Interview - Imminence : Svezia

Ho saputo che ti fai chiamare Eddie The Destructor..E’ un nickname che mi sono dato al college e ... Ho saputo che ti fai chiamare Eddie The Destructor..E’ un nickname che mi sono dato al college e me lo porto dietro. Meg ... thumbnail 1 summary

ImminenceSvezia

Imminence - Svezia

Pubblicato il 05/04/2017 da lorenzo becciani

Ho saputo che ti fai chiamare Eddie The Destructor..
E’ un nickname che mi sono dato al college e me lo porto dietro. Meglio non raccontare come è nato.

Com’è la scena metalcore da quelle parti?
Non molto vasta. I generi mainstream sono hiphop and r’n’b ma ci sono comunque diversi appassionati e ogni tanto qualche nome importante viene a suonare in Svezia. In ogni caso le band locali di valore sono poche. Sicuramente i più famosi sono gli Adept ma pure gli Immolate sono bravissimi.

Come è nata la band?
Gli Imminence sono nati per volontà mia e del chitarrista Harald Barrett. A quel tempo ascoltavamo molto gli In Flames ed eravamo influenzati dal tipico sound di Göteborg ma anche dalla scena emo e dal nu metal. Inizialmente eravamo più legati al death metal melodico poi ci siamo spostati verso il metalcore ispirandoci a band americane ma anche agli Architects. Abbiamo registrato un EP con We Are Triumphant Records e organizzato qualche data per farci le ossa. ‘I’ è un album più dark e aggressive rispetto a ‘This Is Goodbye’. Questo perché due anni fa abbiamo cercato di trovare un suono totalmente nuovo.

Come è nato il contatto con Arising Empire?
In realtà con Tobias Falarz ci siamo conosciuti prim’ancora che Arising Empire nascesse. Gli piacevano alcuni nostri pezzi e la cosa è andata avanti.

Che tipologia di produzione avete cercato di ottenere stavolta?
Abbiamo pensato ai Linkin Park di ‘Hybrid Theory’ ma molto è ruotato attorno alla costruzione delle parti vocali. Il contributo di Simon Peyron e Dino Medanhodzic è stato incredibile.

Ho sentito anche qualcosa dei Korn ascoltando l’album…
Non mi stupisce. Magari non è un’influenza diretta ma siamo cresciuti ascoltando nu metal e quando eravamo più giovani i Korn erano una delle nostre band preferite.

Qual è stato il momento più eccitante delle sessioni di registrazione?
Ce ne sono stati diversi però quello più significativo è senza dubbio quando abbiamo finito di comporre ‘This Is Goodbye’. Con Harald ci siamo guardati e abbiamo capito che avevamo finalmente ottenuto qualcosa di nuovo dopo anni di lavoro. Le parti vocali sono un mix tra tecnica e istinto. In precedenza non mi ero mai misurato così tanto con le clean vocals. L’ho considerata una sfida fin dall’inizio.

Avete girato anche un bellissimo videoclip per promuovere il singolo..
L’ho girato direttamente io con alcune parti in studio ed altre nel bel mezzo del nulla. Ci sono voluti due giorni per finire le riprese e molti di più per l’editing. L’idea era quella di creare un contrasto tra luci e oscurità. Ne abbiamo girati altri due per ‘Diamonds’ e ‘Broken Love’.

Quali sono gli altri passaggi chiave dell’album a tuo parere?
A me piace tantissimo ‘Up’ che è uno degli ultimi pezzi che abbiamo completato.

Ritieni che quest’album possa conquistare più fan in Europa o negli Stati Uniti dove il metalcore è ancora piuttosto di moda?
Credo che ci siano ottime possibilità in entrambi i mercati. Il motivo per cui ci siamo legati a Sharptone Records è proprio quello di avere una distribuzione significativa negli Stati Uniti e potere organizzare numerose date da quelle parti.

Qual è stato il vostro migliore concerto fino adesso?
É difficile dire se uno è stato totalmente migliore rispetto agli altri ma di sicuro l’esperienza al Meltdown con Slayer e Lamb Of God rimarrà fisso nelle nostre menti.

Avete un social media plan come band?
Facciamo tutto da noi. Cerchiamo di aggiornare il più possibile i nostri fan ma non parlerei di un piano vero e proprio.

Quanti tatuaggi hai?
Ho perso il conto. Ho le braccia piene e anche sul petto ne ho diversi. Gli ultimi sono stati alle dita, sulle mani e su parti di braccio e petto. I tatuaggi trasmettono messaggi positivi e riflettono quello che penso, esattamente come le mie liriche. Nel nuovo album parlo di relazioni, orgoglio, razionalità, paure e fede, a uso e abuso di chiunque. Ci sono riferimenti diretti ai cambiamenti che hanno caratterizzato la band ma in generale i testi sono ispirati dalla mia anima, i miei pensieri più renconditi e la prigione emotiva che mi sono costruito.

(parole di Eddie Berg)

Imminence
From: Svezia
http:www.facebook.com/imminenceswe

Discografia

2014: I
2017: This Is Goodbye