stesso. Ma chi è l’artefice? A voi scoprirlo.

Provate adesso a recensire ‘Seriously Laughing’ e ‘Starigrad’ per i nostri lettori?
Allora...partiamo dal primo singolo. ‘Starigrad’ pensiamo sia un pezzo con una grande influenza industrial. Suoni acidi si contrappongono alle atmosfere oniriche del ritornello per poi confluire in un outro di stampo shoegaze. Insomma, potremmo definirlo un pezzo antitetico. ‘Seriously Laughing’, invece, si basa su un ossimoro vero e proprio. Anche il video lo enfatizza con la contrapposizione dei colori e della vita dei due protagonisti. Per quanto riguarda la struttura della canzone, si basa molto sul concetto di loop. Una ripetizione ossessiva che crea un climax con l’ingresso di strumenti durante l’incedere del pezzo.

Come si sono svolte le riprese dei video? Chi se n’è occupato? Volete raccontarci qualche aneddoto sul processo?
Il video di ‘Seriously Laughing’ è stato diretto e girato dai ragazzi di TAZ Production (si erano già occupati del video di ‘News’).  Sono stati davvero bravi ad avere l’idea e la realizzazione ci ha soddisfatto molto. Ne approfittiamo per ringraziare Tommy, Andrea, Carlo, Chiara, Alessandra e Silvia che non avete idea di quanto sia brava. Ovviamente sul set abbiamo provato ad imitarla nei volteggi con risultati davvero pessimi. Per fortuna non ci sono prove video.

Sarete protagonisti alla seconda edizione di Serravalle Rock. Quali sono gli altri piani dal vivo per i prossimi mesi?
Si e ne siamo molto felici! Questa estate continueremo a suonare nei festival estivi per ‘diffondere il parassita’! Stiamo lavorando su un nuovo brano da pubblicare nei mesi autunnali per poi continuare il tour. Ci piacerebbe pubblicare un singolo per volta piuttosto che fermarci troppi mesi e lavorare su un album completo.

Avete in previsione un tour all’estero?
Questa primavera siamo stati in Francia e Belgio per la prima volta. Esperienza bellissima.
Il pubblico, per quanto non ci conoscesse, ci ha ascoltato con interesse e noi non vediamo l’ora di tornare. Per ora non c’è nulla di pianificato ma speriamo di avere presto news.

C’è qualche gruppo italiano che ritenete particolarmente valido o con cui avete stretto un rapporto di amicizia in questi anni?
Certo! Abbiamo stretto amicizia e suonato dal vivo con i Platonick Dive, gruppo livornese pazzesco e passato da Serravalle Rock lo scorso anno. Abbiamo suonato con loro a Torino ed è stato uno dei concerti più belli. Non vediamo l’ora di ascoltare qualche loro nuovo pezzo!

(parole di Gianluca Abazia)

Wicked Expectation
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From: Italia

Discografia

Visions (2015)
Folding Parasite (2017)