Interview - Boss Hog : USA

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Boss HogUSA

Boss Hog - USA

Pubblicato il 17/04/2017 da lorenzo becciani

Sono molto arrabbiato con voi! Ho aspettato 17 anni per ascoltare un nuovo album dei Boss Hog! Perchè tutto questo tempo?
Cosa? Non sapevo ci stessi aspettando! Avresti dovuto scrivermi! Citando Elvis Presley: “I got a lot of livin to do.” Tutto ciò che faccio cerco di farlo al meglio. Che sia fare parte di una band o essere madre. Non che le due cose debbano essere necessariamente esclusive. Con un solo figlio ho capito che una routine consistente sarebbe stata importante. Inoltre sapevo che prima o poi sarei tornata in una band. Ho semplicemente fatto una scelta.

Cosa provi ascoltando i vostri vecchi album?
É eccitante. Ho bisogno di mantenere una certa distanza. Sono ancora al punto in cui noto le imperfezioni piuttosto che la bellezza.

Quando avete cominciato a comporre le nuove tracce? Avete sfruttato qualche vecchia idea?
Dopo alcuni show nel 2010 con il nuovo tastierista Mickey Finn ci siamo casualmente trovati di nuovo a comporre. Le tracce base dell’album sono state registrate circa due anni fa. L’unica idea era quella di scrivere delle belle canzoni.

Chi ha prodotto l’album? Avete utilizzato solo strumentazione analogica?
Abbiamo registrato al Key Club Recording Co. di Benton Harbor, Michigan insieme a Bill Skibbe. La sua console Flickinger è stata costruita per Sly Stone. É un sedici tracce. Anche per il mixaggio abbiamo usato della strumentazione vintage. Qui potete trovare tutte le informazioni a riguardo: www.keyclubrecording.com/studio.html

Perchè avete scelto ‘Formula X’ come anteprima dell’album?
In realtà abbiamo usato pezzi diversi a seconda dei territori basandoci sulle conversazioni con l’etichetta. Alla fine per noi è uguale. Ci piacciono tutti i pezzi.

Quali sono gli altri passaggi chiave a tuo parere?
É stato figo duettare con Jon. Credo la gente ami quel genere di tensione. Sono orgogliosa dei momenti di quiete come ‘17’.

C’è un momento speciale delle sessioni di registrazioni che ricordi con particolare emozione?
Lo studio è costruito in una fattoria sulla riva del Lago Michigan in un’atmosfera da western. Quindi l’intera esperienza è stata isolata e surreale. Era come essere in un casino perché era difficile riconoscere il giorno dalla notte. C’erano davvero poche finestre. Abbiamo messo ‘Ladies and Gentlemen the Fabulous Stains’ in loop e a volte ho avuto la sensazione di sconnettermi dalla realtà.

Di cosa parlano i testi? C’è un concept specifico?
Nessun gran tema. Ci sono canzoni di sofferenza, altre di passaggio, altre ancora di energia e desiderio.

Sei ancora emotivamente legata a Nick Cave, Birthday Party e Blondie?
Li amo ancora. Magari non li ascolto più su basi regolari ma quando mi capita di farlo ho una reazione viscerale. Fanno parte della mia giovinezza.

Ad essere sincero non ricordo un’altra band come i Boss Hog in tutti questi anni. Hai ascoltato qualcosa di eccitante di recente? Magari qualche band underground..
Prima di ricominciare ad andare tour ascoltavo solo NPR e Die Antwoord. Questi figli di puttana sono fuori di testa. Ho trovato una band fantastica di Berlino chiamata Jolly Goods.

Ho ancora negli occhi il vostro ultimo incredibile show italiano. Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo tour? Quali canzoni dei primi due album suonerete?
Ti ringrazio! Penso che suoneremo almeno un paio di pezzi di ogni album. La mia preferita è sempre ‘Texas’. Abbiamo sempre creduto fosse difficile ma adesso abbiamo registrato un sample del violoncello di ‘17’ e le suoniamo attaccate. È spettacolare.

Qual è il migliore album della Jon Spencer Blues Explosion Band?
Stai cercando di farmi litigare? Sono tutti grandiosi! Dovendo proprio scegliere direi ‘Orange’ perché ci sono io.

Adoro la vostra cover dei Talk Talk…
In Francia abbiamo scoperto ‘Le Cornichon’ di Nino Ferrer. Magari la suoneremo una volta dal vivo.

Ti consideri un sex symbol?
Sono un danger symbol. Ragazzi per favore fatelo a casa..

(parole di Cristina Martinez)

Boss Hog
From: USA

Discografia

Cold Hands (1990)
Boss Hog (1995)
Whiteout (2000)
Brood X (2017)